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Ricorso inammissibile: Cassazione su art. 116 c.p.

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da tre imputati condannati per omicidio. Il ricorso sollevava una questione di legittimità costituzionale dell’art. 116 c.p. già precedentemente rigettata. La Corte, rilevando la manifesta infondatezza dei motivi, ha confermato la condanna degli imputati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 22 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: Quando Riproporre i Motivi Porta alla Condanna

L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione offre un chiaro esempio delle conseguenze di un ricorso inammissibile, specialmente quando i motivi addotti sono la mera ripetizione di questioni già esaminate e rigettate. Il caso riguarda tre imputati condannati per omicidio, i quali hanno visto il loro ultimo tentativo di appello infrangersi contro il principio di manifesta infondatezza, con conseguente condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria. Analizziamo la vicenda e le sue implicazioni.

I Fatti del Processo

Il percorso giudiziario è stato lungo e complesso. Gli imputati erano stati condannati dalla Corte di Assise di Firenze per il reato di omicidio e altro. La vicenda era già approdata in Cassazione una prima volta, la quale aveva annullato con rinvio la precedente sentenza d’appello. La Corte di Assise d’Appello di Firenze, in qualità di giudice di rinvio, si era nuovamente pronunciata, rideterminando la pena ma confermando la condanna.

Contro quest’ultima decisione, gli imputati hanno proposto un nuovo ricorso per Cassazione.

La Questione di Legittimità Costituzionale e il Ricorso Inammissibile

Il fulcro del nuovo ricorso era una presunta questione di illegittimità costituzionale dell’articolo 116 del codice penale, per contrasto con gli articoli 3 e 27 della Costituzione. Tuttavia, come rilevato dalla Suprema Corte, questa non era una novità. La stessa identica questione era già stata sollevata nel precedente ricorso, quello che aveva portato all’annullamento con rinvio.

La Corte evidenzia un punto cruciale: la questione di legittimità costituzionale era già stata dichiarata ‘manifestamente infondata’ con argomenti dettagliati in una precedente sentenza della Quinta Sezione Penale. Di conseguenza, la sua riproposizione negli stessi termini rendeva gli attuali ricorsi privi di qualsiasi fondamento giuridico.

Le Motivazioni della Decisione della Corte

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile basandosi su una logica stringente e consolidata. La censura sollevata dagli imputati è stata giudicata ‘manifestamente infondata’ proprio perché era una copia di argomentazioni già vagliate e respinte in una precedente fase del giudizio di legittimità. Nel diritto processuale, non è consentito riproporre all’infinito le medesime questioni sperando in un esito diverso, soprattutto quando una pronuncia della stessa Corte Suprema ha già fornito una risposta chiara e motivata.

L’inammissibilità del ricorso non è stata l’unica conseguenza. La Corte ha applicato il principio secondo cui a tale declaratoria segue la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali. Inoltre, ha inflitto loro il pagamento di una somma di tremila euro ciascuno in favore della cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria viene irrogata quando non emergono elementi che possano escludere la colpa dei ricorrenti nel determinare la causa di inammissibilità. In pratica, presentare un ricorso palesemente infondato è considerata un’azione colposa che giustifica una sanzione.

Conclusioni

Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale del processo penale di legittimità: il ricorso in Cassazione non è una terza istanza di merito, ma un giudizio sulla corretta applicazione della legge. La riproposizione di motivi già esaminati e dichiarati infondati costituisce un abuso dello strumento processuale. Le implicazioni pratiche sono significative: chi intende adire la Suprema Corte deve presentare censure nuove e giuridicamente fondate. Insistere su questioni già decise non solo non porta al risultato sperato, ma comporta conseguenze economiche negative, come la condanna alle spese e il versamento di una sanzione alla cassa delle ammende. La decisione serve quindi da monito sull’uso diligente e consapevole degli strumenti di impugnazione.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché riproponeva una questione di legittimità costituzionale già sollevata in un precedente ricorso e già dichiarata manifestamente infondata dalla Corte di Cassazione in una precedente sentenza.

Cosa succede quando un ricorso penale viene dichiarato inammissibile?
In base a questa ordinanza, quando un ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e, se non vi sono elementi per escludere la sua colpa, anche al versamento di una somma di denaro in favore della cassa delle ammende.

È possibile riproporre gli stessi motivi in un nuovo ricorso in Cassazione?
No, questa ordinanza dimostra che riproporre i medesimi motivi, già giudicati infondati in una precedente fase del procedimento, porta alla dichiarazione di inammissibilità del nuovo ricorso, in quanto le censure sono considerate manifestamente infondate.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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