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Ricorso inammissibile: Cassazione e tenuità del fatto

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, confermando una decisione della Corte d’Appello. La richiesta dell’imputato di riconoscere l’attenuante del danno di speciale tenuità è stata respinta perché il motivo di ricorso era una semplice ripetizione di argomentazioni già valutate e respinte in secondo grado. La Corte ha ritenuto corretto escludere sia l’attenuante che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la condotta e il valore dei beni oggetto del reato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 19 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: la Cassazione Conferma la Condanna e Spiega la Tenuità del Fatto

Quando un ricorso inammissibile viene presentato alla Corte di Cassazione, le conseguenze per il ricorrente possono essere significative. Una recente ordinanza della Suprema Corte ci offre un chiaro esempio di come la genericità e la ripetitività dei motivi di appello possano portare non solo al rigetto del ricorso, ma anche a sanzioni economiche. Questo caso specifico ruota attorno al mancato riconoscimento della circostanza attenuante della speciale tenuità del danno e della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.

I Fatti del Processo

Un soggetto condannato in secondo grado dalla Corte d’Appello di Bologna decideva di impugnare la sentenza dinanzi alla Corte di Cassazione. Il fulcro del suo ricorso era un unico motivo: la censura del mancato riconoscimento della circostanza attenuante prevista dall’art. 62 n. 4 del codice penale, relativa al danno di speciale tenuità. L’imputato sosteneva che il danno causato fosse minimo e che, pertanto, avrebbe dovuto beneficiare di una riduzione della pena.

La difesa, tuttavia, non introduceva nuovi elementi o argomentazioni giuridiche rispetto a quanto già discusso e deciso nel giudizio di appello. Si trattava, infatti, di una riproposizione delle medesime doglianze.

La Decisione sul Ricorso Inammissibile

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La ragione di tale decisione risiede nella natura ‘aspecifica’ e ‘reiterativa’ del motivo proposto. I giudici di legittimità hanno sottolineato come la Corte d’Appello avesse già affrontato in modo preciso e concludente le argomentazioni ora ripresentate. La motivazione della Corte territoriale era stata ritenuta logica e priva di vizi, avendo spiegato chiaramente le ragioni per cui l’attenuante non poteva essere concessa.

L’Esclusione della Tenuità del Fatto

Un punto cruciale della decisione riguarda l’analisi sulla tenuità. La Corte di Cassazione ha confermato la correttezza della valutazione compiuta dai giudici di merito nell’escludere non solo l’attenuante del danno lieve (art. 62 n. 4 c.p.), ma anche la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). Questa esclusione si basava su due elementi concreti:
1. La condotta materiale: le modalità con cui il reato era stato commesso non sono state ritenute di minima offensività.
2. Il valore dei beni: in particolare, si faceva riferimento al ‘valore significativo dei files presenti nella pen drive ricettata’, che smentiva la tesi del danno esiguo.

Le Motivazioni della Corte

Il principio di diritto che emerge da questa ordinanza è fondamentale nel processo penale. Un ricorso per cassazione non può essere una semplice ripetizione delle argomentazioni già respinte in appello. Per essere ammissibile, deve individuare vizi specifici nella motivazione della sentenza impugnata, come illogicità manifeste o errate applicazioni della legge. In questo caso, i giudici di appello avevano fornito una spiegazione coerente e giuridicamente corretta per escludere la tenuità del danno. La Cassazione, in quanto giudice di legittimità e non di merito, non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la correttezza del percorso logico-giuridico seguito dal giudice precedente. Poiché tale percorso era immune da censure, il ricorso non poteva che essere dichiarato inammissibile.

Conclusioni: Le Conseguenze di un Ricorso Inammissibile

Le implicazioni pratiche di questa decisione sono dirette e severe. La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta due conseguenze principali per il ricorrente:
1. La condanna al pagamento delle spese processuali.
2. La condanna al versamento di una somma di denaro, in questo caso tremila euro, in favore della Cassa delle ammende, una sanzione pecuniaria volta a scoraggiare impugnazioni pretestuose o dilatorie.

Questa pronuncia ribadisce l’importanza di strutturare un ricorso in Cassazione su basi solide, con critiche puntuali e pertinenti alla sentenza impugnata, evitando di riproporre questioni già esaminate e decise senza offrire nuovi spunti di diritto.

Cosa succede quando un ricorso in Cassazione è dichiarato inammissibile?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende. La sentenza impugnata diventa definitiva.

Perché il ricorso in questo caso è stato considerato inammissibile?
Perché il motivo presentato era una mera ripetizione di argomentazioni già sollevate e respinte in modo logico e corretto dalla Corte d’Appello, rendendo l’impugnazione generica e non specifica.

Su quale base i giudici hanno escluso la ‘tenuità del fatto’?
La tenuità è stata esclusa sulla base di una valutazione concreta della condotta dell’imputato e del ‘valore significativo’ dei file contenuti in una pen drive oggetto di ricettazione, elementi che impedivano di considerare il danno e l’offesa come minimi.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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