Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 44943 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 44943 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 10/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME CELESTINO nato a SAN DEMETRIO CORONE il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 13/10/2022 della CORTE APPELLO di VENEZIA
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
letto il ricorso di COGNOME NOME;
ritenuto che il primo motivo di ricorso, con cui si deduce violazione di legge e vizio de motivazione in ordine alla prova posta a fondamento dell’affermazione di penale responsabilità dell’imputato per il delitto di rapina, è formulato in termini non consentiti in sede di leg finendo per sollecitare la Corte di cassazione a sovrapporre la propria valutazione delle risulta processuali a quella compiuta nei precedenti gradi, oltre che a saggiare la tenuta della pronunc portata alla sua cognizione mediante un inammissibile raffronto tra l’apparato argomentativo che la sorregge ed eventuali altri modelli di ragionamento mutuati dall’esterno (cfr., tra le Sez. U, n. 12 del 31/05/2000, Jakani, Rv. 216260);
rilevato che il giudice di merito, con motivazione esente da vizi logici, ha respinto medesime doglianze in fatto proposte in appello esplicitando le ragioni del suo convincimento facendo applicazione di argomenti puntuali in fatto e corretti in diritto (cfr., in particol 4);
considerato che il secondo motivo di ricorso, con il quale si deduce violazione di legge vizio della motivazione in relazione al mancato riconoscimento delle circostanze attenuant generiche e alla determinazione del trattamento sanzionatorio, è manifestamente infondato a fronte di una motivazione esente da vizi logici e giuridici, anche in considerazione del princ affermato da questa Corte, secondo cui non è necessario che il giudice di merito, nel motivarne il diniego, prenda in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dall o rilevabili dagli atti, ma è sufficiente che faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi nonché all’assenza di elementi positivi, rimanendo disattesi o superati tutti gli altri d valutazione (cfr., in proposito, pag. 5);
ritenuto che, quando la pena, come nella specie, sia determinata in termini ben inferiori alla media edittale, è sufficiente che il giudice, per assolvere al proprio obbligo di motivazione, u espressioni del tipo: «pena congrua», «pena equa» o «congruo aumento», essendo, invece, necessaria una specifica e dettagliata spiegazione del ragionamento seguito soltanto quando la pena sia di gran lunga superiore;
osservato che il terzo motivo di ricorso, con cui si contesta la violazione di legge e il d di motivazione in ordine alla mancata disapplicazione della recidiva contestata, manifestamente infondato avendo la Corte territoriale motivato sul punto in termini sintetici congrui rispetto alla decisione adottata (cfr., in proposito, pag. 5);
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso, in data 10 ottobre 2023
Il Consigliere estensore
Il Pre dente