Ricorso Inammissibile: Quando la Cassazione Conferma la Condanna
Presentare un ricorso in Cassazione è l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento, ma non è una garanzia di revisione della sentenza. Un ricorso inammissibile è uno degli esiti più comuni e severi, che comporta non solo la conferma della condanna ma anche sanzioni economiche. Un’ordinanza recente della Suprema Corte ci offre un chiaro esempio di quando e perché un ricorso viene respinto senza nemmeno essere discusso nel merito.
I Fatti del Caso: Condanna per Resistenza e Stupefacenti
Il caso trae origine da una sentenza della Corte d’Appello di Torino, che aveva confermato una condanna a carico di un individuo per due distinti reati: resistenza a pubblico ufficiale, previsto dall’articolo 337 del codice penale, e violazioni della normativa sugli stupefacenti (D.P.R. 309/1990).
Insoddisfatto della decisione, l’imputato ha deciso di proporre ricorso per Cassazione, contestando in particolare il giudizio di responsabilità per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.
L’Appello in Cassazione e i motivi del ricorso inammissibile
L’esito del giudizio di legittimità è stato netto: la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questa decisione non entra nel merito della colpevolezza o innocenza dell’imputato, ma si concentra esclusivamente sulla correttezza formale e sostanziale dei motivi presentati. Per la Cassazione, le argomentazioni della difesa non superavano la soglia minima richiesta per poter essere esaminate.
Le Motivazioni
La Corte di Cassazione ha fondato la sua decisione su due pilastri fondamentali che definiscono i confini di un ricorso inammissibile.
In primo luogo, i giudici hanno rilevato che i motivi presentati erano ‘meramente riproduttivi’ di censure già sollevate e adeguatamente valutate nei precedenti gradi di giudizio. In altre parole, la difesa non ha introdotto nuovi elementi o critiche specifiche alla sentenza d’appello, ma si è limitata a ripetere argomentazioni già respinte dai giudici di merito. Questo approccio è contrario alla funzione stessa del ricorso in Cassazione, che non è un terzo grado di giudizio sui fatti, ma un controllo sulla corretta applicazione della legge.
In secondo luogo, il ricorso è stato considerato ‘generico’. Le critiche mosse alla motivazione della sentenza della Corte d’Appello non erano specifiche e puntuali, ma vaghe. Non si confrontavano direttamente con le ragioni esposte dai giudici di secondo grado, mancando così di evidenziare errori logici o giuridici concreti. Un ricorso efficace deve ‘dialogare’ con la sentenza che impugna, smontandone il ragionamento punto per punto, cosa che in questo caso non è avvenuta.
Le Conclusioni
Le conseguenze della dichiarazione di inammissibilità sono state significative per il ricorrente. La Corte non solo ha reso definitiva la condanna, ma ha anche imposto al ricorrente il pagamento delle spese processuali. Inoltre, è stata disposta la condanna al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, una sanzione pecuniaria prevista proprio per i casi di ricorso inammissibile, volta a scoraggiare impugnazioni pretestuose o dilatorie. Questa ordinanza ribadisce un principio cruciale: il ricorso in Cassazione è uno strumento tecnico che richiede rigore e specificità, non una semplice riproposizione di difese già sconfitte.
Quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Secondo l’ordinanza, un ricorso è dichiarato inammissibile quando i motivi sono meramente riproduttivi di censure già valutate nei gradi di merito o quando sono generici e non si confrontano specificamente con la motivazione della sentenza impugnata.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
La parte che ha presentato il ricorso inammissibile viene condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, che in questo caso è stata fissata a tremila euro.
Per quali reati era stato condannato l’imputato?
L’imputato era stato condannato per i reati di resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.) e per violazioni della legge sugli stupefacenti (art. 73 D.P.R. n. 309/1990).
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39195 Anno 2025
Penale Ord. Sez. 7 Num. 39195 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 26/09/2025
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME COGNOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 06/03/2025 della CORTE APPELLO di TORINO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
R.G. n. 16473/2025
CONSIDERATO IN FATTO E IN DIRITTO
Visti gli atti, la sentenza impugnata (condanna per i reati previsti dagli artt. 337 cod. 73 D.P.R. n. 309 del 1990);
Esaminatpil motivo di ricorso, relativo al giudizio di responsabilità per il reato di res a pubblico ufficiale;
Ritenuto il motivo inammissibile perché, da una parte, meramente riproduttivo di censure già adeguatamente valutate dai Giudici di merito e, dall’altra, generico rispetto alla motivaz della sentenza impugnata con la quale non si confronta;
Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna d ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore dell Cassa delle ammende;
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processua e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 26 settembre 2025.