Ricorso in Cassazione: Quando è Inammissibile?
Presentare un ricorso in Cassazione rappresenta l’ultimo grado di giudizio nel sistema giuridico italiano, ma non è una porta aperta a qualsiasi tipo di contestazione. L’ordinanza in esame chiarisce con fermezza i limiti di questo strumento, ribadendo che la Suprema Corte non è un “terzo grado” di merito, ma un giudice di legittimità. Analizziamo insieme perché i ricorsi proposti sono stati dichiarati inammissibili e quali lezioni possiamo trarne.
I Fatti del Caso
Due soggetti, precedentemente condannati dalla Corte d’Appello di Firenze per un reato legato agli stupefacenti (previsto dall’art. 73 del d.P.R. 309/1990), hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Le loro doglianze si concentravano su diversi aspetti della sentenza impugnata: contestavano il giudizio di responsabilità per uno di loro, la determinazione della pena (la cosiddetta dosimetria) e l’entità della sanzione applicata per la continuazione del reato.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza Num. 2963 del 2026, ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Di conseguenza, ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro ciascuno in favore della Cassa delle ammende. La decisione, secca e perentoria, si basa su principi procedurali ben consolidati che definiscono il perimetro del giudizio di legittimità.
Le Motivazioni: Perché il ricorso in Cassazione è stato respinto?
La Suprema Corte ha individuato due ragioni principali per l’inammissibilità dei ricorsi.
In primo luogo, i motivi presentati sono stati giudicati meramente riproduttivi di censure già sollevate e adeguatamente valutate nei precedenti gradi di giudizio. In sostanza, i ricorrenti non hanno introdotto nuovi vizi di legittimità, ma hanno semplicemente riproposto le stesse argomentazioni già respinte, sperando in un esito diverso. La Corte ha sottolineato che la pena era stata fissata in modo congruo, senza che vi fosse la necessità di un nuovo esame.
In secondo luogo, e in modo ancora più decisivo, i ricorsi sono stati considerati sostanzialmente volti a sollecitare una diversa valutazione delle prove e una diversa ricostruzione dei fatti. Questo è un errore comune e fatale nel giudizio di Cassazione. La Corte ha il compito di verificare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione della sentenza impugnata, non di riesaminare le prove (come testimonianze o documenti) per decidere se i fatti si siano svolti in un modo piuttosto che in un altro. I ricorsi sono stati inoltre definiti obiettivamente generici, in quanto non si confrontavano specificamente con le argomentazioni contenute nella sentenza della Corte d’Appello, ma si limitavano a contestarla in modo vago.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Sentenza
Questa ordinanza è un’importante lezione pratica sui limiti del ricorso in Cassazione. Dimostra che per avere successo in questa sede non è sufficiente essere insoddisfatti dell’esito dei primi due gradi di giudizio. È indispensabile individuare e argomentare specifici errori di diritto (violazione di legge) o vizi logici macroscopici nella motivazione della sentenza impugnata. Tentare di ottenere una nuova valutazione del merito della causa è una strategia destinata al fallimento, che comporta non solo la conferma della condanna, ma anche l’aggiunta di ulteriori spese e sanzioni pecuniarie. Pertanto, la redazione di un ricorso per Cassazione richiede una profonda conoscenza tecnica e la capacità di distinguere nettamente tra questioni di fatto (non riesaminabili) e questioni di diritto (le uniche pertinenti).
Per quali motivi principali la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile?
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano, da un lato, una semplice ripetizione di censure già valutate nei gradi precedenti e, dall’altro, erano generici e miravano a ottenere una nuova valutazione delle prove e una ricostruzione dei fatti, attività che non rientra nelle competenze della Corte di Cassazione.
La Corte di Cassazione può riesaminare le prove e i fatti di un processo?
No, la Corte di Cassazione non può riesaminare le prove o ricostruire i fatti. Il suo ruolo è quello di giudice di legittimità, ovvero verificare la corretta applicazione delle norme di diritto e la coerenza logica della motivazione della sentenza impugnata, senza entrare nel merito della vicenda.
Quali sono le conseguenze per chi presenta un ricorso inammissibile?
Quando un ricorso viene dichiarato inammissibile, il ricorrente non solo vede confermata la sentenza di condanna, ma viene anche condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, come avvenuto in questo caso con la condanna al pagamento di tremila euro.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 2963 Anno 2026
Penale Ord. Sez. 7 Num. 2963 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 06/10/2025
ORDINANZA
sui ricorsi proposti da:
COGNOME NOME nato a TORRE DEL GRECO il DATA_NASCITA
NOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 07/11/2024 della CORTE APPELLO di FIRENZE
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
R.G. n. 17720/2025
CONSIDERATO IN FATTO E IN DIRITTO
Visti gli atti, la sentenza impugnata (condanna per il delitto previsto dall’art. 73 d.P.R. ·del 1990), la memoria;
Esaminati i motivi dei ricorsi, relativi al giudizio di responsabilità per COGNOME,o, alla do della pena, alla entità della pena inflitta a titolo di continuazione;
Ritenuti i motivi inammissibili perché, da una parte, meramente riproduttivi di censure g adeguatamente valutate (la pena è stata fissata in modo congruo a prescindere dal tema della tipologia di sostanza stupefacente) e sostanzialmente volti a sollecitare una diversa valutazi delle prova e una diversa ricostruzione dei fatti, e, dall’altra, perché obiettivamente ge rispetto alla motivazione della sentenza impugnata con la quale non si confrontano;
Ritenuto, pertanto, che i ricorsi devono essere dichiarato inammissibili, con la condanna d ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende;
P. Q. M.
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processual e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 6 ottobre 2025.