Ricorso in Cassazione: Quando è Inammissibile?
Il ricorso in Cassazione rappresenta l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento, ma il suo accesso è soggetto a regole precise. Non è una terza istanza per ridiscutere i fatti, ma una sede di legittimità per verificare la corretta applicazione del diritto. Un’ordinanza recente della Suprema Corte offre un chiaro esempio dei limiti di questo strumento, dichiarando inammissibile un ricorso in materia di stupefacenti perché meramente riproduttivo di doglianze già esaminate e respinte.
I Fatti di Causa
Il caso trae origine dalla condanna di un individuo da parte della Corte d’Appello per il reato di detenzione illecita di cocaina. L’imputato, non rassegnato alla decisione, ha proposto ricorso presso la Corte di Cassazione, contestando la valutazione delle prove e la sua ritenuta responsabilità penale. In particolare, le censure si concentravano sulla ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito e sulla mancata applicazione di un’ipotesi di reato meno grave.
La Decisione della Corte sul Ricorso in Cassazione
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso e lo ha dichiarato inammissibile. La Corte ha sottolineato un principio fondamentale: i motivi di ricorso non possono limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni già vagliate e respinte nei precedenti gradi di giudizio. Il giudizio di legittimità non serve a ottenere una nuova valutazione delle prove, ma a correggere eventuali errori di diritto (violazioni di legge) o vizi logici manifesti nella motivazione della sentenza impugnata.
Le Motivazioni della Decisione
La Suprema Corte ha fondato la sua decisione su diverse ragioni:
1. Natura Ripetitiva dei Motivi: I giudici hanno rilevato che i motivi del ricorso erano “meramente riproduttivi di profili di censura già adeguatamente vagliati e disattesi dai giudici del merito”. In sostanza, l’appellante non ha introdotto nuove questioni di diritto, ma ha tentato di ottenere un terzo giudizio sui medesimi fatti, cosa non consentita.
2. Correttezza della Motivazione d’Appello: La sentenza della Corte d’Appello è stata ritenuta giuridicamente corretta, puntuale e coerente con le prove emerse nel processo. Non sono state riscontrate “manifeste incongruenze logiche” che potessero giustificare un annullamento.
3. Irrilevanza della “Doppia Conforme”: L’imputato aveva anche sostenuto che, in presenza di una doppia sentenza di condanna conforme, i giudici avrebbero dovuto adottare una motivazione “rafforzata”. La Cassazione ha definito questo riferimento “inconferente” nel contesto specifico, poiché le motivazioni dei giudici di merito erano già di per sé complete e logiche.
4. Conseguenze dell’Inammissibilità: In applicazione dell’art. 616 del codice di procedura penale, l’inammissibilità del ricorso ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche
Questa ordinanza ribadisce un insegnamento cruciale per chi intende affrontare un ricorso in Cassazione. Per avere una speranza di successo, è indispensabile formulare censure specifiche che evidenzino un errore nell’applicazione della legge o un vizio logico palese e decisivo nella motivazione della sentenza impugnata. Limitarsi a manifestare il proprio dissenso sulla ricostruzione dei fatti o riproporre argomenti già sconfitti in appello conduce quasi inevitabilmente a una declaratoria di inammissibilità, con l’ulteriore aggravio di spese e sanzioni pecuniarie.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Perché i motivi presentati non sollevavano questioni di legittimità, ma si limitavano a riproporre le stesse censure sui fatti, già esaminate e respinte correttamente dalla Corte d’Appello.
La Corte di Cassazione può riesaminare le prove di un processo?
No, la Corte di Cassazione è un giudice di legittimità, non di merito. Il suo compito è verificare che la legge sia stata applicata correttamente e che la motivazione della sentenza sia logica e non contraddittoria, senza poter effettuare una nuova valutazione delle prove.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
A seguito della dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 2798 Anno 2026
Penale Ord. Sez. 7 Num. 2798 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME COGNOME
Data Udienza: 07/11/2025
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a FOGGIA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 26/03/2024 della CORTE APPELLO di BARI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME; –
(
letto il ricorso proposto nell’interesse di NOME COGNOME avverso la sentenza in epigrafe; esaminati gli atti e il provvedimento impugnato;
ritenuto che il ricorso è inammissibile perché i motivi prospettati non sono consentiti d legge in sede di legittimità in quanto meramente riproduttivi di profili di censura adeguatamente vagliati e disattesi dai giudici del merito con argomenti giuridicamente corrett puntuali rispetto al portato delle doglianze difensive, coerenti con riguardo alle emergen acquisite oltre che immuni da manifeste incongruenze logiche avuto riguardo alla ritenuta responsabilità del ricorrente per la detenzione illecita di cocaina allo stesso ascritta ( conte anche con inconferenti riferimenti ad un asserito obbligo di motivazione rafforzata a fronte una doppia conforme) e in relazione alla ritenuta non configurabilità dell’ipotesi di cui al co 5 dell’ad 73 TUS
rilevato che all’inammissibilità del ricorso conseguono le pronunce di cui all’art. 616 proc. pen.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spes processuali e della somma di Euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in data 7 novembre 2025.