Ricorso Generico: Quando la Cassazione Dichiara l’Inammissibilità
L’ordinanza n. 43012/2023 della Corte di Cassazione offre un chiaro esempio di come un ricorso generico porti inevitabilmente a una dichiarazione di inammissibilità, chiudendo le porte a un esame di merito del caso. Questa pronuncia sottolinea un principio fondamentale del diritto processuale penale: la necessità di specificità e pertinenza nei motivi di impugnazione. Analizziamo insieme la vicenda e le ragioni della decisione.
Il Caso in Breve: Tentato Furto e Condanna
La vicenda processuale ha origine dalla condanna di due individui per il reato di tentato furto in abitazione in concorso, ai sensi degli artt. 56, 110 e 624-bis del codice penale. La Corte di Appello di Bologna aveva confermato la loro responsabilità penale, ritenendo provati i fatti a loro carico. Insoddisfatti della decisione, i due imputati hanno deciso di presentare ricorso per Cassazione, l’ultimo grado di giudizio.
Le Caratteristiche di un Ricorso Generico in Cassazione
Il fulcro della decisione della Suprema Corte risiede nella valutazione del motivo di ricorso presentato. Gli imputati contestavano la violazione di legge riguardo all’affermazione della loro responsabilità penale. Tuttavia, la Corte ha rapidamente liquidato tale motivo come “generico”.
Un ricorso generico è un’impugnazione che non entra nel vivo della sentenza impugnata. Invece di attaccare specifici passaggi logici o giuridici della motivazione del giudice precedente, si limita a formulare critiche vaghe, astratte o a riproporre le stesse argomentazioni già respinte, senza un reale confronto critico. Nel caso di specie, il ricorso si esauriva in “mere affermazioni prive di confronto argomentativo con le ragioni poste a base della pronuncia di condanna”.
La Decisione della Suprema Corte: Inammissibilità e Condanna alle Spese
Di fronte a un ricorso generico, la Corte di Cassazione non ha potuto fare altro che dichiararlo inammissibile. Questa decisione non significa che la Corte abbia approvato o disapprovato nel merito la condanna, ma semplicemente che l’appello non possedeva i requisiti minimi per essere esaminato.
La conseguenza diretta dell’inammissibilità è stata duplice:
1. La condanna pronunciata dalla Corte d’Appello è diventata definitiva.
2. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di 3.000,00 euro in favore della Cassa delle ammende, una sanzione pecuniaria prevista proprio per i casi di inammissibilità del ricorso.
Le Motivazioni della Decisione
La motivazione della Corte è lapidaria ma estremamente chiara. Il sistema delle impugnazioni non è uno strumento per ritentare all’infinito di ottenere una decisione favorevole, ma un meccanismo per correggere errori specifici (di diritto o di logica) commessi dal giudice precedente. Per attivare questo meccanismo, è indispensabile che il ricorrente indichi con precisione quali sono questi errori e perché la sentenza dovrebbe essere annullata. Un ricorso che non assolve a questa funzione critica e si limita a enunciazioni di principio o a doglianze astratte non può essere accolto.
Conclusioni: L’Importanza della Specificità negli Atti Giudiziari
L’ordinanza in esame è un monito per chiunque intenda impugnare un provvedimento giudiziario. La redazione di un ricorso, specialmente per Cassazione, richiede un’analisi approfondita e puntuale della sentenza che si intende criticare. La genericità e la vaghezza sono difetti che conducono inesorabilmente a una declaratoria di inammissibilità, con conseguente spreco di tempo, risorse e la condanna a sanzioni pecuniarie. La precisione e la specificità non sono solo virtuosismi stilistici, ma requisiti essenziali per la tutela efficace dei propri diritti nel processo penale.
Per quale motivo i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili?
I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili perché il motivo presentato è stato ritenuto ‘generico’, ovvero consisteva in mere affermazioni che non si confrontavano in modo argomentativo e specifico con le ragioni alla base della sentenza di condanna della Corte d’Appello.
Qual era il reato per cui gli imputati erano stati condannati?
Gli imputati erano stati condannati per il reato di tentato furto in abitazione in concorso, previsto dagli articoli 56, 110 e 624-bis del codice penale.
Quali sono state le conseguenze economiche per i ricorrenti dopo la dichiarazione di inammissibilità?
I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 43012 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 43012 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 04/10/2023
ORDINANZA
sui ricorsi proposti da: NOME COGNOME nato il DATA_NASCITA NOME COGNOME NOME nato a SANDRIGO i! DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 15/06/2022 della CORTE APPELLO di BOLOGNA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dai Consigliere COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Rilevato che NOME e NOME COGNOME NOME ricorrono avverso la sentenza con cui la Corte di appello di Bologna ha confermato la condanna d entrambi per il reato di cui agli artt. 56,110 e 624 bis cod. pen.
Ritenuto che l’unico motivo di ricorso, che contesta violazione di leg relativamente all’affermazione di penale responsabilità degli imputati è generi perché si esaurisce in mere affermazioni prive di confronto argomentativo con l ragioni poste a base della pronuncia di condanna;
Rilevato, pertanto, che i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili, c condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma d euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 4 ottobre 2023.