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Ricorso generico: inammissibilità e condanna spese

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile l’impugnazione di due soggetti condannati per violazione di sigilli. La decisione si fonda sulla natura del ricorso generico presentato, privo di critiche specifiche alla sentenza d’appello. Tale inammissibilità comporta non solo la conferma della condanna, ma anche l’obbligo per i ricorrenti di pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 15 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Generico: La Cassazione Dichiara l’Inammissibilità e Condanna alle Spese

Presentare un ricorso in Cassazione richiede precisione e specificità. Un’impugnazione vaga, che non entra nel merito delle critiche alla sentenza precedente, rischia di essere classificata come ricorso generico, con conseguenze significative. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio, confermando che la genericità delle censure conduce non solo all’inammissibilità ma anche a sanzioni economiche per i ricorrenti.

I Fatti del Caso: Dalla Condanna alla Cassazione

La vicenda giudiziaria ha origine da una condanna emessa dal Tribunale di Foggia nei confronti di due individui per il reato di violazione di sigilli in concorso (artt. 110 e 349 c.p.). In particolare, gli imputati avevano utilizzato un immobile che era stato sottoposto a sequestro e sigillato dalle autorità in data 8 settembre 2017. Un accertamento successivo, datato 8 febbraio 2018, aveva rivelato che l’immobile era stato adibito in parte a ricovero per bestiame e in parte ad abitazione, in palese violazione del provvedimento.

La sentenza di primo grado è stata confermata dalla Corte d’Appello di Bari. Non soddisfatti, gli imputati hanno deciso di presentare ricorso per Cassazione, affidandosi al loro difensore.

L’Appello e i Motivi del Ricorso Generico

I motivi del ricorso presentati alla Suprema Corte si basavano su due argomentazioni principali:

1. Mancanza di motivazione: I ricorrenti sostenevano che la Corte d’Appello avesse confermato la loro responsabilità penale con una motivazione apparente (per relationem), senza fornire una risposta specifica ai motivi di appello.
2. Violazione del ragionevole dubbio: Si lamentava una condanna pronunciata in violazione del principio secondo cui la colpevolezza deve essere provata “al di là di ogni ragionevole dubbio”.

La Corte di Cassazione, tuttavia, ha ritenuto entrambi i motivi del tutto infondati e, soprattutto, formulati in modo inaccettabilmente vago. Un ricorso generico si configura proprio quando l’appellante non opera un riferimento concreto e critico alla sentenza impugnata, ma si limita a ripetere doglianze astratte.

Le Motivazioni della Suprema Corte

La Corte ha smontato punto per punto le argomentazioni difensive. Innanzitutto, ha chiarito che l’accusa di motivazione per relationem era smentita dalla semplice lettura della sentenza d’appello. Il giudice di secondo grado aveva, infatti, ricostruito in modo dettagliato la vicenda fattuale, condiviso la decisione del primo giudice e offerto una risposta puntuale a tutti i rilievi difensivi, tenendo conto anche della documentazione acquisita.

Per quanto riguarda la violazione del canone del ragionevole dubbio, la Cassazione ha bollato il motivo come connotato da “assoluta genericità”, tale da renderlo immediatamente inammissibile. I giudici hanno ribadito che non è sufficiente enunciare un principio di diritto per contestare una sentenza; è necessario dimostrare, con argomenti specifici, dove e come il giudice di merito lo avrebbe violato.

Le Conclusioni: Conseguenze dell’Inammissibilità

La conseguenza diretta di un ricorso generico è la sua declaratoria di inammissibilità. Ai sensi dell’art. 616 del codice di procedura penale, ciò comporta due effetti automatici, salvo che il ricorrente dimostri di non aver agito per colpa:

1. Condanna al pagamento delle spese processuali.
2. Condanna al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

In questo caso, la somma è stata equitativamente fissata in 3.000,00 euro. La decisione sottolinea un principio fondamentale della procedura penale: l’accesso ai gradi più alti di giudizio è un diritto che deve essere esercitato con serietà e rigore tecnico. Le impugnazioni pretestuose o formulate senza la dovuta specificità non solo non raggiungono lo scopo sperato, ma si traducono in un ulteriore onere economico per chi le propone.

Perché il ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché ritenuto generico. I ricorrenti non hanno mosso critiche specifiche e dettagliate alla sentenza d’appello, ma si sono limitati a formulare censure vaghe, come la presunta mancanza di motivazione e la violazione del ragionevole dubbio, senza argomentarle concretamente.

Quali sono le conseguenze economiche per chi presenta un ricorso inammissibile?
La declaratoria di inammissibilità, ai sensi dell’art. 616 del codice di procedura penale, comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende. In questo caso specifico, la somma è stata fissata in 3.000,00 euro.

Qual era il reato contestato agli imputati?
Agli imputati è stato contestato e sono stati condannati per il reato di violazione di sigilli in concorso (artt. 110 e 349 del codice penale), per aver utilizzato un immobile che era stato sottoposto a sequestro dall’autorità giudiziaria.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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