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Ricorso generico? Inammissibilità e condanna alle spese in Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per cassazione presentato da due imputati contro la loro sentenza di condanna. I giudici hanno ritenuto i motivi dell’appello manifestamente infondati, generici e non specifici, in quanto non si confrontavano in modo adeguato con le argomentazioni della sentenza impugnata. Di conseguenza, la Corte non ha esaminato il merito della questione. Gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro ciascuno, rendendo così definitiva la loro condanna.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 17755 Anno 2023
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Pubblicato il 8 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 17755 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 17755/2023)

Ricorso in Cassazione: quando la genericità porta all’inammissibilità

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale del processo penale: la precisione è tutto. La vicenda riguarda due imputati che hanno visto il loro appello respinto non per il merito della questione, ma per un vizio formale. La Corte ha sancito l’inammissibilità del ricorso per cassazione perché i motivi presentati erano troppo vaghi e generici. Questo caso dimostra come la forma, nel diritto, sia anche sostanza e come un errore procedurale possa avere conseguenze definitive e costose.

Il fatto: un appello senza basi concrete

Due persone, già condannate dalla Corte d’Appello di Milano, hanno deciso di tentare l’ultima carta presentando ricorso alla Corte di Cassazione. Il loro obiettivo era ottenere l’annullamento della sentenza di condanna. Tuttavia, il loro atto di impugnazione non ha superato il primo scoglio, quello dell’ammissibilità. I giudici supremi non sono nemmeno entrati nel vivo della vicenda per riesaminare i fatti. Si sono fermati prima, rilevando un difetto cruciale nell’impostazione stessa del ricorso. Gli argomenti a sostegno dell’appello sono stati giudicati privi della necessaria specificità, incapaci di mettere in discussione le fondamenta logico-giuridiche della decisione precedente.

Il principio della specificità dei motivi

La legge, in particolare l’articolo 591 del codice di procedura penale, stabilisce che un ricorso è inammissibile quando i motivi sono manifestamente infondati o non sono specifici. Questo significa che non basta affermare di non essere d’accordo con una sentenza. Chi impugna ha l’onere di indicare con precisione quali parti della decisione ritiene sbagliate e, soprattutto, perché. Deve creare un dialogo critico con la motivazione del giudice precedente, evidenziandone le presunte contraddizioni, gli errori nell’applicazione della legge o i vizi logici. Un ricorso che si limita a ripetere le stesse difese già respinte nei gradi precedenti, senza confrontarsi con le ragioni della condanna, è destinato a essere dichiarato inammissibile.

Le conseguenze dell’inammissibilità del ricorso per cassazione

Le conseguenze di una declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione sono molto pesanti per chi lo presenta. In primo luogo, la sentenza di condanna impugnata diventa definitiva. Non ci sono più possibilità di rimetterla in discussione. In secondo luogo, scatta una sanzione economica. L’articolo 616 del codice di procedura penale prevede che la parte che ha proposto un ricorso inammissibile sia condannata al pagamento delle spese del procedimento. Inoltre, il giudice la condanna a versare una somma alla Cassa delle ammende. In questo caso specifico, la sanzione è stata fissata in 3.000 euro per ciascuno dei ricorrenti.

Le motivazioni: perché la Cassazione ha respinto il ricorso

La Corte di Cassazione ha motivato la sua decisione in modo chiaro e netto. I ricorsi erano ‘del tutto generici e aspecifici’. Gli imputati non hanno specificato le ragioni della loro doglianza né in fatto né in diritto. In pratica, non hanno spiegato perché la Corte d’Appello avrebbe sbagliato. Non si sono confrontati con le argomentazioni della sentenza impugnata, rendendo il loro appello un esercizio sterile. Anche le critiche relative alla pena sono state respinte, poiché i giudici di merito avevano motivato in modo congruo la loro decisione, tenendo conto della gravità del fatto. La Corte ha quindi applicato rigorosamente la legge, sanzionando un uso improprio dello strumento dell’impugnazione.

Le conclusioni: la condanna diventa definitiva con costi aggiuntivi

L’esito finale è stato sfavorevole per gli imputati. La dichiarazione di inammissibilità del ricorso per cassazione ha chiuso definitivamente la vicenda processuale, confermando la loro responsabilità penale. Oltre alla pena principale, ora devono sostenere i costi del procedimento e pagare una sanzione pecuniaria significativa. Questa sentenza serve da monito: il ricorso in Cassazione è un rimedio straordinario, da utilizzare con rigore e precisione tecnica, non un tentativo generico per allungare i tempi del processo. La mancanza di specificità non solo è inutile, ma comporta anche conseguenze economiche dirette.

Cosa significa che un ricorso in Cassazione è inammissibile?
Significa che la Corte non esamina il caso nel merito perché l’atto di appello manca dei requisiti di legge, ad esempio perché i motivi sono troppo generici e non criticano specificamente la sentenza precedente.

Quali sono le conseguenze se il mio ricorso viene dichiarato inammissibile?
La sentenza di condanna precedente diventa definitiva. Inoltre, si viene condannati a pagare le spese del procedimento e una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, come accaduto in questo caso.

Perché i motivi del ricorso devono essere specifici?
La legge lo richiede per garantire che il giudizio di Cassazione si concentri sulla corretta applicazione del diritto, evitando perdite di tempo con appelli vaghi. L’imputato deve spiegare con precisione dove e perché il giudice precedente ha sbagliato.

Termini giuridici

Inammissibilità del ricorso
Quando un'impugnazione non può essere esaminata nel merito dal giudice perché manca dei requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge, come la specificità dei motivi.
Cassa delle ammende
Un ente pubblico che gestisce i proventi delle sanzioni pecuniarie penali, destinandoli a finanziare progetti per il reinserimento dei detenuti e il miglioramento delle carceri.
Ricorso per cassazione
L'ultimo grado di giudizio in cui non si riesamina il fatto, ma si valuta solo se nei processi precedenti la legge è stata applicata correttamente.
Motivi generici e aspecifici
Argomentazioni di un ricorso che non contestano in modo preciso e dettagliato le ragioni della sentenza impugnata, limitandosi a critiche vaghe o a ripetere difese già respinte.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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