Il Ricorso Generico Inammissibile: Analisi di una Decisione della Cassazione
Nel processo penale, la precisione è tutto. Presentare un’impugnazione senza specificare chiaramente i motivi di diritto e di fatto su cui si fonda equivale a un’azione destinata al fallimento. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come un ricorso generico inammissibile non solo non porti al risultato sperato, ma comporti anche conseguenze economiche per il ricorrente. Comprendere i requisiti di specificità di un ricorso è fondamentale per chiunque si approcci al sistema giudiziario.
I Fatti del Caso
La vicenda processuale ha origine da una condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, previsto dall’art. 337 del codice penale. A seguito della conferma della condanna da parte della Corte d’Appello, l’imputato decideva di presentare ricorso per Cassazione, affidando le sue speranze di riforma della sentenza a un unico motivo di impugnazione.
I Motivi del Ricorso e la Criticità della Genericità
L’imputato lamentava un presunto vizio di motivazione nella sentenza impugnata. In particolare, contestava sia la valutazione sulla sua responsabilità penale sia il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, disciplinata dall’art. 131-bis del codice penale.
Tuttavia, il punto debole del ricorso risiedeva nella sua formulazione. La Corte ha rilevato che l’atto era stato redatto in modo del tutto generico, senza esplicitare in modo chiaro e puntuale né le ragioni di diritto né i dati di fatto che avrebbero dovuto sorreggere la censura. In sostanza, il ricorso si limitava a enunciare una critica senza fornire gli strumenti analitici per valutarla, un difetto che, come vedremo, è stato fatale.
La Decisione della Cassazione sul Ricorso Generico Inammissibile
La Suprema Corte, esaminato l’atto, non ha avuto dubbi nel dichiarare il ricorso generico inammissibile. I giudici hanno sottolineato come un’impugnazione, per essere valida, debba contenere argomentazioni specifiche che si confrontino criticamente con la decisione impugnata. Non è sufficiente manifestare un generico dissenso.
Le Motivazioni della Suprema Corte
La Corte ha evidenziato che la legge non consente, in sede di legittimità, di presentare motivi di ricorso formulati in modo vago. L’atto di impugnazione deve indicare con precisione gli errori, di diritto o di fatto, che si attribuiscono alla sentenza precedente. Nel caso di specie, il ricorso non specificava quali parti della motivazione della Corte d’Appello fossero errate e per quali ragioni. I giudici hanno inoltre rimarcato come già l’atto d’appello originario fosse stato criticato dalla corte territoriale per la sua genericità, dimostrando una persistente carenza nell’articolazione delle difese.
Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche
La conseguenza diretta della dichiarazione di inammissibilità è stata duplice. In primo luogo, la sentenza di condanna è diventata definitiva. In secondo luogo, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa decisione serve da monito: la redazione di un atto di impugnazione richiede rigore e specificità. Un ricorso generico non solo è inutile ai fini della difesa, ma si traduce in un ulteriore aggravio di costi per l’imputato, senza offrire alcuna possibilità di un riesame della causa nel merito.
Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso viene dichiarato inammissibile se è formulato in modo generico, ovvero se non esplicita le ragioni di diritto o i dati di fatto specifici che sostengono la critica alla sentenza impugnata, non consentendo alla Corte di valutare il merito della questione.
Quali erano i motivi specifici contestati nel ricorso in esame?
Il ricorrente contestava un presunto vizio di motivazione della sentenza d’appello riguardo alla sua responsabilità penale e al mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis cod. pen.).
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro, in questo caso fissata in tremila euro, da versare alla Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 46639 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 46639 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: NOME COGNOME
Data Udienza: 27/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: RAGIONE_SOCIALE nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 28/06/2022 della CORTE APPELLO di BARI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
n. 24172/23 Diop
OSSERVA
Visti gli atti e la sentenza impugnata (condanna per il reato di cui all’ art. 337 cod. pen
Esaminati i motivi di ricorso;
Ritenuto che l’unico motivo dedotto nel ricorso, relativo all’asserto vizio di motivazion materia di responsabilità e di mancato riconoscimento della causa di punibilità ex art. 131-bis cod. pen., non è consentito dalla legge in sede di legittimità, in quanto formulato in modo tutto generico, non esplicitando le ragioni di diritto o i dati di fatto che sorreggono la c come del resto era l’atto di appello, in merito al quale la Corte territoriale aveva rimar genericità delle doglianze ;
Rilevato, pertanto, che il ricorso debba essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favor della Cassa delle ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processua e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 27/10/2023