Ricorso Cassazione Sequestro: I Limiti per l’Inammissibilità
Il ricorso per cassazione sequestro rappresenta uno strumento cruciale per la difesa, ma è soggetto a limiti molto stringenti. Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 40014/2024, offre un chiaro esempio di come e perché un ricorso di questo tipo possa essere dichiarato inammissibile. Analizziamo la decisione per comprendere quali sono i confini entro cui la Suprema Corte può esaminare le ordinanze emesse in materia di misure cautelari reali.
I Fatti di Causa
Il caso ha origine da un’ordinanza del Tribunale della Libertà che confermava un provvedimento di sequestro preventivo, sia in forma diretta che per equivalente, per un valore di oltre 100.000 euro. La misura era stata disposta nei confronti di un indagato per il reato di truffa aggravata. La difesa dell’indagato decideva di impugnare tale ordinanza, proponendo ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione.
I Motivi del Ricorso
Il difensore basava il proprio ricorso su due motivi principali, entrambi ricondotti al vizio di motivazione previsto dall’articolo 606, lettera e), del codice di procedura penale:
- Errata Qualificazione del Sequestro: Si contestava che una somma di circa 10.000 euro, trovata sul conto corrente dell’indagato, fosse stata qualificata come sequestro per equivalente. Secondo la difesa, quando il profitto del reato è costituito da denaro, il sequestro di somme liquide deve essere sempre considerato ‘diretto’, con conseguente illegittimità della misura disposta dal G.I.P.
- Carenza di Motivazione sul Periculum in Mora: Si lamentava l’insufficienza della motivazione riguardo alla sussistenza del pericolo che l’indagato potesse disperdere i propri beni prima di una condanna definitiva. Secondo la difesa, le somme sequestrate erano modeste e riconducibili all’attività lavorativa, e il giudice non aveva compiuto una reale valutazione sul rischio di sottrazione.
I Limiti del ricorso per cassazione sequestro secondo la Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, fondando la propria decisione su un principio consolidato in materia. L’articolo 325 del codice di procedura penale stabilisce che il ricorso per cassazione sequestro (sia preventivo che probatorio) è ammesso solo per violazione di legge.
Cosa significa ‘violazione di legge’ in questo contesto? Le Sezioni Unite (sent. n. 25932/2008) hanno chiarito che in questa nozione rientrano non solo gli errori nell’interpretazione o applicazione delle norme (errores in iudicando o in procedendo), ma anche i vizi di motivazione. Tuttavia, non qualsiasi vizio di motivazione è sufficiente. È necessario che il difetto sia così radicale da rendere la motivazione:
- Totalmente mancante.
- Priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza, tanto da risultare meramente apparente o incomprensibile.
Le Motivazioni della Decisione
Applicando questi principi al caso di specie, la Suprema Corte ha ritenuto che i motivi proposti dalla difesa non integrassero una vera e propria violazione di legge. Le censure sollevate, pur criticando la logica argomentativa del Tribunale della Libertà, si limitavano a denunciare un ‘difetto di motivazione’ ordinario, non un vizio radicale.
Il Tribunale del riesame, infatti, aveva fornito una motivazione, seppur contestata, sia sull’esistenza del fumus commissi delicti (la parvenza del reato) sia sul periculum in mora. Poiché una motivazione era presente e non risultava palesemente illogica o apparente, non si poteva configurare quella violazione di legge che sola avrebbe consentito l’accesso al giudizio di legittimità.
Conclusioni
La sentenza ribadisce una lezione fondamentale per gli operatori del diritto: quando si impugna un’ordinanza in materia di sequestro davanti alla Cassazione, non è sufficiente sostenere che la motivazione del giudice sia debole, insufficiente o non condivisibile. È indispensabile dimostrare che la motivazione è talmente viziata da equivalere a una sua totale assenza, oppure che il giudice ha commesso un palese errore di diritto. In caso contrario, come avvenuto in questo procedimento, il ricorso verrà dichiarato inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
È possibile impugnare in Cassazione un’ordinanza sul sequestro preventivo per qualsiasi vizio di motivazione?
No, il ricorso è ammesso solo per violazione di legge. Un vizio di motivazione è rilevante solo se è così radicale da rendere il provvedimento privo di logica, meramente apparente o del tutto mancante.
Quali sono i motivi consentiti per un ricorso per cassazione sequestro preventivo?
L’unico motivo consentito dall’art. 325 c.p.p. è la ‘violazione di legge’. Questo concetto include sia gli errori nell’applicazione delle norme giuridiche, sia i vizi di motivazione talmente gravi da renderla incomprensibile o inesistente.
Cosa succede se un ricorso per cassazione contro un sequestro viene dichiarato inammissibile?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende, come sanzione per aver proposto un ricorso basato su motivi non consentiti dalla legge.