Ricorso Cassazione Inammissibile: Quando la Forma Diventa Sostanza
Un ricorso in Cassazione inammissibile può porre fine alle speranze di un imputato di ottenere una revisione della propria condanna. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come il mancato rispetto di requisiti procedurali, apparentemente formali, possa avere conseguenze definitive. Il caso analizzato riguarda due imputati condannati per contrabbando, i cui ricorsi sono stati entrambi respinti per motivi diversi ma ugualmente insuperabili: la mancanza della firma di un avvocato specializzato e l’eccessiva genericità delle doglianze.
I Fatti del Processo
La vicenda giudiziaria ha origine da una sentenza di condanna emessa dal Tribunale di una grande città del sud Italia nel 2017, confermata in appello nel 2022. Due individui erano stati ritenuti colpevoli del reato di concorso in contrabbando di tabacchi lavorati esteri, un fatto commesso nell’aprile del 2014. Contro la sentenza della Corte d’Appello, entrambi gli imputati hanno deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione, l’ultimo grado di giudizio possibile, sperando di ottenere l’annullamento della condanna.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Suprema Corte, con l’ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Questa decisione non è entrata nel merito delle accuse, ovvero non ha valutato se gli imputati fossero o meno colpevoli. Al contrario, si è fermata a un livello preliminare, quello del rispetto delle regole procedurali necessarie per presentare un ricorso valido. La Corte ha stabilito che nessuno dei due ricorsi possedeva i requisiti minimi per essere esaminato, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Le Motivazioni: Analisi del Ricorso Cassazione Inammissibile
Le ragioni dietro questa drastica decisione sono due e mettono in luce due errori procedurali fondamentali che chiunque si approcci al giudizio di legittimità deve evitare.
Il Primo Ricorso: La Firma dell’Avvocato è Obbligatoria
Il primo ricorso in Cassazione è risultato inammissibile per una ragione tanto semplice quanto perentoria. Era stato proposto e firmato personalmente dall’imputato. La Corte ha ricordato che, a seguito della riforma introdotta con la Legge n. 103 del 2017, l’articolo 613 del codice di procedura penale è stato modificato. La nuova norma impone che il ricorso per Cassazione debba essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, esclusivamente da un avvocato iscritto nell’apposito albo speciale della Corte di Cassazione. La presentazione personale da parte dell’imputato, un tempo possibile in certi casi, non è più consentita. Questa regola garantisce che l’atto sia redatto da un professionista con la specifica competenza tecnica richiesta per il giudizio di legittimità.
Il Secondo Ricorso: La Genericità dei Motivi
Anche il secondo ricorso è stato giudicato inammissibile, ma per un motivo diverso: la palese genericità. La difesa si era limitata a dolersi del mancato proscioglimento dell’imputato, senza però articolare una critica specifica e puntuale contro le argomentazioni contenute nella sentenza impugnata. Un ricorso in Cassazione non può essere una semplice riproposizione delle proprie tesi o una lamentela generica. Deve, invece, individuare con precisione gli errori di diritto commessi dai giudici dei gradi precedenti e confrontarsi in modo analitico con le motivazioni della loro decisione. In mancanza di questo confronto, il ricorso viene considerato generico e, di conseguenza, inammissibile.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche
Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale del nostro sistema processuale: l’accesso alla giustizia, specialmente nel suo grado più alto, è subordinato al rigoroso rispetto di regole precise. La decisione evidenzia due lezioni pratiche cruciali:
1. Necessità del difensore specializzato: Per presentare un ricorso in Cassazione in materia penale è indispensabile l’assistenza di un avvocato cassazionista. Il ‘fai da te’ è precluso dalla legge e conduce inevitabilmente a una declaratoria di inammissibilità.
2. Specificità dei motivi: Non basta essere convinti della propria innocenza. È necessario che il ricorso articoli motivi di diritto specifici, pertinenti e che dialoghino criticamente con la sentenza che si intende impugnare.
L’esito di questo caso serve da monito: la forma, nel processo penale, è essa stessa sostanza. Ignorare le regole procedurali significa precludersi la possibilità di far valere le proprie ragioni nel merito.
Chi può firmare un ricorso per Cassazione in materia penale?
A seguito della modifica dell’art. 613 del codice di procedura penale introdotta dalla Legge n. 103 del 2017, il ricorso deve essere sottoscritto esclusivamente da un avvocato iscritto nell’albo speciale della Corte di Cassazione. Non è più ammesso che sia proposto personalmente dall’imputato.
Cosa significa che un ricorso è “generico” e quali sono le conseguenze?
Un ricorso è considerato generico quando non presenta motivi specifici e non si confronta in modo critico con le argomentazioni della sentenza impugnata, limitandosi a lamentele generali. La conseguenza diretta della genericità è la dichiarazione di inammissibilità del ricorso.
Cosa succede quando un ricorso viene dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione?
Quando un ricorso è dichiarato inammissibile, la Corte non esamina il merito della questione. A norma dell’art. 616 del codice di procedura penale, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 47293 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 47293 Anno 2023
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 08/09/2023
ORDINANZA
sui ricorsi proposti da: COGNOME NOME nato a NAPOLI il DATA_NASCITA COGNOME NOME nato a NAPOLI il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 25/11/2022 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Premesso che è stata impugnata la sentenza della Corte di appello di Napoli del 25 novembre 2022, con cui è stata confermata la sentenza del Tribunale di Napoli del 16 marzo 2017, che aveva condannato NOME COGNOME e NOME COGNOME alle pene di giustizia in relazione al reato di c·l agii art. 110 cod. pen. e 291 bis del d.P.R. 43/1973, accertato in Napoli 1’8 aprile 2014;
rilevato che il ricorso di COGNOME è inammissibile, non solo perché non adeguatamente specifico, ma prima ancora / e preliminarmente, perché proposto personalmente dall’imputato in epoca successiva all’entrata in vigore della legge n. 103 del 2017, che ha modificato l’art. 613 cod proc. pen.’ nel senso di imporre la sottoscrizione del ricorso in sede di legittimità soltanto parte di un avvocato iscritto nell’albo speciale della Corte di cassazione;
osservato che anche il ricorso di COGNOME è inammissibile, perché palesemente generico, dolendosi la cifesa del mancato proscioglimento dell’imputato, senza alcun confronto con le pertinenti considerazioni in punto di responsabilità della sentenza impugnata (pag. 3-4);
Ritenuto, pertanto, che i ricorsi devono essere dichiarati entrambi inammissibili e rilevato che alla deciaratoria dell’inammissibilità consegue, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen., l’onere provvedere al pagamento delle spese dei procedimento nonché al versamento della somma, in favore della Cassa delle ammende, equitativamente fissata in tremila euro.
P.Q.M.
Dich.ara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma d euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, l’8 settembre 2023
Il re stenso re
Il Presidente