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Ricorso cassazione inammissibile: quando è nullo

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso per cassazione inammissibile poiché si limitava a riproporre le stesse argomentazioni dell’appello, senza un confronto critico con la sentenza impugnata. Questa ordinanza sottolinea l’importanza di motivi specifici e pertinenti per evitare la declaratoria di inammissibilità e la condanna alle spese.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso per cassazione inammissibile: La reiterazione dei motivi d’appello ne determina la nullità

Un ricorso per cassazione inammissibile rappresenta uno degli esiti più critici per la difesa. Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: non è possibile limitarsi a riproporre in sede di legittimità gli stessi motivi già presentati in appello. L’impugnazione deve consistere in una critica argomentata e specifica della decisione contestata. Analizziamo insieme questa pronuncia per comprendere le sue implicazioni pratiche.

I Fatti del Caso

Il caso trae origine dalla condanna di un imputato in primo grado, confermata successivamente dalla Corte d’Appello, per il reato previsto dall’art. 95 del D.P.R. 115/2002. La pena inflitta era di otto mesi di reclusione e 250,00 euro di multa. Insoddisfatto della decisione di secondo grado, l’imputato, tramite il suo difensore, ha proposto ricorso per cassazione.

I Motivi del Ricorso e la Decisione della Suprema Corte

Il ricorrente ha basato la sua impugnazione su due principali argomenti: un presunto vizio di motivazione e una violazione di legge riguardo all’elemento soggettivo del reato, oltre alla mancata applicazione dell’istituto della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).

Tuttavia, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile. La ragione di tale decisione non risiede nel merito delle questioni sollevate, ma in un vizio procedurale di fondo che affliggeva l’atto di impugnazione stesso.

Le Motivazioni: la critica argomentata come requisito essenziale

La Corte ha osservato che i motivi del ricorso erano una mera riproduzione delle considerazioni critiche già espresse nell’atto di appello. Invece di confrontarsi con la motivazione logica e congrua fornita dalla Corte territoriale, il ricorso si limitava a reiterare le medesime doglianze.

Secondo la giurisprudenza costante della Cassazione, la funzione tipica dell’impugnazione è la “critica argomentata” del provvedimento che si intende contestare. Questo significa che i motivi devono, a pena di inammissibilità (ai sensi degli artt. 581 e 591 c.p.p.), indicare in modo specifico:

1. Le ragioni di diritto: le norme che si ritengono violate.
2. Gli elementi di fatto: le prove o le circostanze che sostengono la richiesta.

L’elemento cruciale è il confronto puntuale e critico con le argomentazioni della sentenza impugnata, evidenziando le ragioni del proprio dissenso. Se un ricorso, come nel caso di specie, ignora la motivazione della sentenza e si limita a ripetere argomenti già respinti, perde la sua funzione essenziale e si destina inevitabilmente all’inammissibilità.

Le Conclusioni: implicazioni pratiche

La decisione in esame offre un importante monito per la pratica forense. La redazione di un ricorso per cassazione richiede un’analisi approfondita e mirata della sentenza di secondo grado. Non è sufficiente essere in disaccordo con la decisione; è necessario smontare pezzo per pezzo il ragionamento del giudice d’appello, dimostrandone le falle, le illogicità o le violazioni di legge. Un ricorso per cassazione inammissibile non solo preclude ogni possibilità di successo, ma comporta anche conseguenze economiche per il ricorrente, condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende. La specificità e la pertinenza dei motivi non sono mere formalità, ma l’essenza stessa del diritto di impugnazione.

Quando un ricorso per cassazione viene dichiarato inammissibile per genericità?
Un ricorso è dichiarato inammissibile quando non si confronta criticamente con la motivazione della sentenza impugnata, ma si limita a riproporre le stesse argomentazioni già presentate e motivatamente respinte nel precedente grado di giudizio.

Qual è la funzione essenziale di un atto di impugnazione secondo la Corte?
La funzione essenziale è quella della “critica argomentata” contro il provvedimento che si contesta. L’atto deve indicare specificamente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto a sostegno della richiesta, instaurando un confronto puntuale con le argomentazioni della decisione impugnata.

Quali sono le conseguenze di un ricorso per cassazione inammissibile?
L’inammissibilità del ricorso comporta, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro, in questo caso fissata in 3.000,00 euro, in favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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