Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 51536 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 51536 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 21/11/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a PERDASDEFOGU il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 11/01/2023 della CORTE APPELLO di TRIESTE
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso proposto nell’interesse di NOME COGNOME;
ritenuto che il primo e il secondo motivo di ricorso, con cui, prospettando un diverso giudizio di rilevanza o comunque di attendibilità delle fonti di prova, si deduce la violazione di legge vizio di motivazione in relazione alla prova posta a fondamento dell’affermazione di penale responsabilità dell’imputato per il reato di cui all’art. 474 cod. pen. nonché il dife motivazione in ordine alla sussistenza dell’elemento soggettivo del delitto di cui all’art. 648 co pen., non è consentito dalla legge, stante la preclusione per la Corte di cassazione non solo di sovrapporre la propria valutazione delle risultanze processuali a quella compiuta nei precedenti gradi, ma anche di saggiare la tenuta logica della pronuncia portata alla sua cognizione mediante un raffronto tra l’apparato argomentativo che la sorregge ed eventuali altri modelli d ragionamento mutuati dall’esterno (tra le altre, Sez. U, n. 12 del 31/05/2000, Jakani, Rv. 216260);
che il giudice di merito, con motivazione esente da vizi logici, rispondendo alle medesime doglianze in fatto oggetto di appello, ha esplicitato le ragioni del suo convincimento facendo applicazione di corretti argomenti giuridici ai fini della dichiarazione di responsab dell’imputato e della sussistenza dei reati contestati (si vedano, in particolare, pagg. 3-7);
considerato che il terzo motivo di ricorso, con il quale si contesta il diniego delle circostan attenuanti generiche, è privo di specificità poiché omette di assolvere la tipica funzione di u critica argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso e, comunque, è manifestamente infondato in quanto, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di questa Corte, non è necessario che il giudice di merito, nel motivarne il mancato riconoscimento, prenda in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o rilevabili dag ma è sufficiente che faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi o rilevanti nonché all’assenz elementi positivi, rimanendo disattesi o superati tutti gli altri da tale valutazione (si ve particolare, pag. 8);
ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso, in data 21 novembre 2023
Il Consigliere estensore
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Il Presidente