Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 8907 Anno 2026
Penale Ord. Sez. 7 Num. 8907 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 03/02/2026
ORDINANZA
sui ricorsi proposti da: COGNOME NOME nato a BOLOGNA il DATA_NASCITA
COGNOME NOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 14/05/2025 della CORTE APPELLO di BOLOGNA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letti i ricorsi, presentato con un unico atto, nell’interesse di Piombino NOME e COGNOME NOME;
considerato che il primo motivo dei ricorsi, con il quale genericamente si contesta il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, è manifestamente infondato poiché, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di questa Corte, nel motivare il diniego delle predette circostanze, non è necessario che il giudice di merito prenda in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti ma è sufficiente congruo riferimento agli elementi negativi ritenuti decisivi o rilevanti, ovvero all’assenza di elementi positivi, rimanendo disattesi o superati tutti gli altri da ta valutazione;
che nel caso in esame a pag. 6della sentenza la Corte valuta tutti gli elementi di fatto richiamati dalla difesa a sostegno del beneficio invocato e li considera inidonei a giustificarlo con motivazione coerente e conforme ai criteri dettati in tema dalla giurisprudenza;
osservato che il secondo motivo dei ricorsi, con cui si deduce la violazione di legge in relazione alla determinazione del trattamento sanzionatorio, è altresì manifestamente infondato in quanto la pena è stata determinata nel minimo edittale previsto per il più grave reato di ricettazione;
che in ogni caso, rientra nella discrezionalità del giudice di merito, che la esercita in aderenza ai principi enunciati negli artt. 132 e 133 cod. pen. e, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di questa Corte, è sufficiente che il giudice, per assolvere al proprio obbligo di motivazione, utilizzi espressioni del tipo: «pena congrua», «pena equa» o «congruo aumento», essendo, invece, necessaria una specifica e dettagliata spiegazione del ragionamento seguito soltanto quando la pena sia di gran lunga superiore alla misura media edittale rilevato, pertanto, che i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili, con la condanna di ciascuno dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso, in data 3 febbraio 2026Ut’POSMTA