Ricettazione aggravata: il diniego delle attenuanti generiche
Il reato di ricettazione aggravata rappresenta una fattispecie penale di particolare gravità che colpisce chiunque acquisti o riceva beni di provenienza illecita. In una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della concessione delle circostanze attenuanti generiche, chiarendo i limiti entro cui il giudice di merito può negare tale beneficio. La pronuncia sottolinea come la gravità del fatto e la personalità del reo siano elementi centrali nella determinazione della pena.
Ricettazione aggravata: l’analisi dei fatti
Il caso trae origine dalla condanna di un soggetto ritenuto colpevole di ricettazione aggravata. Dopo la conferma della sentenza in grado di appello, la difesa ha proposto ricorso in Cassazione contestando specificamente il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche previste dall’articolo 62-bis del codice penale. Secondo la tesi difensiva, il giudice territoriale non avrebbe valutato correttamente la posizione dell’imputato, limitandosi a una negazione non sufficientemente motivata.
La Cassazione sulla ricettazione aggravata
La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la validità del ragionamento seguito dai giudici di merito. La decisione evidenzia che il riconoscimento delle attenuanti generiche non è un atto dovuto, ma richiede la presenza di elementi di segno positivo che giustifichino una riduzione della sanzione. Nel caso di specie, la Corte territoriale aveva già ampiamente motivato il diniego basandosi su tre pilastri fondamentali: l’assenza di elementi favorevoli, la prognosi negativa sulla personalità del soggetto e la mancanza di pentimento.
Il ruolo dei precedenti penali
Un elemento determinante per il rigetto del ricorso è stato il richiamo ai precedenti penali dell’imputato. La giurisprudenza consolidata ritiene che la storia criminale di un soggetto sia un indicatore affidabile della sua pericolosità sociale e della probabilità di recidiva. Quando i precedenti delineano un profilo personologico negativo, il giudice è legittimato a negare le attenuanti, specialmente se non emergono condotte riparatorie o segni di ravvedimento dopo il reato.
Le motivazioni
Le motivazioni della Suprema Corte si fondano sulla completezza della sentenza impugnata. Il giudice di merito ha fornito una spiegazione ampia e persuasiva, sottraendosi a ogni censura di illogicità. È stato rilevato che non sussistevano elementi positivamente valutabili a favore del ricorrente. Al contrario, la prognosi negativa desumibile dal certificato penale e l’assenza totale di segni di resipiscenza hanno reso impossibile l’applicazione di uno sconto di pena. La Cassazione ha dunque ribadito che, in presenza di una motivazione congrua e aderente alle risultanze processuali, il giudizio sulle attenuanti non può essere sindacato in sede di legittimità.
Le conclusioni
Le conclusioni della Corte portano alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende. Questa pronuncia conferma un orientamento rigoroso: per ottenere le attenuanti generiche nel reato di ricettazione aggravata, non basta l’assenza di elementi negativi ulteriori, ma occorre dimostrare attivamente un percorso di ravvedimento o la presenza di circostanze specifiche che attenuino il disvalore della condotta. La decisione funge da monito sulla necessità di una difesa tecnica che sappia individuare elementi concreti di meritevolezza per mitigare il trattamento sanzionatorio.
Quali sono i presupposti per ottenere le attenuanti generiche?
Le attenuanti generiche richiedono la presenza di elementi positivi come il comportamento post-delittuoso o la limitata gravità del fatto, non essendo sufficiente il solo stato di incensuratezza.
Cosa succede se il ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
L’inammissibilità comporta la conferma definitiva della sentenza impugnata e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Il giudice può negare le attenuanti basandosi solo sui precedenti penali?
Sì, i precedenti penali possono essere utilizzati per formulare una prognosi negativa sulla personalità del reo, giustificando così il diniego delle circostanze attenuanti generiche.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 48636 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 48636 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 12/09/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 27/09/2022 della CORTE APPELLO di BOLOGNA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Con l’impugnata sentenza la Corte di Appello di Bologna confermava la decisione del Tribunale di Reggio nell’Emilia che, in data 17/11/2016, aveva dichiarato NOME colpevole del delitto di ricettazione aggravata, condannandolo alla pena di giustizia.
Rilevato che la censura relativa al diniego delle circostanze attenuanti generiche è manifestamente infondata, avendo la Corte territoriale disatteso la richiesta difensiva con motivazione ampia e persuasiva, richiamando in senso ostativo l’assenza di elementi positivamente valutabili a tal fine, la negativa prognosi personologica desumibile dai precedenti, l’assenza di segni di resipiscenza, con giudizio che si sottrae a censura in quanto congruamente giustificato (pag. 2);
ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con condanna del proponente al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria precisata in dispositivo in ragione dei profili di colpa ravvisabili nella su determinazione.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della RAGIONE_SOCIALE delle Ammende.
Così deciso in Roma, 12 settembre 2023
Il Consigliere estensore
GLYPH Il Presidente