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Resistenza a pubblico ufficiale: incitare la fuga

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per resistenza a pubblico ufficiale a carico di un passeggero che ha incitato il conducente di un motociclo a fuggire durante un controllo. L’incitamento attivo alla fuga e all’alta velocità, finalizzato a sottrarsi all’autorità, integra la fattispecie criminosa mettendo a rischio la sicurezza pubblica. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per la genericità dei motivi proposti.

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Pubblicato il 24 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Resistenza a pubblico ufficiale: il ruolo del passeggero

L’ordinanza in esame chiarisce i confini del reato di resistenza a pubblico ufficiale quando la condotta illecita coinvolge un passeggero. La questione centrale riguarda la responsabilità penale di chi, pur non essendo alla guida, partecipa attivamente all’elusione di un controllo di polizia.

Il caso e lo svolgimento del processo

Un soggetto, che viaggiava come passeggero su un motociclo, è stato condannato nei gradi di merito per aver istigato il conducente a non fermarsi all’alt delle autorità. Durante l’inseguimento, il passeggero ha ripetutamente incitato il guidatore ad accelerare e a compiere manovre pericolose per seminare le forze dell’ordine, creando una situazione di concreto pericolo per i passanti e per gli agenti stessi. La difesa ha proposto ricorso sostenendo l’assenza di violenza o minaccia diretta da parte del ricorrente.

La decisione della Suprema Corte

I giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la validità della sentenza di appello. La Corte ha stabilito che l’incitamento attivo e reiterato alla fuga costituisce una forma di concorso nel reato di resistenza. Non è necessaria una violenza fisica diretta se la condotta del passeggero è strumentale a impedire l’atto d’ufficio attraverso la creazione di un rischio per l’incolumità pubblica.

Le motivazioni

La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi di ricorso poiché si limitavano a richiamare principi generali senza contestare i fatti specifici accertati. La motivazione della sentenza impugnata è stata giudicata congrua e specifica nel descrivere come l’incitamento alla fuga abbia integrato la resistenza a pubblico ufficiale. La condotta di spronare il conducente ad accelerare per sottrarsi ai pubblici ufficiali configura pienamente la violenza o minaccia richiesta dalla norma, in quanto finalizzata a ostacolare l’attività di controllo attraverso la messa in pericolo della sicurezza stradale.

Le conclusioni

In conclusione, chiunque partecipi attivamente a una fuga dai controlli di polizia, anche se non si trova alla guida del veicolo, può essere chiamato a rispondere penalmente del reato di resistenza. La sentenza ribadisce che la responsabilità si estende a chi fornisce un contributo causale alla condotta illecita, aggravando il pericolo per la collettività. L’inammissibilità del ricorso ha comportato inoltre la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria verso la Cassa delle ammende.

Incitare qualcuno a fuggire dalla polizia è reato?
Sì, se l’incitamento spinge il conducente a manovre pericolose per evitare un controllo, si configura il concorso nel reato di resistenza a pubblico ufficiale.

Cosa succede se il ricorso in Cassazione è generico?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile, impedendo la valutazione del merito e comportando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

Il passeggero risponde delle azioni del conducente?
Il passeggero risponde a titolo di concorso se partecipa attivamente alla condotta illecita, ad esempio istigando il guidatore a violare gli ordini delle autorità.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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