Remissione di Querela: Quando un Accordo Estingue il Reato in Cassazione
La remissione di querela rappresenta uno strumento fondamentale nel nostro ordinamento giuridico, capace di porre fine a un procedimento penale anche quando questo è giunto al suo ultimo grado di giudizio. Una recente sentenza della Corte di Cassazione offre un chiaro esempio di come questo istituto possa determinare l’annullamento di una condanna per truffa, dimostrando la prevalenza della volontà della persona offesa in specifici contesti criminali. Analizziamo insieme questa importante decisione.
I Fatti del Caso: Dalla Condanna per Truffa al Ricorso in Cassazione
Il caso in esame ha origine da una condanna per il delitto di truffa emessa dalla Corte di Appello di Torino. L’imputata, ritenuta penalmente responsabile, vedeva confermata la sanzione a suo carico. Non rassegnandosi alla decisione, la difesa proponeva ricorso per Cassazione, portando la vicenda di fronte alla Suprema Corte.
È proprio durante questa fase che si verifica l’evento decisivo: il difensore dell’imputata deposita un verbale di remissione di querela da parte della persona offesa, accompagnato dalla contestuale accettazione della sua assistita. Questo atto cambia radicalmente le sorti del processo.
L’Impatto della Remissione di Querela nel Giudizio di Cassazione
La truffa è un reato procedibile a querela di parte (salvo alcune eccezioni aggravate). Ciò significa che, per avviare e proseguire l’azione penale, è necessaria la volontà punitiva della vittima. La querela può essere ritirata in qualsiasi momento prima della sentenza definitiva attraverso, appunto, la remissione di querela.
La Corte di Cassazione, preso atto del verbale depositato e della sua accettazione, non ha potuto fare altro che applicare la legge. L’accordo tra le parti, formalizzato attraverso la remissione e l’accettazione, ha determinato l’estinzione del reato, rendendo di fatto superflua ogni valutazione sul merito del ricorso.
Le Motivazioni della Decisione
La Suprema Corte ha basato la sua decisione sull’articolo 152 del codice penale, che disciplina l’estinzione del reato per remissione di querela. I giudici hanno sottolineato che l’atto “abdicativo” (cioè di rinuncia) della persona offesa, essendo stato ritualmente accettato dall’imputata, imponeva di disporre l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata. L’annullamento è “senza rinvio” perché non vi è più nulla da giudicare: il reato è estinto, e il processo si chiude definitivamente. La Corte ha inoltre specificato che, non essendo stato pattuito diversamente tra le parti, le spese del procedimento sono state poste a carico della querelata (l’imputata che ha accettato la remissione).
Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche
Questa sentenza ribadisce la centralità della volontà della vittima nei reati procedibili a querela. La possibilità di rimettere la querela fino al giudizio di Cassazione offre alle parti un’importante opportunità di risoluzione conciliativa della controversia, con l’effetto di estinguere il reato e chiudere il procedimento penale. La decisione sottolinea anche un aspetto pratico rilevante: in assenza di un accordo specifico, i costi del processo ricadono sulla persona a cui favore opera l’estinzione del reato. Si tratta di un promemoria essenziale sull’importanza di definire tutti gli aspetti, anche economici, quando si raggiunge un accordo transattivo che include la remissione della querela.
Cosa succede se la vittima di un reato ritira la querela durante il processo in Cassazione?
Se la remissione di querela viene formalizzata e accettata dall’imputato, il reato si estingue. Di conseguenza, la Corte di Cassazione annulla la sentenza di condanna senza rinviare il caso a un altro giudice, chiudendo definitivamente il procedimento.
Perché la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza ‘senza rinvio’?
La Corte ha annullato la sentenza ‘senza rinvio’ perché, con l’estinzione del reato a seguito della remissione di querela, non c’era più alcuna questione di merito da decidere. Il processo si è concluso in modo definitivo con questa pronuncia.
Chi paga le spese del procedimento in caso di remissione di querela?
Salvo diverso accordo tra le parti, le spese del procedimento sono a carico della persona querelata, ovvero dell’imputato che beneficia dell’estinzione del reato grazie all’accettazione della remissione.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 4465 Anno 2026
Penale Sent. Sez. 7 Num. 4465 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 16/12/2025
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nata a VIGEVANO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 26/05/2025 della CORTE APPELLO di TORINO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso proposto nell’interesse di NOME COGNOME avverso la sentenza della Corte di Appel di Torino che ha confermato la penale responsabilità dell’imputata e il trattamento sanzionatori irrogatole per il delitto di truffa;
rilevato che in data 8/12/2025 il difensore ha trasmesso verbale di remissione di querela della p.o. e contestuale accettazione dell’imputata, concludendo per l’emissione di declaratori estintiva dell’illecito;
considerato che, alla luce dell’intervenuto atto abdicativo, ritualmente accettato, de disporsi l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata a norma dell’art. 152 cod.pen. con spese a carico della querelata, non avendo le parti diversamente pattuito.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per remissione di querela. Spese del procedimento a carico della querelata.
Così deciso in Roma il 16 dicembre 2025
Il Consigliere estensore
Il Presidente