Remissione di Querela: Come Annulla una Condanna Penale
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha riaffermato un principio fondamentale del nostro ordinamento penale: la remissione di querela, se accettata, estingue il reato e travolge anche le sentenze di condanna non ancora definitive. Questo caso dimostra come un accordo tra le parti possa risolvere un procedimento penale in qualsiasi sua fase, persino durante il giudizio di legittimità. Analizziamo insieme la vicenda e le sue importanti implicazioni.
I Fatti del Caso: Dalle Lesioni alla Cassazione
La vicenda giudiziaria ha origine da una condanna per il reato di lesioni personali, giudicate guaribili in cinque giorni, emessa dal Giudice di Pace. La sentenza era stata successivamente confermata anche dal Tribunale in sede di appello.
L’imputato, non rassegnandosi alla condanna, ha proposto ricorso per cassazione tramite il suo difensore. Tuttavia, mentre il ricorso era pendente dinanzi alla Suprema Corte, è intervenuto un fatto nuovo e decisivo.
La Remissione di Querela come Punto di Svolta
In data 21 dicembre 2023, la persona offesa dal reato ha formalmente manifestato la volontà di ritirare la querela precedentemente sporta. Questo atto, noto come remissione di querela, è stato contestualmente e ritualmente accettato dall’imputato.
Questo istituto giuridico è previsto per i reati cosiddetti “procedibili a querela di parte”, come le lesioni lievi, per i quali l’azione penale può essere avviata solo su impulso della vittima. La volontà della persona offesa è quindi determinante non solo per iniziare il processo, ma anche per porvi fine.
Le conseguenze procedurali
L’avvenuta remissione, unita alla sua accettazione, costituisce una causa di estinzione del reato. Di conseguenza, l’azione penale non può più proseguire e qualsiasi eventuale condanna non ancora passata in giudicato viene meno.
Le Motivazioni della Decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha preso atto della sopravvenuta causa di estinzione del reato. I giudici hanno verificato che sia la remissione che l’accettazione fossero state effettuate secondo le forme previste dalla legge.
Di fronte a questa circostanza, la Corte non ha potuto fare altro che annullare la sentenza di condanna impugnata. La decisione è stata di “annullamento senza rinvio”, poiché non vi era più alcuna materia del contendere da sottoporre a un nuovo esame di un altro giudice. Il reato, semplicemente, non era più perseguibile.
Un aspetto importante toccato dalla Corte riguarda le spese processuali. In base all’articolo 340 del codice di procedura penale, in caso di remissione, le spese del procedimento sono a carico del querelato, a meno che le parti non abbiano raggiunto un accordo diverso. In assenza di una tale “deroga pattizia”, la Cassazione ha correttamente posto le spese a carico dell’imputato.
Conclusioni
Questa sentenza illustra in modo chiaro ed efficace il potere della remissione di querela come strumento per risolvere le controversie penali. Dimostra che la volontà conciliativa delle parti può prevalere sull’iter giudiziario, estinguendo il reato in qualsiasi stato e grado del procedimento. La decisione sottolinea anche un’importante conseguenza pratica: in assenza di accordi specifici, chi accetta la remissione della querela è tenuto a sostenere i costi del procedimento penale che si conclude grazie a tale atto.
È possibile ritirare una querela anche dopo una condanna?
Sì, la sentenza dimostra che la remissione di querela può intervenire ed essere efficace anche dopo una sentenza di condanna, purché questa non sia ancora diventata definitiva. Nel caso specifico, è avvenuta mentre era pendente il ricorso in Cassazione.
Chi paga le spese processuali in caso di remissione di querela?
Salvo diverso accordo tra le parti, le spese del procedimento sono a carico del querelato (l’imputato), come stabilito dall’art. 340 del codice di procedura penale. La Corte di Cassazione ha applicato questa regola nel caso di specie.
Qual è l’effetto della remissione della querela sul reato e sulla sentenza?
La remissione della querela, quando accettata, estingue il reato. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, poiché il fondamento stesso dell’azione penale era venuto meno.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 28277 Anno 2024
Penale Sent. Sez. 7 Num. 28277 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 25/06/2024
SENTENZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 28/11/2023 del TRIBUNALE di FERRARA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
R.G. 12396/2024
che, con l’impugnata sentenza, il Tribunale di Ferrara ha confermato la sentenza del Giudice di Pace di quella stessa città pronunciata nei confronti di COGNOME NOME per delitto di lesioni personali, giudicate guaribili in giorni cinque;
che avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, a mezzo del difensore, articolando un unico motivo, con cui è stato dedotto che, pendente il termine per proporre ricorso per cassazione, in data 21 dicembre 2023, la persona offesa ha rimesso la querela presentata nei confronti dell’imputato, con contestuale accettazione della stessa da parte di questi;
che la remissione e l’accettazione sono state ritualmente effettuate;
che, pertanto, si deve far luogo all’annullamento della sentenza impugnata per sopravvenuta estinzione del reato;
che, in mancanza di deroga pattizia, le spese processuali sono da porre a carico del querelato, come per legge (art. 340 cod. proc. pen.).
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato estinto per remissione di querela. Pone le spese del procedimento a carico del querelato.
Così deciso il 25 giugno 2024.