Remissione di Querela: Quando un Accordo Privato Ferma il Processo Penale
La remissione di querela rappresenta un istituto fondamentale del nostro ordinamento giuridico, capace di porre fine a un procedimento penale. Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 45777/2023) offre un chiaro esempio di come questo meccanismo funzioni nella pratica, anche quando un processo è già arrivato al suo ultimo grado di giudizio. In questo caso, una condanna per truffa è stata completamente annullata proprio grazie all’accordo raggiunto tra le parti.
I Fatti del Processo
La vicenda giudiziaria ha origine da una condanna per il reato di truffa (art. 640 c.p.), emessa prima dal Tribunale di Padova e successivamente confermata dalla Corte d’Appello di Venezia. L’imputato, non rassegnandosi alla decisione, ha presentato ricorso per Cassazione, lamentando vizi di motivazione e violazioni di legge.
Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, è intervenuto un fatto nuovo e decisivo: la persona offesa dal reato ha formalizzato la remissione della querela, ovvero ha ritirato la sua richiesta di punizione. Tale atto è stato ritualmente accettato dall’imputato.
La Decisione della Cassazione sulla Remissione di Querela
Di fronte a questa nuova circostanza, la Suprema Corte non ha potuto fare altro che prenderne atto e applicare la legge. La sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio. Questo significa che la condanna è stata cancellata in via definitiva, senza la necessità di un nuovo processo.
La Corte ha dichiarato l’estinzione del reato per remissione di querela, ponendo così fine alla vicenda processuale. Al contempo, ha stabilito che le spese del procedimento rimanessero a carico dell’imputato (tecnicamente, il ‘querelato’), come previsto dalla normativa processuale in questi casi.
Le Motivazioni
La motivazione della Corte è lineare e si fonda su un principio cardine del diritto penale. Il reato di truffa, nella sua forma base, è procedibile a querela di parte. Ciò significa che lo Stato può perseguire il colpevole solo se la vittima lo richiede esplicitamente.
L’articolo 152 del codice penale stabilisce che la remissione di querela estingue il reato. Quando la volontà punitiva della persona offesa viene meno, e l’accusato accetta questa remissione, il fondamento stesso dell’azione penale cessa di esistere. La Corte di Cassazione, rilevando l’avvenuta remissione e la relativa accettazione, ha semplicemente applicato questa norma, dichiarando estinto il reato e, di conseguenza, annullando la condanna.
Per quanto riguarda le spese, la decisione si basa sull’articolo 340, comma 4, del codice di procedura penale, il quale prevede che, in caso di remissione, le spese del procedimento sono a carico del querelato, salvo diverso accordo tra le parti.
Le Conclusioni
Questa sentenza ribadisce un concetto importante: per i reati procedibili a querela, la volontà della persona offesa è sovrana, anche nelle fasi più avanzate del processo. Un accordo tra le parti, formalizzato tramite la remissione di querela, ha l’effetto di paralizzare l’azione penale e cancellare gli effetti di eventuali condanne non ancora definitive.
La decisione chiarisce anche un aspetto pratico non trascurabile: la fine del processo per remissione non significa che l’imputato non debba sostenere alcun costo. Salvo patti contrari, le spese processuali restano a suo carico, come una sorta di conseguenza per aver dato origine al procedimento. Questa pronuncia, dunque, serve come monito sull’importanza di valutare percorsi conciliativi, che possono rivelarsi risolutivi per entrambe le parti coinvolte.
Cosa succede se la vittima di un reato ritira la querela durante il processo?
Se il reato è procedibile a querela, la remissione della stessa, accettata dall’imputato, causa l’estinzione del reato. Di conseguenza, il giudice deve pronunciare una sentenza di non doversi procedere, annullando eventuali condanne precedenti non ancora definitive, come avvenuto nel caso di specie.
In caso di remissione della querela, chi paga le spese del processo?
Salvo che le parti non abbiano raggiunto un accordo diverso, le spese del procedimento restano a carico del querelato (l’imputato), come stabilito dall’art. 340, comma 4, del codice di procedura penale.
È possibile ritirare la querela anche dopo una condanna in primo e secondo grado?
Sì, la remissione della querela può intervenire in ogni stato e grado del procedimento, fino a quando la sentenza non sia diventata definitiva. Come dimostra questo caso, una remissione formalizzata durante il giudizio in Cassazione è pienamente efficace e porta all’annullamento della condanna.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 45777 Anno 2023
Penale Sent. Sez. 7 Num. 45777 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 24/10/2023
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a SAN CIPRIANO D’AVERSA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 09/09/2022 della CORTE APPELLO di VENEZIA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso di NOME COGNOME avverso la sentenza della Corte d’appello di Venezia in data 9/9/2022 confermativa della sentenza del Tribunale di Padova in data 13/7/2021;
rilevato che con i motivi proposti si contesta il vizio motivazionale e la violazione di legge in relazione agli artt. 640 cod. pen. e 603 cod. proc. pen.;
rilevato che in relazione al reato di cui all’art. 640 cod. pen., è pervenuta la remissione di querela di COGNOME NOME, ritualmente accettata dall’imputato.
Ciò premesso, la sentenza va annullata senza rinvio, perché il reato si è estinto per remissione di querela, ai sensi dell’art. 152 cod.pen.
Le spese del procedimento restano a carico del querelato, ai sensi dell’art. 340, comma 4, cod.proc.pen..
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata, perché il reato è estinto per remissione di querela. Condanna l’imputato al pagamento delle spese processuali.
Così deciso in Roma, il 24/10/2023
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Il Consigliere Estensore
Il President:e