Remissione di Querela: Quando Annulla la Condanna Anche in Cassazione
La remissione di querela rappresenta uno strumento fondamentale nel diritto processuale penale, capace di estinguere un reato e, come dimostra la sentenza in esame (Cass. Pen., Sez. 6, n. 44867/2023), può determinare l’annullamento di una sentenza di condanna persino in sede di Corte di Cassazione. Il caso analizzato offre un chiaro esempio di come una modifica della qualificazione giuridica del reato possa rendere decisivo un atto che, altrimenti, sarebbe stato privo di effetti.
I Fatti di Causa
Il percorso giudiziario inizia con una sentenza di primo grado, seguita da una pronuncia della Corte di Appello. Quest’ultima, riformando la decisione precedente, ha riqualificato il reato originariamente contestato come estorsione in quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alla persona, previsto dall’art. 393, comma 3, del codice penale. Di conseguenza, l’imputato veniva condannato a otto mesi di reclusione e 120 euro di multa.
L’imputato, tramite il suo difensore, ha proposto ricorso per cassazione, basandolo su un unico, ma decisivo, motivo: l’avvenuta remissione della querela da parte della persona offesa. Questo atto era stato formalizzato il 16 dicembre 2022 e ritualmente accettato dall’imputato il 12 aprile 2023, ovvero in un momento precedente alla sentenza della Corte di Appello.
La Rilevanza della Remissione di Querela a Seguito di Riqualificazione
Il cuore della questione giuridica risiede nel cambio di prospettiva generato dalla riqualificazione del reato. L’accusa iniziale di estorsione è procedibile d’ufficio, il che significa che l’azione penale prosegue indipendentemente dalla volontà della persona offesa. In tale contesto, una remissione di querela sarebbe stata irrilevante.
Tuttavia, la Corte di Appello ha ricondotto i fatti alla fattispecie di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, un reato che è procedibile a querela di parte. Questa modifica ha reso la querela (e la sua eventuale remissione) un elemento essenziale per la procedibilità dell’azione penale. La remissione, formalizzata e accettata prima della sentenza d’appello, ha acquisito un’efficacia estintiva che prima non possedeva.
Le Motivazioni della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha ritenuto fondato il ricorso, procedendo all’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata. I giudici hanno sottolineato che, una volta riqualificato il fatto in un reato procedibile a querela, la remissione, formalizzata nel rispetto degli articoli 339 e 340 del codice di procedura penale, determina l’estinzione del reato.
La Corte ha richiamato un importante principio affermato dalle Sezioni Unite (sentenza n. 24246 del 2004), secondo cui la remissione della querela, se intervenuta e accettata ritualmente, produce l’effetto estintivo del reato che prevale su eventuali cause di inammissibilità del ricorso. Il giudice di legittimità ha il dovere di rilevarla e dichiararla, a condizione che il ricorso sia stato proposto tempestivamente, come nel caso di specie.
Di conseguenza, la sentenza di condanna è stata annullata perché il reato si è estinto. In base all’art. 340, comma 4, c.p.p., non essendo stato diversamente pattuito, le spese processuali sono state poste a carico dell’imputato-querelato.
Conclusioni
Questa pronuncia evidenzia in modo esemplare l’importanza della corretta qualificazione giuridica di un fatto e le sue dirette conseguenze sulla procedibilità dell’azione penale. Dimostra come un istituto quale la remissione della querela possa assumere un ruolo risolutivo, trasformando l’esito di un processo. La decisione ribadisce la forza del principio di prevalenza delle cause estintive del reato, che devono essere dichiarate in ogni stato e grado del procedimento, inclusa la fase di legittimità dinanzi alla Corte di Cassazione, garantendo la coerenza e la giustizia del sistema processuale.
Una remissione di querela può avere effetto se il reato originariamente contestato non la prevedeva?
Sì, se durante il processo il reato viene riqualificato in uno procedibile a querela. In tal caso, la remissione, anche se precedente, diventa pienamente efficace e può estinguere il reato.
Se interviene una remissione di querela, chi paga le spese processuali?
Secondo l’art. 340, comma 4, cod. proc. pen., le spese del procedimento sono a carico della persona a cui è stato contestato il reato (querelato), a meno che non sia stato diversamente convenuto nell’atto di remissione.
La remissione della querela può essere dichiarata per la prima volta in Cassazione?
Sì. La Corte di Cassazione può rilevare e dichiarare l’estinzione del reato per remissione di querela, anche se intervenuta in pendenza del ricorso, a condizione che il ricorso stesso sia stato tempestivamente proposto. Questo principio prevale anche su eventuali altre cause di inammissibilità.