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Remissione di querela: novità sulla truffa online

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una condanna per truffa aggravata commessa tramite strumenti informatici. Il fulcro della decisione risiede nella sopravvenuta **Remissione di querela**. Grazie alle modifiche introdotte dalla Legge n. 90/2024, la truffa telematica è ora procedibile a querela di parte e non più d’ufficio. Applicando il principio del favor rei, la Corte ha riconosciuto l’estinzione del reato a seguito del ritiro della denuncia da parte della vittima.

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Pubblicato il 25 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Remissione di querela e truffa telematica: le nuove regole

La Remissione di querela rappresenta oggi uno snodo fondamentale per chi si trova coinvolto in procedimenti per truffe online. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito l’impatto della riforma legislativa del 2024 su questo specifico reato, stabilendo un principio di grande rilievo per la difesa penale.

I fatti di causa

Il caso riguarda un soggetto condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di truffa. L’aggravante contestata era quella della minorata difesa, poiché il fatto era stato commesso a distanza tramite strumenti telematici. Nonostante fosse intervenuta la Remissione di querela da parte della vittima, i giudici di merito avevano ritenuto il reato procedibile d’ufficio, confermando la condanna a otto mesi di reclusione.

La decisione della Cassazione

La Suprema Corte ha accolto il ricorso della difesa, evidenziando come il quadro normativo sia mutato radicalmente. Con l’entrata in vigore della Legge n. 90 del 28 giugno 2024, il legislatore ha introdotto una specifica disciplina per la truffa commessa a distanza. Questa scelta ha sottratto tale fattispecie dal regime della procedibilità d’ufficio, riconducendola alla necessità di una querela valida e persistente.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sull’applicazione dell’articolo 2 del Codice Penale, relativo alla successione delle leggi nel tempo. La Legge n. 90/2024 ha introdotto il comma 2-ter all’art. 640 c.p., che disciplina autonomamente la truffa telematica. Contestualmente, il legislatore ha modificato il regime di procedibilità, stabilendo che per tale ipotesi sia necessaria la querela di parte. Poiché la norma sopravvenuta è più favorevole all’imputato, essa deve trovare applicazione anche per i fatti commessi precedentemente. Di conseguenza, la Remissione di querela intervenuta nel corso del procedimento determina l’immediata estinzione del reato, impedendo allo Stato di proseguire nell’azione punitiva.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza ribadisce che la truffa commessa online non può più essere perseguita se la vittima decide di ritirare la denuncia. Questo automatismo deriva dalla volontà del legislatore di favorire la composizione bonaria tra le parti in ambito informatico. L’annullamento senza rinvio della sentenza di condanna conferma che, in presenza di una Remissione di querela, il giudice di legittimità deve limitarsi a prendere atto dell’estinzione del reato, ponendo fine alla vicenda processuale e condannando l’imputato al solo pagamento delle spese processuali, salvo diversi accordi.

Cosa accade se ritiro la querela per una truffa subita online?
A seguito della riforma del 2024, la remissione della querela comporta l’estinzione del reato di truffa telematica, impedendo al giudice di emettere una sentenza di condanna.

La nuova legge si applica anche a processi già iniziati?
Sì, il principio del favor rei impone l’applicazione della norma più favorevole sopravvenuta, permettendo di beneficiare della procedibilità a querela anche per fatti passati.

Perché la truffa telematica non è più procedibile d’ufficio?
Il legislatore ha creato una categoria autonoma per la truffa a distanza, distinguendola dalla minorata difesa comune e riservando alla vittima la scelta se punire o meno il colpevole.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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