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Remissione di querela: guida all’estinzione del reato

Un imputato condannato per diffamazione a mezzo stampa ha presentato ricorso in Cassazione allegando il verbale di **remissione di querela** sottoscritto dalla persona offesa. La Suprema Corte ha stabilito che la richiesta di improcedibilità avanzata dal difensore, munito di procura speciale, integra un’accettazione tacita della remissione. Non sussistendo i presupposti per un proscioglimento nel merito, il reato è stato dichiarato estinto con conseguente annullamento della sentenza impugnata e addebito delle spese processuali al querelato.

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Pubblicato il 27 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Remissione di querela e accettazione tacita nel processo penale

La remissione di querela rappresenta uno degli strumenti più efficaci per definire un procedimento penale prima che si giunga a una condanna definitiva. Nel caso recentemente affrontato dalla Corte di Cassazione, l’estinzione del reato di diffamazione a mezzo stampa è avvenuta proprio grazie alla rinuncia della persona offesa alla pretesa punitiva, formalizzata durante la fase di legittimità.

Il caso di diffamazione e il ricorso

Un cittadino era stato condannato in secondo grado per il reato di diffamazione. Avverso tale decisione, la difesa ha proposto ricorso per Cassazione. Tuttavia, nelle more del giudizio, la persona offesa ha deciso di rimettere la querela presso una stazione dei Carabinieri. Il difensore dell’imputato ha quindi allegato il verbale di remissione al ricorso, chiedendo che venisse dichiarata l’improcedibilità dell’azione penale.

La decisione della Corte di Cassazione

I giudici di legittimità hanno analizzato la validità della remissione di querela e la sua accettazione. Secondo il codice di procedura penale, affinché la remissione produca l’effetto estintivo del reato, è necessaria l’accettazione dell’imputato. In questo caso, l’accettazione è stata considerata tacita: la richiesta di improcedibilità formulata dal legale, supportata da una procura speciale, è stata interpretata come una chiara volontà di accogliere la rinuncia della controparte.

Effetti processuali e spese

La Corte ha verificato che non vi fossero gli estremi per un proscioglimento nel merito ai sensi dell’art. 129 comma 2 c.p.p. (ovvero l’evidenza dell’innocenza). Pertanto, ha applicato l’art. 152 c.p., dichiarando l’estinzione del reato. Un aspetto fondamentale riguarda le spese del procedimento: in mancanza di un accordo diverso tra le parti, la legge prevede che queste restino a carico del querelato.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza risiedono nel principio di economia processuale e nella natura della querela come condizione di procedibilità. Una volta che la persona offesa manifesta la volontà di non procedere e l’imputato non si oppone, viene meno l’interesse dello Stato alla prosecuzione del processo. La Corte ha sottolineato che l’allegazione del verbale di remissione e la contestuale istanza di improcedibilità costituiscono un comportamento concludente che integra l’accettazione richiesta dalla norma penale.

Le conclusioni

Le conclusioni tratte dalla Suprema Corte confermano che la remissione di querela può intervenire in ogni stato e grado del procedimento, compreso quello di legittimità. L’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata chiude definitivamente la vicenda penale, eliminando ogni effetto civile e penale della precedente condanna. Resta fermo l’obbligo per il beneficiario della remissione di rifondere le spese processuali anticipate dallo Stato, salvo che le parti non abbiano pattuito diversamente nel verbale di conciliazione.

Cosa succede se la persona offesa ritira la querela durante il processo?
Se l’imputato accetta la remissione, il reato si estingue e il giudice dichiara il non doversi procedere, annullando eventuali condanne precedenti non definitive.

L’imputato può rifiutare la remissione della querela?
Sì, l’imputato ha il diritto di rifiutare la remissione se ha interesse a ottenere una sentenza di assoluzione nel merito che accerti la sua piena innocenza.

Chi deve pagare le spese legali dopo una remissione di querela?
Per legge le spese del procedimento sono a carico del querelato, a meno che nell’atto di remissione le parti non abbiano concordato diversamente.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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