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Remissione di querela: guida all’estinzione del reato

La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un’imputata condannata per il reato di minaccia. Durante il procedimento di legittimità, la difesa ha presentato prova dell’avvenuta remissione di querela, regolarmente accettata dalla controparte dinanzi alle autorità competenti. Poiché non sono emersi elementi evidenti per un proscioglimento nel merito ai sensi dell’art. 129 c.p.p., la Suprema Corte ha dichiarato l’estinzione del reato per remissione di querela, annullando la sentenza impugnata senza rinvio e ponendo le spese a carico del querelante.

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Pubblicato il 26 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Remissione di querela: l’estinzione del reato in Cassazione

La remissione di querela costituisce uno degli strumenti più rilevanti per la definizione bonaria dei procedimenti penali relativi a reati meno gravi. Nel panorama giuridico italiano, questo istituto permette di interrompere l’iter giudiziario quando viene meno l’interesse della persona offesa alla punizione del colpevole.

Il caso in esame

La vicenda trae origine da una condanna per il reato di minaccia, confermata in secondo grado dal Tribunale. L’imputata ha proposto ricorso per Cassazione contestando la decisione. Tuttavia, nelle more del giudizio di legittimità, è intervenuto un fatto nuovo e decisivo: la vittima ha formalizzato la propria volontà di non procedere oltre, sottoscrivendo la remissione della querela.

La decisione della Suprema Corte

I giudici di legittimità hanno preso atto della memoria difensiva che attestava la remissione avvenuta presso una stazione dei Carabinieri e la contestuale accettazione da parte dell’imputata. In presenza di una valida remissione, il giudice deve verificare se esistano i presupposti per un’assoluzione nel merito più favorevole all’imputato (ad esempio, se il fatto non sussiste). In assenza di tali evidenze, prevale la causa estintiva del reato.

Le motivazioni

La Corte ha fondato la propria decisione sul combinato disposto degli articoli 152 del codice penale e 129 del codice di procedura penale. La remissione di querela, se accettata, opera come causa di estinzione del reato, precludendo ogni ulteriore accertamento sulla responsabilità penale. La sentenza sottolinea che, non ravvisandosi elementi per un proscioglimento immediato nel merito, l’unica strada percorribile è la declaratoria di estinzione. Un aspetto tecnico rilevante riguarda le spese processuali: la legge prevede che, in caso di remissione, queste gravino sul querelante, salvo che nell’atto di remissione sia stato pattuito diversamente.

Le conclusioni

Il provvedimento si conclude con l’annullamento senza rinvio della sentenza del Tribunale. Questa pronuncia ribadisce l’efficacia deflattiva della remissione di querela anche nelle fasi più avanzate del processo, come il giudizio di Cassazione. Per i cittadini, ciò significa che il raggiungimento di un accordo transattivo con la persona offesa può portare alla chiusura definitiva del fascicolo penale, evitando le conseguenze di una condanna definitiva, pur restando fermo l’onere economico delle spese processuali in capo a chi aveva originariamente azionato la giustizia.

Cosa succede se la querela viene rimessa durante il ricorso in Cassazione?
La Corte di Cassazione dichiara l’estinzione del reato e annulla la sentenza di condanna precedente senza rinvio, a meno che non emerga l’evidente innocenza dell’imputato.

Chi deve pagare le spese del processo in caso di remissione?
Le spese processuali sono poste a carico del querelante, ovvero colui che ha ritirato la denuncia, a meno che le parti non abbiano concordato diversamente nell’atto di remissione.

La remissione di querela deve essere accettata dall’imputato?
Sì, affinché il reato si estingua, la remissione deve essere accettata dall’imputato, il quale potrebbe avere interesse a proseguire il processo per dimostrare la propria totale innocenza.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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