Remissione di Querela in Cassazione: Come Annullare una Condanna
La remissione di querela rappresenta un istituto fondamentale del nostro ordinamento penale, capace di estinguere un reato e porre fine a un procedimento giudiziario. Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 16892 del 2024, offre un chiaro esempio di come questo atto possa essere decisivo anche nella fase più avanzata del processo, ovvero durante il giudizio di legittimità. Vediamo come l’accordo tra le parti abbia portato all’annullamento di una condanna per minaccia, evidenziando le implicazioni pratiche di tale istituto.
I Fatti del Processo
Il caso trae origine da una condanna per il reato di minaccia emessa dal Giudice di Pace. La sentenza era stata successivamente confermata in appello dal Tribunale. L’imputata, ritenendo ingiusta la condanna, aveva deciso di presentare ricorso per cassazione, affidandosi al proprio difensore. I motivi del ricorso si basavano principalmente su due punti: la richiesta di valutare l’intervenuta remissione di querela e un presunto vizio di motivazione della sentenza d’appello riguardo alla valutazione delle dichiarazioni della persona offesa.
L’Effetto Decisivo della Remissione di Querela
Il punto di svolta del procedimento è avvenuto mentre pendevano i termini per il ricorso in Cassazione. In questa fase, la persona offesa ha formalizzato la remissione della querela, ovvero ha ritirato l’atto di accusa iniziale. Tale remissione è stata ritualmente accettata dall’imputata. Questo accordo tra le parti è stato portato all’attenzione della Suprema Corte come motivo principale per l’annullamento della sentenza.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta basata sulla remissione di querela. I giudici hanno constatato che l’atto, avvenuto il 16 novembre 2023 e regolarmente accettato, integra una causa di estinzione del reato. Di conseguenza, non era più necessario esaminare il secondo motivo di ricorso, relativo ai vizi di motivazione della sentenza impugnata, poiché questo è stato ‘assorbito’ dalla declaratoria di estinzione.
La Corte ha quindi annullato la sentenza di condanna senza rinvio, dichiarando di non doversi procedere per difetto di querela. Questa decisione ha travolto anche le statuizioni civili eventualmente presenti nella condanna precedente.
Le Motivazioni della Sentenza
La motivazione della Corte è lineare e si fonda su un principio cardine del diritto processuale penale: la procedibilità. Il reato di minaccia è procedibile a querela di parte. La remissione di querela, accettata dalla controparte, fa venir meno la condizione stessa che permette allo Stato di perseguire penalmente il fatto. In assenza di elementi che giustifichino una pronuncia di assoluzione più favorevole per l’imputato (come previsto dall’art. 129, comma 2, c.p.p.), il giudice non può fare altro che prendere atto dell’estinzione del reato. La Corte ha inoltre stabilito, in applicazione dell’art. 340, comma 4, c.p.p., che le spese del procedimento rimanessero a carico dell’imputata (querelata).
Conclusioni
Questa sentenza ribadisce l’importanza e l’efficacia della remissione di querela come strumento deflattivo del contenzioso penale. Dimostra che è possibile risolvere una controversia anche dopo due gradi di giudizio, fino alla fase del ricorso in Cassazione. La volontà delle parti, quando la legge lo consente, prevale sull’azione punitiva dello Stato, portando all’estinzione del reato e alla chiusura definitiva del caso. Resta fermo l’onere per la parte querelata di sostenere le spese processuali maturate fino al momento della remissione, come previsto dalla normativa.
È possibile ritirare una querela anche dopo una sentenza di condanna?
Sì, la sentenza dimostra che la remissione di querela è efficace anche se interviene dopo una condanna, purché avvenga prima che la sentenza diventi definitiva, come in questo caso, durante la pendenza del ricorso per cassazione.
Qual è l’effetto della remissione di querela accettata durante il processo in Cassazione?
L’effetto principale è l’estinzione del reato. Di conseguenza, la Corte di Cassazione annulla la sentenza di condanna senza rinvio e dichiara di non doversi procedere per difetto di querela, chiudendo il caso penalmente.
Chi paga le spese processuali in caso di remissione della querela?
Secondo la sentenza, che applica l’articolo 340, comma 4, del codice di procedura penale, le spese del procedimento sono poste a carico del querelato, ovvero dell’imputato che ha accettato la remissione.