Remissione di Querela: Quando l’Accordo tra le Parti Annulla la Condanna
L’istituto della remissione di querela rappresenta un meccanismo fondamentale nel nostro ordinamento penale, capace di estinguere un reato e porre fine a un procedimento giudiziario. Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce l’efficacia di tale atto anche quando interviene nella fase più avanzata del giudizio, ovvero dinanzi alla Suprema Corte. Analizziamo come la volontà delle parti possa prevalere sulla condanna, portando all’annullamento della sentenza.
I Fatti del Processo
Il caso trae origine da una condanna emessa dal Tribunale di La Spezia e successivamente confermata dalla Corte d’Appello di Genova. Due soggetti erano stati ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato previsto dall’articolo 388, primo comma, del Codice Penale, ovvero la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. A seguito della condanna, che includeva anche il risarcimento dei danni a favore della parte civile, gli imputati avevano proposto ricorso per Cassazione, lamentando violazioni di legge e vizi di motivazione.
L’Impatto Decisivo della Remissione di Querela
Il punto di svolta del procedimento è avvenuto proprio durante la pendenza del ricorso in Cassazione. La parte civile, ovvero la persona offesa dal reato che aveva originariamente sporto querela, ha formalmente rimesso tale querela. Questo atto, di per sé, non sarebbe stato sufficiente a estinguere il reato. Secondo la legge, è infatti necessario che la remissione venga accettata dalla persona o dalle persone a cui il reato è attribuito.
Nel caso specifico, i ricorrenti hanno ritualmente accettato la remissione. Questa convergenza di volontà tra querelante e querelati ha attivato un meccanismo previsto dal codice di procedura penale che produce un effetto estintivo del reato. La procedibilità del reato di cui all’art. 388 c.p., infatti, è subordinata alla querela della persona offesa.
Le Motivazioni della Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione, presa visione della documentazione che attestava la remissione della querela e la sua contestuale accettazione, ha agito di conseguenza. I giudici hanno rilevato che il perfezionamento di questo accordo tra le parti determina, per legge, l’estinzione del reato. Non vi era quindi più materia del contendere sotto il profilo penale.
La decisione della Corte è stata quella di annullare senza rinvio la sentenza impugnata. L’annullamento ‘senza rinvio’ significa che la vicenda processuale si chiude definitivamente, senza la necessità di un nuovo giudizio di merito. La condanna penale viene, di fatto, cancellata. Tuttavia, la Corte ha specificato che, nonostante l’estinzione del reato, la responsabilità per le spese processuali del grado di giudizio rimaneva a carico degli imputati, in linea con quanto disposto dall’articolo 340 del codice di procedura penale.
Le Conclusioni
Questa sentenza ribadisce la potenza dell’istituto della remissione di querela come strumento deflattivo del contenzioso penale. Dimostra che, per i reati procedibili a querela, la volontà conciliativa delle parti può portare alla risoluzione della controversia penale in qualsiasi stato e grado del procedimento, persino di fronte alla Corte di Cassazione. La decisione sottolinea che l’estinzione del reato cancella la condanna, ma non necessariamente le conseguenze economiche del processo, come il pagamento delle spese processuali, che in questo caso sono state poste a carico degli imputati che hanno accettato la remissione.
Cosa succede se la parte civile ritira la querela durante il processo in Cassazione?
Se la querela viene rimessa dalla parte civile e accettata dagli imputati, il reato si estingue. Di conseguenza, la Corte di Cassazione annulla la sentenza di condanna senza rinviare il caso a un altro giudice.
È sufficiente che la parte civile ritiri la querela per estinguere il reato?
No, sulla base del provvedimento, non è sufficiente. La remissione della querela deve essere formalmente accettata dagli imputati (‘querelati’) affinché il reato possa essere dichiarato estinto.
In caso di estinzione del reato per remissione di querela, chi paga le spese processuali?
La sentenza stabilisce che, nonostante l’annullamento della condanna, gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 40954 Anno 2025
Penale Sent. Sez. 7 Num. 40954 Anno 2025
Presidente: NOME COGNOME
Relatore: COGNOME NOME COGNOME
Data Udienza: 15/09/2025
SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
COGNOME NOME nato a SANTO STEFANO DI MAGRA il DATA_NASCITA
COGNOME NOME nato a FOSDINOVO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 22/01/2025 della Corte d’appello di Genova dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E DIRITTO
Rilevato che NOME COGNOME e NOME COGNOME, lamentando asserite violazioni di legge e vizi di motivazione, hanno impugnato la sentenza descritta in epigrafe con la quale la Corte di appello di Genova ha dato conferma alla condanna alla pena di giustizia e al risarcimento dei danni in favore della parte civile costituita irrogati ai danni dei due ricorrenti dal Tribunale di La Spezia in ragione della ritenuta responsabilità dei predetti per il reato di cui agli artt. 110 e 388 comma 1 cp loro ascritto;
rilevato che, come da documentazione ritualmente trasmessa e acquisita, la parte civile costituita ha rimesso la querela in origine proposta, rimessione altrettanto ritualmente accettata dai ricorrenti;
ritenuto che tanto determina l’estinzione del reato con conseguente annullamento della sentenza gravata, ferma restando la responsabilità degli imputati per le spese del grado, come da dispositivo che segue, in linea con il disposto di cui all’ad 340 cpp
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata, perche il reato e’ estinto per remissione di querela. Condanna gli imputati al pagamento delle spese processuali. Così è deciso, 15/09/2025