LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Remissione di querela: estinzione del reato di furto

La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per furto aggravato, dichiarando il reato estinto. La decisione si basa sulla remissione di querela presentata dalla persona offesa e sulla recente modifica legislativa (Riforma Cartabia) che ha reso il reato perseguibile a querela. La sentenza chiarisce che per l’efficacia della remissione non è necessaria l’accettazione dell’imputato, ma è sufficiente la sua mancata opposizione.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 28 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Remissione di Querela: Quando il Furto si Estingue

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (Sent. N. 23784/2024) ha fatto luce su un aspetto cruciale del diritto penale: l’estinzione del reato di furto a seguito della remissione di querela. Questa decisione assume particolare importanza alla luce delle modifiche introdotte dalla Riforma Cartabia, che ha ampliato i casi in cui il furto è perseguibile solo su querela della persona offesa. Il caso analizzato dimostra come un atto della vittima possa determinare la fine del processo penale, anche in assenza di un’accettazione esplicita da parte dell’imputato.

I Fatti del Caso: dall’Accusa di Furto alla Cassazione

Il procedimento nasce da un’accusa di furto aggravato, ai sensi dell’art. 625 del codice penale, a carico di un’imputata. Dopo una condanna nei primi due gradi di giudizio, la difesa ha presentato ricorso in Cassazione. L’argomento chiave del ricorso era basato su un evento decisivo: la persona offesa aveva formalmente rimesso la querela durante un’udienza. La difesa ha quindi insistito per l’accoglimento del ricorso, sostenendo che il reato dovesse considerarsi estinto.

L’Impatto della Riforma sulla Remissione di Querela

Il punto di svolta del caso è rappresentato dalla modifica legislativa introdotta dal d.lgs. 150/2022 (la cosiddetta Riforma Cartabia). Questa riforma ha modificato l’articolo 624 del codice penale, stabilendo che il delitto di furto è, di regola, punibile a querela della persona offesa. La procedibilità d’ufficio è rimasta solo per alcune circostanze aggravate specifiche, che non ricorrevano nel caso di specie.

La Corte ha rilevato come questa modifica avesse un’incidenza diretta e immediata sul processo in corso, trasformando il reato contestato da procedibile d’ufficio a procedibile a querela. Di conseguenza, la remissione di querela presentata dalla vittima assumeva un’efficacia risolutiva.

L’Efficacia della Remissione anche senza Accettazione

Un altro aspetto fondamentale affrontato dalla Corte riguarda le condizioni di efficacia della remissione. Richiamando un consolidato orientamento giurisprudenziale (Cass. n. 7072/2011), i giudici hanno ribadito un principio cardine: ai fini dell’efficacia della remissione di querela, non è indispensabile l’accettazione da parte del querelato.

È sufficiente, infatti, che da parte di quest’ultimo non vi sia un rifiuto espresso o tacito. Nel caso in esame, non essendo emersa alcuna volontà contraria da parte dell’imputata, la remissione è stata considerata pienamente valida ed efficace.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

Sulla base di queste premesse, la Corte di Cassazione ha concluso che il reato doveva considerarsi estinto. I giudici hanno specificato che, non emergendo dagli atti una prova evidente dell’innocenza dell’imputata (che avrebbe portato a un’assoluzione nel merito), la via corretta era quella di annullare la sentenza impugnata per sopravvenuta estinzione del reato. La Corte ha quindi proceduto con un annullamento senza rinvio, chiudendo definitivamente la vicenda processuale. Tuttavia, in assenza di un accordo diverso tra le parti, l’imputata è stata condannata al pagamento delle spese processuali, come previsto dall’articolo 340 del codice di procedura penale.

Conclusioni

Questa sentenza offre importanti implicazioni pratiche. In primo luogo, conferma l’impatto retroattivo favorevole delle modifiche introdotte dalla Riforma Cartabia in tema di procedibilità. In secondo luogo, solidifica il principio secondo cui la volontà della persona offesa di ritirare la querela è quasi sempre decisiva per l’estinzione dei reati divenuti perseguibili a querela, a meno di un’esplicita opposizione dell’imputato. Infine, ricorda che, salvo patti contrari, le spese processuali in caso di remissione restano a carico del querelato.

Come può estinguersi un reato di furto in corso di processo?
Un reato di furto può estinguersi se, a seguito di una modifica legislativa che lo rende perseguibile a querela, la persona offesa presenta una remissione di querela e l’imputato non la rifiuta.

È necessaria l’accettazione dell’imputato affinché la remissione di querela sia valida?
No, la sentenza conferma che per l’efficacia della remissione non è indispensabile l’accettazione dell’imputato. È sufficiente che non vi sia un suo rifiuto, né espresso né tacito.

Chi paga le spese processuali se il reato si estingue per remissione della querela?
In assenza di un diverso accordo tra le parti, la legge (art. 340 c.p.p.) prevede che le spese processuali siano a carico dell’imputato (il querelato).

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati