Remissione di Querela: Come Estingue il Reato e Annulla la Condanna
La remissione di querela rappresenta uno strumento fondamentale nel diritto penale, capace di porre fine a un procedimento giudiziario anche nelle sue fasi più avanzate. Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 45746 del 2023, ha ribadito l’efficacia di questo istituto, annullando una condanna e dichiarando l’estinzione del reato. Analizziamo insieme questa importante decisione per comprenderne i meccanismi e le implicazioni pratiche.
I Fatti del Caso
Il caso ha origine da un ricorso presentato alla Corte di Cassazione da un imputato, condannato sia in primo grado dal Tribunale di Vasto che in secondo grado dalla Corte d’Appello di L’Aquila. I motivi del ricorso si concentravano su presunte violazioni di legge relative al reato contestato (art. 641 c.p., insolvenza fraudolenta) e sulla contestazione della recidiva (art. 99 c.p.).
Tuttavia, mentre il giudizio pendeva davanti alla Suprema Corte, è intervenuto un fatto nuovo e decisivo: la persona offesa dal reato ha formalmente ritirato la propria querela. Tale atto, conosciuto come remissione di querela, è stato regolarmente accettato dall’imputato, cambiando radicalmente le sorti del processo.
La Decisione della Corte e l’Impatto della Remissione di Querela
Di fronte a questa nuova circostanza, la Corte di Cassazione ha dovuto interrompere l’esame dei motivi del ricorso originario. La remissione e la sua accettazione, infatti, costituiscono una causa di estinzione del reato prevista direttamente dalla legge.
La Suprema Corte, prendendo atto dell’accordo tra le parti, ha applicato l’articolo 152 del codice penale. Questa norma stabilisce che, nei delitti punibili a querela, la remissione estingue il reato. Di conseguenza, i giudici hanno annullato la sentenza di condanna senza rinvio, dichiarando che il reato non esiste più dal punto di vista giuridico. Questo significa che la vicenda processuale si è conclusa in modo definitivo.
Le Motivazioni della Sentenza
Le motivazioni della Corte sono state chiare e lineari. La sentenza impugnata doveva essere annullata non per un vizio intrinseco, ma perché il suo oggetto, ovvero il reato, si era estinto. L’intervento della remissione di querela ha reso superfluo analizzare se i motivi del ricorso fossero fondati o meno. La volontà delle parti di porre fine alla controversia ha prevalso, come previsto dalla legge per questa specifica categoria di reati.
Un aspetto importante riguarda le spese processuali. La Corte ha stabilito che le spese restano a carico del querelato (l’imputato), in conformità con l’articolo 340, comma 4, del codice di procedura penale, condannandolo al relativo pagamento.
Conclusioni
Questa sentenza evidenzia la potenza della remissione di querela come istituto deflattivo del contenzioso penale. Dimostra che, per i reati non perseguibili d’ufficio, la volontà della persona offesa è sovrana fino all’ultimo grado di giudizio. L’accordo tra le parti può determinare l’estinzione del reato e l’annullamento di una condanna, chiudendo definitivamente il caso. Ciò sottolinea l’importanza, per gli operatori del diritto, di considerare sempre le vie conciliative che la legge mette a disposizione per la risoluzione delle controversie penali.
Cosa succede se la querela viene ritirata durante un processo in Cassazione?
Se la remissione di querela viene presentata e accettata dall’imputato mentre il caso è pendente in Cassazione, la Corte annulla la sentenza di condanna senza rinvio, poiché il reato si considera estinto per legge.
Chi paga le spese del processo in caso di remissione della querela?
Secondo la sentenza, le spese processuali sono poste a carico del querelato, ovvero dell’imputato che ha accettato la remissione. La Corte lo condanna al pagamento di tali spese.
La Corte di Cassazione esamina comunque i motivi del ricorso dopo la remissione della querela?
No. L’estinzione del reato a seguito della remissione di querela è un evento che assorbe e supera ogni altra questione. La Corte, pertanto, non procede all’esame dei motivi di ricorso originari, in quanto sono diventati irrilevanti.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 45746 Anno 2023
Penale Sent. Sez. 7 Num. 45746 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 24/10/2023
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a CAMPOBASSO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 03/03/2023 della CORTE APPELLO di L’AQUILA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso di NOME COGNOME avverso la sentenza della Corte d’appello di L’aquila in data 3/3/2023, confermativa della sentenza del Tribunale di Vasto in data 16/12/2021;
rilevato che i motivi di ricorso contestano il vizio di violazione di legge in relazione all’art. 641 c.p. e la mancanza e manifesta illogicità della motivazione in relazione alla ritenuta recidiva ex art. 99 c.p.
considerato che successivamente è pervenuta remissione di querela da parte di NOME NOME in relazione al reato di cui all’art. 641 cod. pen., ritualmente accettata dall’imputato.
Ciò premesso, la sentenza va annullata senza rinvio, perché il reato si è estinto per remissione di querela, ai sensi dell’art. 152 cod.pen.
Le spese del procedimento restano a carico del querelato, ai sensi dell’art. 340, comma 4, cod.proc.pen..
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata, perché il reato è estinto per remissione di querela.Condanna l’imputato al pagamento delle spese processuali.
Così deciso in Roma, il 24/10/2023
Il Consigliere Estensore