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Remissione di querela e spese processuali

La Corte di Cassazione ha chiarito la corretta applicazione delle spese processuali in caso di remissione di querela. Sebbene la legge preveda ordinariamente che le spese siano a carico del querelato, l’esistenza di un accordo privato tra le parti per la compensazione prevale sulla regola generale. Nel caso analizzato, la Corte ha confermato la legittimità della compensazione delle spese poiché prevista espressamente in una scrittura privata tra le parti, rigettando l’istanza di correzione dell’errore materiale.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Remissione di querela: chi paga le spese processuali?

La remissione di querela rappresenta un momento cruciale nel procedimento penale, portando all’estinzione del reato. Tuttavia, un aspetto spesso sottovalutato riguarda la ripartizione delle spese legali e processuali sostenute fino a quel momento.

I fatti di causa

Il caso trae origine da una sentenza della Corte Suprema che aveva annullato senza rinvio una precedente condanna, dichiarando il reato estinto proprio per intervenuta remissione di querela. Nel dispositivo, la Corte aveva disposto la compensazione delle spese tra le parti. Successivamente, un tribunale territoriale ha sollevato un’istanza di correzione per errore materiale, sostenendo che, ai sensi del codice di procedura penale, le spese avrebbero dovuto essere poste interamente a carico del querelato.

La decisione della Cassazione sulla remissione di querela

La Suprema Corte ha rigettato l’istanza di correzione, confermando la validità della compensazione delle spese. Il punto centrale della controversia risiede nell’interpretazione dell’articolo 340 del codice di procedura penale. Se è vero che la norma stabilisce un onere a carico del querelato, la stessa legge fa salvo il caso in cui le parti abbiano convenuto diversamente.

L’importanza degli accordi privati

Nel corso del giudizio è emerso che le parti avevano sottoscritto una scrittura privata prima della formalizzazione della remissione. In tale documento, i soggetti coinvolti avevano esplicitamente concordato che le spese di giudizio sarebbero state compensate. Questo accordo, pur essendo un atto stragiudiziale, è stato considerato il presupposto logico e giuridico della successiva remissione.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sul principio di autonomia contrattuale applicato alla procedura penale per i reati perseguibili a querela. L’articolo 340, comma 4, c.p.p. non è una norma rigida, ma una disposizione suppletiva che interviene solo in assenza di una diversa volontà delle parti. Poiché nel caso di specie esisteva un patto chiaro sulla compensazione, la decisione di non addebitare le spese al solo querelato non costituisce un errore materiale, bensì la corretta applicazione della volontà negoziale dei soggetti coinvolti.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza ribadisce che la remissione di querela permette un ampio margine di manovra alle parti per definire anche gli aspetti economici del contenzioso. È fondamentale che ogni accordo relativo al ritiro della querela specifichi chiaramente come debbano essere ripartite le spese processuali, al fine di evitare interpretazioni automatiche della legge che potrebbero non rispecchiare gli intenti dei soggetti coinvolti. La compensazione delle spese è dunque pienamente legittima se concordata preventivamente.

Chi deve pagare le spese processuali se la querela viene rimessa?
In base alla regola generale, le spese sono a carico del querelato, ovvero della persona che era stata denunciata, a meno che non vi sia un accordo diverso tra le parti.

È possibile dividere le spese legali tra querelante e querelato?
Sì, le parti possono stipulare un accordo privato, come una scrittura privata, in cui decidono di compensare le spese, ovvero di dividerle o lasciarle a carico di chi le ha anticipate.

Cosa succede se l’accordo sulle spese non viene menzionato nel verbale di remissione?
Se esiste una scrittura privata che funge da presupposto alla remissione, la volontà delle parti in essa contenuta prevale sulla norma generale, rendendo valida la compensazione delle spese decisa dal giudice.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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