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Remissione di querela e Riforma Cartabia: il caso

La Corte di Cassazione annulla una condanna per truffa aggravata dalla recidiva. A seguito della Riforma Cartabia, il reato non è più procedibile d’ufficio in presenza di tale aggravante. Di conseguenza, l’intervenuta remissione di querela, accettata dall’imputato, ha estinto il reato, con applicazione retroattiva della legge più favorevole.

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Pubblicato il 18 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Remissione di Querela e Riforma Cartabia: Come Cambia il Processo per Truffa

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 43067/2023) offre un’importante chiarificazione sugli effetti della Riforma Cartabia in relazione al reato di truffa e alla remissione di querela. Il caso analizzato dimostra come le modifiche legislative possano avere un impatto retroattivo, portando all’estinzione di un reato anche in presenza di aggravanti un tempo ostative, come la recidiva reiterata.

I Fatti del Processo

Il caso ha origine da una condanna per il reato di truffa emessa dal Tribunale di Milano e successivamente confermata dalla Corte di Appello. A carico dell’imputato era stata riconosciuta la circostanza aggravante della recidiva reiterata e specifica, un fattore che, secondo la normativa previgente, avrebbe reso il reato perseguibile d’ufficio, impedendo l’efficacia di una eventuale remissione di querela da parte della persona offesa.

Durante il giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, la difesa ha presentato un atto di remissione di querela datato 24 gennaio 2023, prontamente accettato dall’imputato il 26 gennaio. Questo nuovo elemento ha cambiato radicalmente le sorti del procedimento.

La Remissione di Querela e l’Impatto della Riforma Cartabia

Il cuore della questione giuridica risiede nell’interpretazione degli effetti della cosiddetta Riforma Cartabia. In passato, la giurisprudenza, incluse le Sezioni Unite della Cassazione, riteneva che la recidiva qualificata rientrasse tra quelle circostanze aggravanti ad effetto speciale che trasformavano la procedibilità del reato di truffa da ‘a querela di parte’ a ‘d’ufficio’.

La Riforma Cartabia ha però espressamente escluso la recidiva da questo novero di aggravanti. Di conseguenza, anche una truffa commessa da un soggetto recidivo reiterato specifico rimane, oggi, un reato procedibile a querela.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’imputato, annullando la sentenza di condanna senza rinvio e dichiarando il reato estinto. La motivazione si fonda su un principio cardine del nostro ordinamento penale: il principio del favor rei, sancito dall’art. 2 del codice penale.

Questo principio stabilisce che, in caso di successione di leggi penali nel tempo, si applica la legge le cui disposizioni sono più favorevoli all’imputato. Poiché la Riforma Cartabia ha introdotto una disciplina più vantaggiosa, escludendo l’automatismo della procedibilità d’ufficio per la truffa aggravata da recidiva, tale norma deve essere applicata retroattivamente, anche se il reato è stato commesso prima della sua entrata in vigore.

La Corte ha quindi concluso che, essendo il reato di truffa nel caso specifico da considerarsi procedibile a querela, la remissione di querela validamente formalizzata e accettata ha prodotto il suo effetto estintivo. L’estinzione del reato ha comportato l’eliminazione delle statuizioni civili e la condanna dell’imputato al solo pagamento delle spese processuali.

Conclusioni

Questa sentenza consolida un importante orientamento interpretativo post-Riforma Cartabia. Essa chiarisce che la volontà del legislatore è stata quella di ampliare l’ambito dei reati per i quali la volontà della persona offesa è decisiva per la prosecuzione dell’azione penale. Per gli operatori del diritto e per i cittadini, ciò significa che l’istituto della remissione di querela assume un’importanza ancora maggiore come strumento di risoluzione alternativa delle controversie, anche in contesti che in passato avrebbero visto un’ineluttabile prosecuzione del procedimento penale.

Dopo la Riforma Cartabia, la recidiva reiterata rende il reato di truffa perseguibile d’ufficio?
No, la sentenza chiarisce che la recente Riforma Cartabia ha espressamente escluso la recidiva dalle circostanze aggravanti ad effetto speciale che determinano la perseguibilità d’ufficio del reato di truffa.

La remissione di querela può estinguere un reato di truffa commesso prima dell’entrata in vigore della Riforma Cartabia?
Sì. La Corte applica il principio dell’art. 2 del codice penale (favor rei), secondo cui la legge più favorevole all’imputato si applica retroattivamente anche ai fatti commessi in precedenza. Pertanto, la nuova disciplina sulla procedibilità a querela è applicabile.

Quali sono le conseguenze dell’estinzione del reato per remissione di querela decisa dalla Cassazione?
L’estinzione del reato comporta l’annullamento senza rinvio della sentenza di condanna, l’eliminazione delle statuizioni civili eventualmente presenti e la condanna dell’imputato (in qualità di querelato) al pagamento delle spese processuali.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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