Remissione di Querela: Come Annulla una Condanna
La remissione di querela rappresenta un istituto fondamentale del nostro ordinamento processuale penale, capace di incidere profondamente sull’esito di un giudizio. Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 25378/2024) ha ribadito la sua efficacia estintiva del reato, portando all’annullamento di una condanna per appropriazione indebita emessa in grado d’appello. Analizziamo come un accordo tra le parti possa determinare la fine di un procedimento penale anche nelle sue fasi più avanzate.
I Fatti del Caso: Dalla Condanna al Ricorso in Cassazione
La vicenda giudiziaria ha origine da una condanna emessa dalla Corte d’Appello di Palermo nei confronti di un individuo per il reato di appropriazione indebita continuata, previsto dagli articoli 81 e 646 del codice penale. L’imputato, ritenendo ingiusta la sentenza, ha proposto ricorso per Cassazione, l’ultimo grado di giudizio nel nostro sistema legale.
La Svolta Decisiva: La Remissione di Querela e il Risarcimento
L’elemento che ha cambiato radicalmente le sorti del processo è intervenuto proprio durante la pendenza del ricorso in Cassazione. Le persone offese dal reato hanno formalmente dichiarato di rimettere la querela, manifestando la loro volontà di non voler più procedere penalmente nei confronti dell’imputato. Questo atto è stato accompagnato da un’altra azione cruciale: l’imputato ha formalmente accettato la remissione e ha dichiarato di aver interamente risarcito il danno arrecato alle parti offese. Questo accordo tra le parti ha posto le basi per la decisione finale della Suprema Corte.
La Decisione della Cassazione basata sulla remissione di querela
La Corte di Cassazione, presa visione degli atti, ha accolto l’istanza congiunta delle parti. I giudici hanno constatato che la remissione della querela, unita all’accettazione da parte dell’imputato, costituisce una causa di estinzione del reato. Di conseguenza, la sentenza di condanna impugnata non poteva più sussistere.
Le Motivazioni della Corte
La Corte ha motivato la sua decisione sulla base di un principio chiaro: il reato di appropriazione indebita è procedibile a querela della persona offesa. Ciò significa che l’azione penale può essere iniziata e proseguita solo se la vittima lo richiede espressamente. Quando la vittima ritira la sua querela e l’imputato accetta tale ritiro, viene a mancare la condizione stessa per la prosecuzione del processo. Pertanto, la Corte non ha potuto fare altro che dichiarare l’estinzione del reato. La formula utilizzata è stata quella dell'”annullamento senza rinvio”, che indica una chiusura definitiva del caso, poiché non vi erano ulteriori questioni da discutere o accertare in un nuovo giudizio d’appello. La Corte ha tuttavia disposto che le spese processuali rimanessero a carico dell’imputato, come spesso accade in questi casi.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche
Questa sentenza conferma l’importanza degli istituti deflattivi del processo penale. La remissione di querela dimostra come la volontà delle parti possa prevalere sulla prosecuzione dell’azione penale per determinati reati. In pratica, anche dopo una condanna, è possibile raggiungere un accordo che estingua il reato, a condizione che la legge lo preveda (reati procedibili a querela) e che vi sia l’accettazione del querelato. Ciò sottolinea il valore del risarcimento del danno come strumento non solo riparatorio per la vittima, ma anche risolutivo per la posizione processuale dell’imputato.
Cosa succede se la vittima di un reato ritira la querela durante il processo?
Se il reato è procedibile a querela, il ritiro della stessa (remissione), qualora accettato dall’imputato, provoca l’estinzione del reato e la conseguente chiusura del procedimento penale con una sentenza di non doversi procedere.
Perché la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza ‘senza rinvio’?
La Corte ha annullato la sentenza senza rinvio perché la causa di estinzione del reato (la remissione della querela) era un fatto certo e incontrovertibile che non richiedeva ulteriori accertamenti da parte di un altro giudice. La decisione era quindi definitiva e ha concluso il processo.
Chi paga le spese del processo in caso di estinzione del reato per remissione di querela?
Nella sentenza in esame, la Corte di Cassazione ha stabilito che le spese processuali fossero a carico dell’imputato, nonostante l’estinzione del reato.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 25378 Anno 2024
Penale Sent. Sez. 7 Num. 25378 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 21/05/2024
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a MARSALA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 20/09/2023 della CORTE APPELLO di PALERMO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
NOME,NOME,
Letto il ricorso di NOME NOME, con il quale ha impugnato’ f della Corte di appello di Palermo del 20/09/2023, che lo ha condannato alla pena di giustizia per il delitto allo stesso ascritto (art. 81, 646 cod. pen.).
considerato che in data 17/05/2024 (presso il reparto della RAGIONE_SOCIALE di RAGIONE_SOCIALE COGNOME NOME, nata a RAGIONE_SOCIALE il DATA_NASCITA, e COGNOME NOME, nata a Modena il DATA_NASCITA (dinnanzi alla RAGIONE_SOCIALE) hanno dichiarato di rimettere la querela non intendendo procedere nei confronti di COGNOME NOME nell’ambito del procedimento odierno, per l’imputazione allo stesso ascritta;
atteso che l’odierno ricorrente ha formalmente accettato la remissione della querela in pari data ed ha dichiarato di avere interamente risarcito la persona offesa;
rilevato, pertanto, che la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio perché il reato è estinto per remissione di querela cori spese a carico del COGNOME.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per remissione della querela.
Condanna l’imputato al pagamento delle spese processuali.
Così deciso in Roma, il 21 maggio 2024
Il Consigliere Estensore
Il Presidente