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Remissione di querela: annullata la condanna

Un soggetto, condannato in appello per appropriazione indebita, ha visto la sua condanna annullata dalla Corte di Cassazione. La decisione è maturata a seguito della remissione di querela da parte delle persone offese, accettata dall’imputato che ha provveduto al risarcimento. La Corte ha quindi dichiarato l’estinzione del reato, annullando la sentenza senza rinvio e ponendo le spese processuali a carico dell’imputato.

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Pubblicato il 31 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Remissione di Querela: Come Annulla una Condanna

La remissione di querela rappresenta un istituto fondamentale del nostro ordinamento processuale penale, capace di incidere profondamente sull’esito di un giudizio. Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 25378/2024) ha ribadito la sua efficacia estintiva del reato, portando all’annullamento di una condanna per appropriazione indebita emessa in grado d’appello. Analizziamo come un accordo tra le parti possa determinare la fine di un procedimento penale anche nelle sue fasi più avanzate.

I Fatti del Caso: Dalla Condanna al Ricorso in Cassazione

La vicenda giudiziaria ha origine da una condanna emessa dalla Corte d’Appello di Palermo nei confronti di un individuo per il reato di appropriazione indebita continuata, previsto dagli articoli 81 e 646 del codice penale. L’imputato, ritenendo ingiusta la sentenza, ha proposto ricorso per Cassazione, l’ultimo grado di giudizio nel nostro sistema legale.

La Svolta Decisiva: La Remissione di Querela e il Risarcimento

L’elemento che ha cambiato radicalmente le sorti del processo è intervenuto proprio durante la pendenza del ricorso in Cassazione. Le persone offese dal reato hanno formalmente dichiarato di rimettere la querela, manifestando la loro volontà di non voler più procedere penalmente nei confronti dell’imputato. Questo atto è stato accompagnato da un’altra azione cruciale: l’imputato ha formalmente accettato la remissione e ha dichiarato di aver interamente risarcito il danno arrecato alle parti offese. Questo accordo tra le parti ha posto le basi per la decisione finale della Suprema Corte.

La Decisione della Cassazione basata sulla remissione di querela

La Corte di Cassazione, presa visione degli atti, ha accolto l’istanza congiunta delle parti. I giudici hanno constatato che la remissione della querela, unita all’accettazione da parte dell’imputato, costituisce una causa di estinzione del reato. Di conseguenza, la sentenza di condanna impugnata non poteva più sussistere.

Le Motivazioni della Corte

La Corte ha motivato la sua decisione sulla base di un principio chiaro: il reato di appropriazione indebita è procedibile a querela della persona offesa. Ciò significa che l’azione penale può essere iniziata e proseguita solo se la vittima lo richiede espressamente. Quando la vittima ritira la sua querela e l’imputato accetta tale ritiro, viene a mancare la condizione stessa per la prosecuzione del processo. Pertanto, la Corte non ha potuto fare altro che dichiarare l’estinzione del reato. La formula utilizzata è stata quella dell'”annullamento senza rinvio”, che indica una chiusura definitiva del caso, poiché non vi erano ulteriori questioni da discutere o accertare in un nuovo giudizio d’appello. La Corte ha tuttavia disposto che le spese processuali rimanessero a carico dell’imputato, come spesso accade in questi casi.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche

Questa sentenza conferma l’importanza degli istituti deflattivi del processo penale. La remissione di querela dimostra come la volontà delle parti possa prevalere sulla prosecuzione dell’azione penale per determinati reati. In pratica, anche dopo una condanna, è possibile raggiungere un accordo che estingua il reato, a condizione che la legge lo preveda (reati procedibili a querela) e che vi sia l’accettazione del querelato. Ciò sottolinea il valore del risarcimento del danno come strumento non solo riparatorio per la vittima, ma anche risolutivo per la posizione processuale dell’imputato.

Cosa succede se la vittima di un reato ritira la querela durante il processo?
Se il reato è procedibile a querela, il ritiro della stessa (remissione), qualora accettato dall’imputato, provoca l’estinzione del reato e la conseguente chiusura del procedimento penale con una sentenza di non doversi procedere.

Perché la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza ‘senza rinvio’?
La Corte ha annullato la sentenza senza rinvio perché la causa di estinzione del reato (la remissione della querela) era un fatto certo e incontrovertibile che non richiedeva ulteriori accertamenti da parte di un altro giudice. La decisione era quindi definitiva e ha concluso il processo.

Chi paga le spese del processo in caso di estinzione del reato per remissione di querela?
Nella sentenza in esame, la Corte di Cassazione ha stabilito che le spese processuali fossero a carico dell’imputato, nonostante l’estinzione del reato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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