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Remissione di querela: annullata condanna per truffa

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una condanna per truffa aggravata da recidiva qualificata a seguito dell’entrata in vigore della Riforma Cartabia. Poiché il reato è divenuto procedibile a querela, la sopravvenuta remissione di querela da parte della persona offesa, regolarmente accettata dall’imputato, ha comportato l’estinzione del reato e la caducazione della sentenza di merito.

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Pubblicato il 27 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Remissione di querela: annullata condanna per truffa

La remissione di querela si conferma uno strumento processuale determinante per la definizione dei procedimenti penali, specialmente alla luce delle recenti riforme legislative. La Corte di Cassazione, con una recente pronuncia, ha chiarito l’impatto delle nuove norme sulla procedibilità dei reati contro il patrimonio, stabilendo l’annullamento di una condanna precedentemente inflitta.

L’impatto della remissione di querela nel processo penale

Il caso trae origine da una condanna per concorso in truffa, aggravata dalla recidiva qualificata, confermata in secondo grado dalla Corte d’appello. Tuttavia, durante la pendenza del ricorso in Cassazione, il quadro normativo è mutato radicalmente. Con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 150/2022, noto come Riforma Cartabia, il regime di procedibilità per il reato di truffa è stato esteso alla querela di parte anche in presenza di determinate aggravanti.

Procedibilità e remissione di querela: cosa cambia

Nel corso del giudizio di legittimità, la persona offesa ha depositato un verbale di remissione della querela. Tale atto, essendo stato formalmente accettato dall’imputato, ha rimosso la condizione necessaria per la prosecuzione dell’azione penale. La Suprema Corte ha dovuto quindi prendere atto del venir meno dell’interesse punitivo dello Stato a fronte della volontà della vittima di non procedere oltre.

Le motivazioni

La decisione della Suprema Corte si fonda sull’applicazione immediata delle norme più favorevoli in tema di procedibilità. Poiché il reato di truffa, pur aggravato dalla recidiva, rientra ora tra le fattispecie punibili solo su istanza di parte, la mancanza di una querela valida (o la sua successiva revoca) impedisce la conferma della condanna. I giudici hanno rilevato che la remissione è intervenuta correttamente e che l’accettazione da parte dell’imputato è stata piena, integrando perfettamente i requisiti previsti dal codice penale per l’estinzione del reato. Non sussistendo più le condizioni per il mantenimento della sentenza, l’annullamento è divenuto un atto dovuto.

Le conclusioni

Il procedimento si è concluso con l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata. L’estinzione del reato per intervenuta remissione di querela prevale su ogni altra valutazione di merito, determinando la cessazione di ogni effetto penale della condanna. Sotto il profilo economico, la Corte ha disposto che le spese del procedimento siano poste a carico del querelato, ovvero l’imputato che ha beneficiato della remissione, in conformità con le norme vigenti che regolano la ripartizione dei costi processuali in caso di accordo tra le parti.

Cosa succede se la vittima ritira la querela per truffa durante il processo?
Se l’imputato accetta la remissione, il reato si estingue immediatamente e il giudice deve pronunciare una sentenza di proscioglimento, annullando eventuali condanne precedenti.

Quali sono gli effetti della Riforma Cartabia sulla truffa aggravata?
La riforma ha trasformato molti casi di truffa da procedibili d’ufficio a procedibili a querela, permettendo l’estinzione del reato tramite accordo tra le parti.

Chi deve pagare le spese processuali in caso di remissione della querela?
In assenza di un accordo diverso tra le parti, la legge prevede che le spese del procedimento siano a carico del soggetto che riceve la remissione, ovvero l’imputato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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