Remissione di Querela: Quando un Accordo Estingue il Reato
L’esito di un processo penale non è sempre una condanna o un’assoluzione. Esistono meccanismi procedurali che possono portare alla sua conclusione anticipata. La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ci offre un chiaro esempio di come la remissione di querela possa determinare l’estinzione del reato e l’annullamento di una condanna, anche nell’ultimo grado di giudizio. Questo caso, riguardante i reati di percosse e minacce, evidenzia l’importanza della volontà della persona offesa nei reati cosiddetti ‘perseguibili a querela di parte’.
I Fatti del Processo
Il percorso giudiziario ha origine da una condanna emessa dal Giudice di Pace di Roma nei confronti di un imputato per i reati di percosse e minacce. La decisione era stata successivamente confermata anche dal Tribunale di Roma in sede di appello. Non rassegnato, l’imputato proponeva ricorso per Cassazione, portando la vicenda all’attenzione della Suprema Corte. I reati contestati, per loro natura, rientrano in quella categoria per cui la legge richiede un’esplicita manifestazione di volontà della vittima per poter procedere penalmente.
La Svolta: La Remissione di Querela in Cassazione
Il colpo di scena si verifica proprio dinanzi alla Corte di Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, i difensori dell’imputato e della persona offesa depositano un atto fondamentale: un verbale di remissione di querela e la relativa accettazione, firmati dai rispettivi procuratori speciali. Questo atto formale, che rappresenta la volontà della vittima di ritirare l’accusa, cambia radicalmente le sorti del processo. La Corte, preso atto di questa nuova circostanza, non può che procedere a una valutazione delle sue conseguenze giuridiche.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Suprema Corte, verificata la validità della remissione e della sua accettazione, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Questa formula significa che la decisione è definitiva e il processo si conclude. La Corte ha dichiarato i reati estinti proprio a causa dell’intervenuta remissione della querela. Di conseguenza, la condanna precedentemente inflitta è stata cancellata. La Corte ha inoltre disposto che le spese processuali fossero a carico dell’imputato, come previsto dalla legge in assenza di un diverso accordo tra le parti.
Le Motivazioni
La motivazione della sentenza è lineare e si fonda su un principio cardine della procedura penale. I reati di percosse e minacce sono perseguibili a querela di parte. Ciò significa che lo Stato non può procedere d’ufficio, ma necessita dell’impulso della persona offesa. Se questa volontà viene meno attraverso la remissione, l’azione penale non può più proseguire. La remissione, infatti, estingue il reato. La Corte di Cassazione ha applicato questa regola, rilevando che la remissione costituisce una causa di estinzione del reato che può validamente intervenire in ogni stato e grado del procedimento, compreso il giudizio di legittimità. Per quanto riguarda le spese, la decisione si basa sull’art. 340, ultimo comma, del codice di procedura penale, che stabilisce come, in caso di remissione, le spese del procedimento siano a carico del querelato, salvo che nell’atto di remissione sia stato convenuto diversamente.
Le Conclusioni
Questa sentenza ribadisce un concetto fondamentale: nei reati perseguibili a querela, la volontà della persona offesa è sovrana. La remissione di querela è uno strumento che consente di porre fine a un contenzioso penale attraverso un accordo tra le parti, anche quando si è già giunti all’ultimo grado di giudizio. La decisione della Cassazione sottolinea come il sistema giuridico valorizzi le soluzioni conciliative, riconoscendo che, per certi illeciti, la riparazione del conflitto tra i privati è più importante della pretesa punitiva dello Stato. Per l’imputato, l’accettazione della remissione, pur comportando l’onere delle spese processuali, rappresenta la via per ottenere l’estinzione del reato e la cancellazione della condanna.
Cosa succede se la vittima ritira la querela durante il processo?
La remissione della querela, se accettata dal querelato, estingue il reato. Di conseguenza, il giudice deve pronunciare una sentenza di non doversi procedere, o, come in questo caso, annullare la condanna già emessa.
Chi paga le spese processuali in caso di remissione di querela?
Salvo diverso accordo tra le parti, le spese processuali sono poste a carico del querelato (l’imputato), come stabilito dall’articolo 340 del codice di procedura penale.
È possibile presentare una remissione di querela anche in Cassazione?
Sì, la sentenza dimostra che la remissione della querela è un atto che può essere validamente compiuto in ogni stato e grado del procedimento, incluso il giudizio di legittimità davanti alla Corte di Cassazione.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 4093 Anno 2026
Penale Sent. Sez. 7 Num. 4093 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 17/12/2025
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a ROMA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 26/06/2025 del TRIBUNALE di ROMA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
NUMERO_DOCUMENTO – Udienza del 17/12/2025 – Consigliere COGNOME
Considerato che NOME COGNOME ricorre avverso la sentenza emessa dal Tribunale di Roma, che ha confermato la sentenza di condanna pronunciata dal Giudice di Pace di Roma per i reati di percosse e minacce.
Rilevato che i difensori di imputato e persona offesa hanno depositato verbale di remissione di querela e accettazione a firma dei rispettivi procuratori speciali.
Rilevato che i reati sono perseguibili a querela di parte e che la remissione li estingue.
Considerato che non risulta un accordo diverso e che, quindi, le spese vanno poste a carico del querelato ex art. 340, u.c., cod. proc. pen.
P.Q.M
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché i reati sono estinti per remissione di querela. Condanna l’imputato al pagamento delle spese processuali. Così deciso il 17/12/2025.