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Remissione di querela: annullamento anche in Cassazione

La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per furto a seguito della remissione di querela. Anche se l’atto è intervenuto durante il ricorso per cassazione, la Suprema Corte ha stabilito che l’estinzione del reato prevale su altre cause di inammissibilità, purché il ricorso sia stato presentato tempestivamente. Le spese processuali sono state poste a carico del querelato.

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Pubblicato il 1 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Remissione di querela in Cassazione: estinzione del reato e annullamento della sentenza

La remissione di querela, se accettata dall’imputato, estingue il reato anche quando interviene in pendenza del ricorso per Cassazione. Questo principio fondamentale della procedura penale è stato ribadito dalla Suprema Corte con la sentenza n. 19505/2024, che ha annullato senza rinvio una condanna per furto. Vediamo nel dettaglio la vicenda processuale e le motivazioni giuridiche alla base della decisione.

I fatti del processo

Un individuo veniva condannato in primo e secondo grado per il delitto di furto, previsto dall’art. 624 del codice penale. L’imputato, tramite il suo difensore, presentava ricorso per Cassazione, lamentando una falsa applicazione della legge processuale.

Tuttavia, mentre il ricorso era pendente dinanzi alla Suprema Corte, accadeva un fatto nuovo e decisivo: la persona offesa dal reato decideva di rimettere la querela. L’imputato, a sua volta, accettava formalmente tale remissione. Questo accordo veniva verbalizzato dalla Polizia Giudiziaria, ponendo le basi per un epilogo diverso da quello che si prospettava.

La remissione di querela e i suoi effetti nel giudizio di legittimità

La questione centrale affrontata dalla Corte di Cassazione riguardava l’effetto di una remissione di querela intervenuta dopo la proposizione del ricorso. In casi come questo, il giudice di legittimità deve stabilire quale circostanza debba prevalere: l’eventuale inammissibilità del ricorso o la causa di estinzione del reato?

La Corte ha risolto il dubbio richiamando un consolidato orientamento delle Sezioni Unite. Secondo la giurisprudenza, la remissione della querela, ritualmente accettata, determina l’estinzione del reato. Questa causa estintiva prevale su eventuali motivi di inammissibilità del ricorso, a condizione che quest’ultimo sia stato proposto tempestivamente. In altre parole, se il ricorso non è tardivo, la volontà delle parti di porre fine alla controversia penale deve essere sempre riconosciuta, anche nell’ultimo grado di giudizio.

Le motivazioni della decisione

I giudici della Suprema Corte hanno applicato il principio affermato dalle Sezioni Unite nella celebre sentenza ‘Chiasserini’ (n. 24246/2004). Tale orientamento stabilisce che la causa di estinzione del reato, come la remissione di querela, deve essere rilevata e dichiarata dal giudice di legittimità.

Di conseguenza, la Corte ha proceduto all’annullamento senza rinvio della sentenza di condanna impugnata. Poiché il reato si è estinto per una scelta delle parti, non vi era più alcuna ragione per proseguire il giudizio. La Corte ha inoltre specificato che, in assenza di un diverso accordo tra le parti (deroga pattizia), le spese processuali devono essere poste a carico del querelato, come previsto dall’art. 340 del codice di procedura penale.

Conclusioni

La sentenza in esame conferma un principio di civiltà giuridica: la volontà della persona offesa di perdonare e la conseguente accettazione da parte dell’imputato possono chiudere definitivamente un procedimento penale in qualsiasi stato e grado, persino dinanzi alla Corte di Cassazione. Questa decisione sottolinea come l’istituto della remissione di querela rappresenti uno strumento efficace per la deflazione del contenzioso penale e per la ricomposizione dei conflitti, prevalendo anche su questioni di rito, purché il ricorso iniziale sia stato presentato nei termini di legge.

Una remissione di querela può estinguere il reato anche se avviene durante il ricorso in Cassazione?
Sì, la Corte di Cassazione ha stabilito che la remissione di querela, se ritualmente accettata, determina l’estinzione del reato e prevale su eventuali cause di inammissibilità del ricorso, a patto che questo sia stato proposto tempestivamente.

Cosa succede alla sentenza di condanna se il reato si estingue per remissione della querela?
La sentenza di condanna viene annullata senza rinvio. Ciò significa che la decisione viene cancellata in modo definitivo, estinguendo il reato e chiudendo il procedimento.

Chi paga le spese processuali in caso di estinzione del reato per remissione di querela in Cassazione?
In assenza di un diverso accordo tra le parti, le spese processuali sono poste a carico del querelato (l’imputato che ha accettato la remissione), come previsto dall’art. 340 del codice di procedura penale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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