Remissione di Querela: Quando l’Accordo tra le Parti Annulla la Sentenza di Condanna
Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 28890/2024) offre un importante chiarimento sul valore della remissione di querela nel processo penale. Anche se intervenuta dopo una sentenza di condanna nei gradi di merito, questo atto può portare all’estinzione del reato e all’annullamento della decisione. Vediamo come questo principio si è applicato a un caso concreto, fornendo una via d’uscita processuale basata sulla volontà conciliativa delle parti.
I Fatti del Processo
La vicenda giudiziaria ha origine da un conflitto tra due individui, sfociato in reciproche accuse. Il Giudice di Pace aveva condannato un soggetto per il reato di lesioni personali e l’altro per percosse. La sentenza era stata successivamente confermata in secondo grado dal Tribunale di Pescara.
Contro questa decisione, entrambi gli imputati hanno deciso di rivolgersi alla Corte di Cassazione. Il loro ricorso non contestava il merito della vicenda, ma si basava su un unico e decisivo motivo: l’avvenuta remissione reciproca delle querele.
Il Ricorso in Cassazione e il ruolo della remissione di querela
Il punto centrale del caso risiede nella tempistica della conciliazione. La remissione delle querele e la relativa accettazione sono state formalizzate il 13 ottobre 2023, ovvero dopo la pronuncia della sentenza di secondo grado ma prima della scadenza del termine per presentare ricorso in Cassazione.
Gli imputati hanno quindi proposto ricorso al solo fine di introdurre nel processo questo nuovo elemento. La Suprema Corte ha ritenuto tale approccio pienamente ammissibile, richiamando un principio di diritto consolidato.
L’Applicazione del Principio di Diritto
La Corte ha fatto riferimento a una propria precedente pronuncia (Sez. 4, n. 49226/2016), secondo cui è ammissibile il ricorso per cassazione proposto anche al solo scopo di far valere una remissione di querela ritualmente accettata. La condizione è che tale atto sia intervenuto dopo la sentenza impugnata e prima della scadenza del termine per l’impugnazione.
Di conseguenza, avendo verificato che la remissione e l’accettazione erano state formalizzate correttamente davanti alla Polizia Giudiziaria, i giudici hanno dovuto prendere atto della sopravvenuta causa di estinzione dei reati.
La Questione delle Spese Processuali
Un ultimo aspetto affrontato dalla Corte riguarda la ripartizione delle spese processuali. In base all’articolo 340 del codice di procedura penale, in caso di estinzione del reato per remissione di querela, le spese del procedimento sono a carico del querelato (cioè dell’imputato), a meno che le parti non abbiano stabilito diversamente nel loro accordo (la cosiddetta ‘deroga pattizia’).
Poiché in questo caso non risultava alcun accordo specifico sulle spese, la Corte ha posto i costi del procedimento a carico di entrambi gli imputati, in qualità di querelati reciproci.
Le Motivazioni
La motivazione della Corte di Cassazione si fonda sulla necessità di dare prevalenza alla volontà delle parti quando la legge lo consente. I reati di lesioni e percosse, in questo specifico contesto, sono procedibili a querela di parte. Ciò significa che lo Stato affida alla persona offesa la decisione se avviare o meno l’azione penale. Coerentemente, la stessa persona offesa ha il potere di porre fine al processo ritirando la querela. La Corte riconosce che questo potere non si esaurisce con la sentenza di condanna, ma persiste fino a quando la sentenza non diventa definitiva. L’ammissibilità del ricorso per far valere la remissione, anche come unico motivo, è un corollario logico di questo principio, volto a evitare la prosecuzione di un processo ormai privo del suo presupposto fondamentale: la volontà punitiva della vittima.
Le Conclusioni
La sentenza analizzata ribadisce un principio di grande rilevanza pratica: la conciliazione tra le parti ha un effetto risolutivo anche in una fase avanzata del processo penale. La remissione di querela rappresenta uno strumento che permette di estinguere il reato e annullare una condanna, a patto che sia formalizzata correttamente e tempestivamente. Questa decisione conferma che il ricorso in Cassazione può essere utilizzato efficacemente per introdurre nel giudizio atti che, pur essendo successivi alla decisione impugnata, sono idonei a definire il procedimento, favorendo così la deflazione processuale e la pacificazione sociale.
È possibile presentare ricorso in Cassazione solo per far valere una remissione di querela avvenuta dopo la sentenza di condanna?
Sì, la Corte di Cassazione ha confermato che il ricorso è ammissibile anche se proposto al solo fine di introdurre nel processo la remissione della querela, purché questa sia ritualmente accettata e sia intervenuta dopo la sentenza impugnata ma prima della scadenza del termine per presentare l’impugnazione.
Cosa succede al reato quando interviene una remissione di querela accettata?
Il reato si estingue. La remissione della querela, quando accettata dalla controparte, costituisce una causa di estinzione del reato che obbliga il giudice a dichiararlo e ad annullare la sentenza di condanna.
Chi paga le spese processuali in caso di estinzione del reato per remissione di querela?
Le spese processuali sono a carico del querelato (la persona contro cui era stata sporta la querela), a meno che le parti non abbiano raggiunto un accordo diverso. In questo caso, essendo la remissione reciproca, le spese sono state poste a carico di entrambi gli imputati.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 28890 Anno 2024
Penale Sent. Sez. 7 Num. 28890 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 03/07/2024
SENTENZA
sui ricorsi proposti da: COGNOME NOME nato a ATRI il DATA_NASCITA COGNOME NOME nato a PENNE il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 17/05/2023 del TRIBUNALE di PESCARA
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Con l’impugnata sentenza il Tribunale di Pescara, in qualità di giudice di secondo grado ha confermato la pronunzia di condanna del Giudice di Pace di Penne pronunciata per il delitto di lesioni personali nei confronti di NOME COGNOME e di percosse nei confronti di NOME COGNOME.
Avverso detta sentenza hanno proposto ricorso per cassazione gli imputati, con distinti atti sottoscritti dai rispettivi difensori di fiducia, articolando un un motivo comune ad entrambi con cui è stata dedotta l’estinzione dei reati per intervenuta remissione reciproca delle querele.
Ritenuto che va fatta applicazione del principio di diritto secondo cui è ammissibile il ricorso per cassazione proposto anche al solo fine di introdurre nel processo la remissione della querela, ritualmente accettata, intervenuta dopo la sentenza impugnata e prima della scadenza del termine per la presentazione dell’impugnazione (Sez. 4, n. 49226 del 19/10/2016, Bestente, Rv. 268625).
Rilevato che la remissione e l’accettazione sono state ritLalmente effettuate (contestualmente in data 13 ottobre 2023 dinanzi alla Sezione di Polizia Giudiziaria- Aliquota Guardia di Finanza, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pescara) e che, pertanto, si deve far luogo all’annullamento della sentenza impugnata per sopravvenuta estinzione dei reati rispettivamente loro ascritti.
In mancanza di deroga pattizia, le spese processuali sono da porre a carico dei querelati, come per legge (art. 340 cod. proc. pen.).
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché i reati sono estinti per remissione di querela. Pone le spese del procedimento a carico dei querelati.
Così deciso il 3 luglio 2024
Il GLYPH igliere estensore
Il Prègidente