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Remissione di querela: annulla la condanna in Cassazione

La Cassazione annulla una condanna per truffa a seguito di una remissione di querela. La Corte ha stabilito che la remissione, se accettata e avvenuta dopo la sentenza d’appello ma prima della scadenza per il ricorso, estingue il reato, prevalendo su altre questioni. L’imputato è stato condannato solo al pagamento delle spese processuali.

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Pubblicato il 23 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Remissione di Querela in Cassazione: Come Annullare una Condanna

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha riaffermato un principio cruciale nel diritto processuale penale: la remissione di querela, se interviene dopo la condanna in appello ma prima della scadenza dei termini per il ricorso, può portare all’annullamento della sentenza di condanna. Questo caso offre uno spunto fondamentale per comprendere come un atto di volontà tra le parti possa incidere in modo determinante sull’esito di un processo penale, anche nelle sue fasi più avanzate.

I Fatti del Caso

La vicenda processuale ha origine da una condanna per il reato di truffa (art. 640 c.p.) emessa dal Tribunale e successivamente confermata dalla Corte di Appello. L’imputato era stato condannato a una pena di un anno di reclusione e 500 euro di multa, oltre al risarcimento dei danni in favore della parte civile. Contro questa decisione, il difensore dell’imputato proponeva ricorso per cassazione.

L’Elemento Decisivo: l’Accordo tra le Parti

Ciò che ha cambiato le sorti del processo è accaduto dopo la pronuncia della sentenza d’appello. In data 14 luglio 2025, la persona offesa ha formalmente rimesso la querela precedentemente sporta. Due giorni dopo, il 16 luglio 2025, l’imputato, tramite il suo procuratore speciale, ha accettato tale remissione. Questo accordo è stato l’unico motivo posto alla base del ricorso alla Suprema Corte, con la richiesta di annullare la sentenza impugnata per estinzione del reato.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione sulla Remissione di Querela

La Corte Suprema ha accolto il ricorso, annullando la sentenza di condanna senza rinvio. La decisione si fonda su un consolidato orientamento giurisprudenziale, in particolare quello delle Sezioni Unite.

La Prevalenza dell’Estinzione del Reato

Il punto centrale della motivazione risiede nel principio secondo cui la remissione di querela, intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e ritualmente accettata, determina l’estinzione del reato. Questa causa estintiva prevale su eventuali altre questioni, comprese le possibili cause di inammissibilità del ricorso stesso. L’unica condizione è che il ricorso sia stato presentato tempestivamente, cioè entro i termini di legge, come avvenuto nel caso di specie.

La Corte ha specificato che è ammissibile un ricorso proposto al solo fine di far valere l’intervenuta remissione, purché questa sia avvenuta dopo la sentenza di secondo grado e prima della scadenza del termine per l’impugnazione. Poiché nel caso esaminato le formalità previste dagli articoli 339 e 340 del codice di procedura penale erano state rispettate, il reato (procedibile a querela) doveva considerarsi estinto ai sensi dell’art. 152 del codice penale.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Sentenza

La sentenza in esame ha conseguenze pratiche molto rilevanti. In primo luogo, conferma che la volontà delle parti (querelante e querelato) può risolvere una controversia penale anche quando si è già giunti a una sentenza di condanna in appello. Questo apre la porta a possibili accordi risarcitori e conciliativi fino a una fase avanzata del procedimento.

In secondo luogo, viene chiarito che, anche in assenza di altri motivi di ricorso, la sola remissione di querela è sufficiente per adire la Corte di Cassazione e ottenere l’annullamento della condanna. Infine, una conseguenza non trascurabile riguarda le spese processuali: in assenza di un accordo diverso tra le parti contenuto nell’atto di remissione, l’imputato, pur vedendo annullata la condanna, è tenuto al pagamento delle spese del procedimento, come previsto dall’art. 340, comma 4, del codice di procedura penale. La Corte ha infatti condannato l’imputato al pagamento delle spese processuali, non essendo emersi elementi per un proscioglimento nel merito ai sensi dell’art. 129 c.p.p.

È possibile estinguere un reato tramite remissione di querela dopo essere stati condannati in Appello?
Sì, la sentenza stabilisce che una remissione di querela, ritualmente accettata, intervenuta dopo la sentenza di appello ma prima della scadenza del termine per presentare ricorso per cassazione, è valida e determina l’estinzione del reato.

Cosa succede se il ricorso per cassazione presenta motivi di inammissibilità ma c’è stata una remissione di querela?
Secondo la Corte, l’estinzione del reato per remissione di querela prevale su eventuali cause di inammissibilità del ricorso, a condizione che il ricorso stesso sia stato presentato tempestivamente entro i termini di legge.

Chi paga le spese processuali in caso di remissione della querela in Cassazione?
In base all’art. 340, comma 4, cod. proc. pen., se l’atto di remissione non prevede un accordo diverso, l’imputato viene condannato al pagamento delle spese del procedimento, anche se la sentenza di condanna viene annullata.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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