Remissione della Querela: Come Annullare una Condanna in Cassazione
La remissione della querela rappresenta un istituto fondamentale del nostro ordinamento che consente di porre fine a un procedimento penale. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito con forza il suo valore, anche quando interviene nella fase più avanzata del processo, ovvero davanti alla Suprema Corte. Vediamo come questo meccanismo ha portato all’annullamento di una condanna per furto, offrendo un’importante lezione sulle dinamiche processuali.
I Fatti del Processo
Il caso trae origine da una condanna per il reato di furto emessa dal Tribunale e successivamente confermata dalla Corte d’Appello. Due individui erano stati ritenuti responsabili di aver commesso un furto ai danni di un esercizio commerciale. Ritenendo ingiusta la decisione, gli imputati avevano proposto ricorso per Cassazione, l’ultimo grado di giudizio previsto.
Proprio durante la pendenza del ricorso davanti alla Suprema Corte, è avvenuto il fatto decisivo: la parte offesa, ovvero l’esercizio commerciale danneggiato, ha deciso di rimettere la querela, e gli imputati hanno formalmente accettato tale remissione. Questo atto di volontà ha cambiato radicalmente le sorti del procedimento.
L’Impatto della Remissione della Querela in Cassazione
L’intervento della remissione della querela in questa fase processuale solleva una questione cruciale: può un accordo tra le parti vanificare l’intero percorso giudiziario precedente? La risposta della Corte di Cassazione è stata netta e affermativa.
La Corte ha rilevato che la remissione, ritualmente formalizzata e accettata, produce l’effetto di estinguere il reato ai sensi dell’art. 152 del codice penale. Questo principio, secondo gli Ermellini, ha una forza tale da prevalere su eventuali altre questioni, comprese le possibili cause di inammissibilità del ricorso stesso. L’unica condizione è che il ricorso sia stato presentato tempestivamente.
La Condanna al Pagamento delle Spese
Un aspetto importante da sottolineare riguarda le spese processuali. Nonostante l’annullamento della condanna, la Corte ha disposto che le spese del procedimento rimanessero a carico degli imputati. Questa decisione si fonda sull’articolo 340, comma 4, del codice di procedura penale, il quale prevede che, in caso di remissione, le spese siano a carico del querelato, a meno che le parti non abbiano stabilito un accordo diverso. In questo caso, non risultava alcun patto contrario.
Le Motivazioni della Corte
La Suprema Corte ha fondato la propria decisione su un orientamento giurisprudenziale consolidato. Citando importanti precedenti, anche delle Sezioni Unite, ha ribadito che la causa di estinzione del reato, come la remissione della querela, deve essere immediatamente dichiarata dal giudice. L’analisi del merito del ricorso o di eventuali profili di inammissibilità diventa superflua, poiché l’azione penale stessa ha perso il suo presupposto.
I giudici hanno chiarito che, una volta accertata l’estinzione del reato e in assenza di evidenti cause di proscioglimento più favorevoli per l’imputato (come previsto dall’art. 129 c.p.p.), il giudice di legittimità non può fare altro che prenderne atto e annullare la sentenza impugnata senza rinvio. La volontà delle parti, in questo specifico contesto, assume un ruolo preponderante, chiudendo definitivamente la vicenda penale.
Le Conclusioni
Questa sentenza offre due importanti spunti di riflessione. In primo luogo, conferma la centralità e l’efficacia della remissione della querela come strumento di deflazione processuale e di composizione dei conflitti, valido fino all’ultimo grado di giudizio. In secondo luogo, chiarisce che l’estinzione del reato per questa via non cancella le spese processuali, che, salvo diverso accordo, ricadono sugli imputati. Si tratta di un principio che bilancia la volontà conciliativa delle parti con l’esigenza di coprire i costi generati dall’attività giudiziaria fino a quel momento.
Cosa succede se la vittima ritira la querela mentre il processo è in Cassazione?
La Corte di Cassazione dichiara l’estinzione del reato e annulla la sentenza di condanna senza rinvio, ponendo fine al procedimento penale.
La remissione della querela ha effetto anche se il ricorso in Cassazione potrebbe essere inammissibile?
Sì, la sentenza chiarisce che la causa estintiva del reato prevale su eventuali cause di inammissibilità del ricorso, a condizione che quest’ultimo sia stato proposto tempestivamente.
In caso di estinzione del reato per remissione della querela, chi paga le spese processuali?
Le spese del procedimento restano a carico degli imputati (querelati), a meno che non sia stato raggiunto un diverso accordo tra le parti in merito alla loro ripartizione.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 38115 Anno 2025
Penale Sent. Sez. 7 Num. 38115 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 11/11/2025
SENTENZA
sui ricorsi proposti da: COGNOME nato il DATA_NASCITA COGNOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 13/03/2025 della CORTE APPELLO di ANCONA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
rilevato che NOME COGNOME e NOME ricorrono, con motivi in larga parte comuni, avverso la sentenza emessa dalla Corte di appello di Ancona in data 13 marzo 2025, di conferma della sentenza emessa dal Tribunale di Macerata in data 29 novembre 2023, con la quale sono stati ritenuti responsabili del reato di furto, commesso in danno dell’RAGIONE_SOCIALE commerciale RAGIONE_SOCIALE di Macerata;
letta la memoria depositata;
rilevata in atti l’intervenuta remissione della querela e la successiva accettazione dei ricorrenti querelati, e che, pertanto, il reato per cui si procede è estinto ex art. 152 cod. pen., non emergendo, da un’analisi delle sentenze di merito, elementi perché si debba pronunciare una sentenza di proscioglimento ex art. 129 cod. proc. pen.;
considerato, infatti, che la remissione di querela, intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e ritualmente accettata, determina l’estinzione del reato che prevale su eventuali cause di inammissibilità e va rilevata e dichiarata dal giudice di legittimità, purché il ricorso sia stato tempestivamente proposto (cfr., Sez. U, n. 24246 del 25/02/2004, COGNOME, Rv. 227681 – 01; Sez. 4, n. 33392 del 08/06/2023, COGNOME, Rv. 285103 – 01; Sez. 4, n. 45594 del 11/11/2021, COGNOME, Rv. 282301 01; Sez. 3, n. 9154 del 17/12/2020, dep. 2021, Durante, Rv. 281326 – 01);
rilevato che, ai sensi dell’art. 340, comma 4, cod. proc. pen., le spese del procedimento restano a carico dei querelati, non avendo le parti diversamente convenuto;
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata, perché il reato è estinto per remissione della querela. Condanna gli imputati al pagamento in solido delle spese processuali.
identè’
Il Consi e estensore
Così deciso in Roma, il 11 novembre 2025
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