Recidiva Reiterata: la Cassazione Conferma i Criteri Applicativi
L’istituto della recidiva reiterata rappresenta uno degli aspetti più delicati del diritto penale, incidendo direttamente sulla determinazione della pena. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione offre un’importante occasione per fare chiarezza sui presupposti necessari alla sua applicazione, confermando un principio fondamentale stabilito dalle Sezioni Unite. Analizziamo insieme la vicenda processuale e la decisione dei giudici di legittimità.
I Fatti del Caso
Un imputato, già condannato in primo e secondo grado per il reato di false dichiarazioni sulla propria identità, proponeva ricorso per Cassazione. La sua difesa si concentrava su un unico punto: la contestazione della corretta applicazione dell’aggravante della recidiva reiterata, ritenuta dalla Corte d’Appello.
La Tesi Difensiva e il Motivo del Ricorso
Il ricorrente lamentava una violazione di legge e un vizio di motivazione da parte della Corte d’Appello in merito alla mancata disapplicazione della recidiva reiterata. Secondo la difesa, non sussistevano i presupposti per ritenere l’imputato un recidivo reiterato, contestando il percorso logico-giuridico seguito dai giudici di merito.
La Decisione della Cassazione e le Motivazioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e, di conseguenza, inammissibile. La motivazione della Corte si articola su due pilastri fondamentali.
Il Principio delle Sezioni Unite sulla recidiva reiterata
In primo luogo, i giudici supremi hanno ribadito che la Corte d’Appello aveva correttamente giustificato l’applicazione dell’aggravante ai sensi dell’art. 99, comma 4, del codice penale. La decisione di merito aveva tracciato in modo adeguato la ‘continuità’ tra i precedenti penali e il reato sub iudice, evidenziando la maggiore pericolosità sociale dell’imputato.
La Corte ha poi richiamato un principio di diritto cruciale, sancito dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 32318 del 2023. Secondo tale pronuncia, ai fini dell’applicazione della recidiva reiterata, è sufficiente che, al momento della commissione del nuovo reato, l’imputato risulti gravato da più sentenze definitive per reati commessi in precedenza. Non è, invece, necessaria una previa e formale dichiarazione di recidiva semplice in una delle precedenti sentenze. Questo chiarisce che la condizione di recidivo reiterato dipende dalla storia criminale complessiva dell’individuo e non da una precedente qualificazione formale.
La Discrepanza nel Certificato Penale
Un ulteriore elemento a sostegno della decisione è emerso dall’analisi dei certificati penali. Quello allegato dal ricorrente, che riportava un solo precedente per due reati contravvenzionali, risultava difforme da quello presente agli atti del processo. Quest’ultimo, infatti, annotava, oltre alle contravvenzioni, anche altre tre condanne per delitti, tutti commessi prima del fatto per cui si procedeva. Questa discrepanza ha ulteriormente rafforzato la valutazione sulla pericolosità del soggetto e sulla correttezza dell’applicazione dell’aggravante.
Conclusioni
L’ordinanza in esame consolida un orientamento giurisprudenziale di massima importanza. La recidiva reiterata non è un mero automatismo, ma richiede una valutazione motivata da parte del giudice sulla pericolosità sociale del reo, basata sulla sua intera storia criminale documentata da sentenze definitive. La decisione chiarisce che la sua applicazione non è subordinata a precedenti dichiarazioni formali, ma alla sostanza dei precedenti penali. Per il ricorrente, la dichiarazione di inammissibilità ha comportato la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, confermando la definitività della condanna.
È necessaria una precedente dichiarazione di recidiva semplice per applicare la recidiva reiterata?
No, la Corte di Cassazione, richiamando una sentenza delle Sezioni Unite, ha stabilito che non è necessaria una previa dichiarazione di recidiva semplice. È sufficiente che al momento del nuovo reato, l’imputato sia gravato da più sentenze definitive per reati precedentemente commessi.
Cosa deve valutare il giudice per applicare la recidiva reiterata?
Il giudice deve valutare e motivare adeguatamente la maggiore pericolosità sociale dell’imputato, che emerge dalla continuità tra i reati precedenti e quello in giudizio, basandosi sulle condanne definitive già riportate.
Quali sono le conseguenze di un ricorso giudicato manifestamente infondato?
Quando un ricorso è ritenuto manifestamente infondato, viene dichiarato inammissibile. Ciò comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 15362 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 15362 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 27/03/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a SESTO SAN GIOVANNI il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 10/02/2023 della CORTE APPELLO di BARI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
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RG 93/24
Rilevato che l’imputato COGNOME NOME ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di Bari che ha confermato la sentenza del Tribunale di Foggia di condanna per il reato di fals dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri;
Letta la memoria dell’AVV_NOTAIO, per il ricorrente, che ha insistito l’accoglimento del ricorso, sviluppando, tuttavia, argomentazioni che non incidono sull considerazioni di seguito sviluppate;
Rilevato che l’unico motivo del ricorso – con cui il ricorrente lamenta violazione di le e vizio di motivazione quanto alla mancata disapplicazione della recidiva reiterata manifestamente infondato poiché la Corte di Appello ha adeguatamente giustificato l’applicazione della recidiva ex art. 99 comma 4 cod. pen. – tracciando la continuità tra precedenti e il reato sub iudice e non occorreva, per ritenerla reiterata, una precedente dichiarazione di recidiva; a quest’ultimo riguardo, giova segnalare che, prima del presentazione del ricorso, le Sezioni Unite di questa Corte avevano sancito il principio second cui, ai fini della applicazione della recidiva reiterata, è sufficiente che, al momento consumazione del reato, l’imputato risulti gravato da più sentenze definitive per re precedentemente commessi ed espressivi di una maggiore pericolosità sociale, oggetto di specifica ed adeguata motivazione, senza la necessità di una previa dichiarazione di recidiva semplice (Sez. U, Sentenza n. 32318 del 30/03/2023, COGNOME, Rv. 284878);
Rilevato che il certificato penale allegato al ricorso – ove è annotato un sol precedente per due reati contravvenzionali – risulta difforme da quello in atti ove son annotate, oltre alla condanna per le due contravvenzioni di cui sopra, anche altre tre condanne per delitti, tutti commessi anteriormente al fatto per cui si procede;
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma, 27 marzo 2024.