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Recidiva guida senza patente: la Cassazione chiarisce

Un automobilista ha impugnato una condanna per guida senza patente con recidiva, contestando la prova del precedente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che per la recidiva guida senza patente, il termine di due anni decorre dalla data in cui la precedente sentenza è diventata definitiva (passaggio in giudicato), non dalla data di commissione del primo illecito. La condanna è stata quindi confermata.

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Pubblicato il 28 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Recidiva guida senza patente: la data che conta è quella della condanna definitiva

L’ordinanza n. 24241 del 2024 della Corte di Cassazione offre un chiarimento cruciale sulla recidiva guida senza patente, un’ipotesi di reato che può avere conseguenze significative. La Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale per il calcolo del biennio: non conta quando è stato commesso il primo reato, ma quando la relativa condanna è diventata irrevocabile. Analizziamo insieme questa decisione per comprenderne la portata.

I Fatti del Caso

Un conducente veniva condannato dalla Corte d’Appello per il reato di guida senza patente, aggravato dalla recidiva nel biennio. Egli decideva di presentare ricorso per cassazione, sostenendo un vizio di violazione di legge. Secondo la sua difesa, l’accusa non aveva fornito la prova che l’accertamento della precedente violazione fosse diventato definitivo, un elemento essenziale per poter contestare la recidiva.

La questione sulla recidiva guida senza patente: quale data considerare?

Il nodo centrale della controversia era stabilire il momento esatto da cui far decorrere il biennio per la configurazione della recidiva. Il ricorrente suggeriva implicitamente che la mancanza di prova sulla definitività della prima violazione rendesse illegittima l’applicazione dell’aggravante. La questione giuridica sottoposta alla Corte era quindi: ai fini della recidiva guida senza patente, rileva la data di commissione del precedente reato o la data in cui la sentenza per quel reato è passata in giudicato?

Le motivazioni della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarandolo manifestamente infondato e inammissibile. I giudici hanno chiarito, richiamando un orientamento consolidato, che il momento determinante per calcolare il biennio è la data del passaggio in giudicato della sentenza relativa al primo reato.

Nel caso specifico, la precedente condanna, emessa con un decreto penale dal GIP del Tribunale di Ascoli Piceno, era divenuta irrevocabile il 4 luglio 2017. Il nuovo illecito era stato commesso il 4 ottobre 2018. Poiché il nuovo fatto era avvenuto entro i due anni successivi alla data in cui la prima condanna era diventata definitiva, la Corte ha concluso che l’aggravante della recidiva era stata correttamente applicata dalla Corte d’Appello. La Corte ha sottolineato come questo principio sia stato più volte ribadito dalla giurisprudenza di legittimità, rendendo la doglianza del ricorrente del tutto priva di fondamento.

Le conclusioni: implicazioni pratiche

La decisione in esame consolida un principio di certezza del diritto. Per chiunque sia stato condannato per guida senza patente, è fondamentale sapere che il ‘contatore’ per la recidiva non parte dal giorno in cui si è commesso il primo illecito, ma dal giorno in cui quella condanna è diventata inattaccabile.

L’esito del ricorso, dichiarato inammissibile, ha comportato per il ricorrente non solo la conferma della condanna, ma anche l’obbligo di pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro alla Cassa delle Ammende. Questo sottolinea la severità con cui l’ordinamento tratta i ricorsi palesemente infondati, che mirano a contestare principi giuridici ormai solidificati. La sentenza, quindi, serve da monito: la configurazione della recidiva guida senza patente si basa su criteri temporali precisi e non lascia spazio a interpretazioni alternative.

Per configurare la recidiva nella guida senza patente, quale data è rilevante per il calcolo del biennio?
La data rilevante è quella del passaggio in giudicato della sentenza relativa al reato precedente, cioè quando la condanna è diventata definitiva e non più impugnabile, e non la data in cui è stato commesso il primo illecito.

Cosa comporta la dichiarazione di inammissibilità di un ricorso in Cassazione?
Quando un ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende, come stabilito dall’art. 616 del codice di procedura penale.

Un decreto penale di condanna può essere considerato una condanna precedente ai fini della recidiva?
Sì, una volta che un decreto penale di condanna diventa irrevocabile, esso costituisce a tutti gli effetti un precedente penale valido per configurare l’aggravante della recidiva in caso di commissione di un nuovo reato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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