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Recidiva: furto in abitazione e ricorso generico, esito fatale

Un Individuo è stato condannato per furto in abitazione. Ha presentato ricorso in Cassazione contestando il riconoscimento della Recidiva, ovvero l’aggravamento della pena per aver commesso il reato dopo precedenti condanne definitive. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto le motivazioni generiche e non sufficientemente critiche rispetto alle numerose condanne precedenti dell’Individuo per reati simili, l’ultima delle quali era divenuta irrevocabile poco prima del nuovo furto. L’Individuo dovrà pagare le spese processuali e una somma di 4.000 euro alla Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 31847 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 31847/2022)

Quando la recidiva non ammette scuse: il caso del furto in abitazione

La Recidiva è un concetto fondamentale nel diritto penale italiano. Essa si verifica quando una persona, già condannata in via definitiva per un reato, ne commette un altro. Questo comportamento può portare a un aumento della pena. La recente ordinanza della Corte di Cassazione, che analizziamo oggi, offre un esempio chiaro di come la giustizia valuti la contestazione della Recidiva, specialmente in casi di furto in abitazione. Questo caso specifico sottolinea l’importanza di presentare ricorsi ben argomentati e non generici.

Il fatto: un furto in abitazione e la contestazione della recidiva

Un Individuo ha ricevuto una condanna per il reato di furto in abitazione. Questo reato, commesso nel maggio del 2018, lo ha visto coinvolto in un’azione di sottrazione di beni all’interno di un’abitazione altrui. La condanna è stata confermata anche dalla Corte d’Appello. L’Individuo ha deciso di non accettare questa decisione e ha presentato un ricorso alla Corte di Cassazione.

Il punto centrale del suo ricorso non riguardava la colpevolezza per il furto in sé. Piuttosto, l’Individuo contestava il riconoscimento della Recidiva. Egli riteneva che l’applicazione di questa aggravante fosse ingiusta o mal motivata. La Recidiva, ricordiamo, è una circostanza che aggrava la pena se il reo ha già commesso altri reati in passato.

La natura della recidiva nel diritto penale

La Recidiva non è una semplice somma di condanne. Essa riflette una maggiore pericolosità sociale del soggetto che, nonostante una precedente esperienza giudiziaria, non si è astenuto dal commettere nuovi illeciti. Il legislatore prevede diverse forme di Recidiva, a seconda della gravità e della tipologia dei reati commessi. Riconoscere la Recidiva significa applicare un aumento della pena base prevista per il reato. Questo meccanismo mira a scoraggiare la reiterazione dei crimini e a punire con maggiore severità chi dimostra una persistente inclinazione a delinquere.

Perché il ricorso sulla recidiva è stato respinto

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente il ricorso presentato dall’Individuo. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto che l’unico motivo di ricorso fosse “generico”. Questo significa che le argomentazioni presentate non erano sufficientemente specifiche o non si confrontavano criticamente con le motivazioni della sentenza di appello. L’Individuo ha proposto una contestazione astratta. Non ha considerato la natura e le caratteristiche dei suoi precedenti penali.

In particolare, l’Individuo aveva già riportato numerose condanne per reati di furto. L’ultima di queste condanne era diventata definitiva solo pochi giorni prima del nuovo furto in abitazione oggetto del processo. Questa circostanza ha rafforzato la decisione della Corte. La Cassazione ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile.

Le motivazioni: la genericità del ricorso sulla recidiva

La Corte ha motivato la sua decisione sottolineando la mancanza di specificità nel ricorso. L’Individuo ha contestato la Recidiva senza fornire elementi concreti che potessero mettere in discussione il suo riconoscimento. Un ricorso in Cassazione deve indicare in modo preciso quali errori di diritto o vizi logici la sentenza impugnata contiene. Non basta esprimere un disaccordo generico. La Corte ha evidenziato che l’Individuo non ha saputo confrontarsi con la realtà delle sue precedenti condanne. Queste condanne dimostravano una chiara e ripetuta propensione al furto. La genericità delle argomentazioni ha impedito un esame nel merito della questione.

Le conclusioni: l’inammissibilità e le sue conseguenze

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questo significa che il ricorso non è stato nemmeno esaminato nel merito. La decisione della Corte d’Appello, che aveva confermato la condanna per furto in abitazione e l’applicazione della Recidiva, è diventata definitiva. Di conseguenza, l’Individuo è stato condannato a pagare le spese processuali. Inoltre, dovrà versare una somma di 4.000 euro a favore della Cassa delle ammende. Questa somma rappresenta una sanzione pecuniaria aggiuntiva per aver presentato un ricorso ritenuto infondato e generico.

Cosa significa che un ricorso è dichiarato inammissibile?
Significa che il ricorso non rispetta i requisiti di legge e non viene esaminato nel merito. La decisione del giudice precedente diventa definitiva.

La recidiva aumenta sempre la pena?
Sì, la recidiva è una circostanza aggravante che comporta un aumento della pena base prevista per il reato, in quanto indica una maggiore pericolosità sociale del reo.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile in Cassazione?
Oltre alla conferma della sentenza impugnata, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e spesso anche a una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Recidiva
Si verifica quando una persona commette un nuovo reato dopo essere già stata condannata con sentenza definitiva per un reato precedente. Questo può comportare un aumento della pena.
Furto in abitazione
È il reato di rubare all'interno di un'abitazione o di un altro luogo privato, come un ufficio o una pertinenza (es. garage), con l'intento di trarne profitto.
Inammissibile
Un ricorso è dichiarato inammissibile quando non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge, oppure quando le motivazioni addotte sono generiche o manifestamente infondate, impedendone l'esame nel merito.
Cassa delle ammende
È un fondo pubblico destinato a finanziare attività e servizi per il miglioramento delle condizioni negli istituti penitenziari e per il reinserimento sociale dei condannati. Le somme provengono, tra l'altro, dalle multe e dalle sanzioni pecuniarie.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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