Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 5637 Anno 2026
Penale Ord. Sez. 7 Num. 5637 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 30/01/2026
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME COGNOME nato a ROMA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 02/04/2025 della CORTE APPELLO di ROMA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con la sentenza impugnata la Corte di Appello di Roma ha confermato la sentenza di condanna di NOME COGNOME in relazione al reato di cui all’art. 73 comma 5 d.P.R. 9 ottob 1990, n. 309 in relazione alla cessione di grammi 0,577 di cocaina.
Propone ricorso per cassazione l’imputato, a mezzo del difensore di fiducia, deducendo la violazione di legge e vizio di motivazione in relazione al mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e al riconoscimento della recidiva.
Il ricorso è manifestamente infondato. Come questa Corte ha più volte affermato, le circostanze attenuanti generiche hanno lo scopo di estendere le possibilità di adeguamento della pena in senso favorevole all’imputato, in considerazione di situazioni e circostanze c effettivamente incidano sull’apprezzamento dell’entità del reato e della capacità a delinque dello stesso, sicché il riconoscimento di esse richiede la dimostrazione di elementi di segn positivo (Sez. 3, n. 19639 del 27/01/2012, COGNOME e RAGIONE_SOCIALE, Rv. 252900). Il riconoscimento meno di tale circostanza è un giudizio di fatto che compente alla discrezionalità del giudic sottratto al controllo di legittimità, in presenza di congrua motivazione. Peraltro menzionato giudizio il giudice può limitarsi a prendere in esame, tra gli elementi indi dall’art. 133 cod.pen., quello che ritiene prevalente e atto a determinare o meno riconoscimento del beneficio, sicchè anche un solo elemento attinente alla personalità del colpevole o all’entità del reato e alle modalità di esecuzione del reato può essere sufficient riconoscerle ovvero ad escluderle (Sez. 2, n. 3609 del 18/01/2011, COGNOME, Rv. 249163; Sez. 6, n. 42688 del 24/09/2008, RAGIONE_SOCIALE, Rv. 242419) ed è sufficiente, ai dell’esclusione delle attenuanti generiche, il richiamo in sentenza ai precedenti pena dell’imputato (Sez. 5, n. 43952 del 13/04/2017, Rv. 271269 – 01).
Sulla scorta di tali principi, si appalesano all’evidenza prive di base solida le doglia mosse dal ricorrente laddove la Corte territoriale, in risposta ai motivi d’appello, ha evidenz i precedenti penali dell’imputato e la circostanza che aveva commesso il fatto durante l sottoposizione alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
Anche il giudizio di accresciuta pericolosità che fonda la recidiva contestata è sta congruamente argomentato.
Come è noto, in tema, al fine di porre alcuni punti fermi, sono intervenute le Sezioni Uni di questa Corte (S.U. n. 35738 del 27/05/2010 P.G. in Calibè, Rv. 247838) che hanno stabilito che la recidiva, operando come circostanza aggravante inerente alla persona del colpevole, va obbligatoriamente contestata dal pubblico ministero, in ossequio al principio de contraddittorio, ma può non essere ritenuta configurabile dal giudice, a meno che non si trat dell’ipotesi di recidiva reiterata prevista dall’art. 99, comma 5, cod. pen., (prima pronuncia della Corte cost. n. 185 del 2015) nel qual caso va anche obbligatoriamente applicata. Nell’enunciare tale principio, la Corte ha precisato che, in presenza di contestazio della recidiva a norma di uno dei primi quattro commi dell’art. 99 cod. pen., è compito de giudice quello di verificare in concreto se la reiterazione dell’illecito sia sintomo effe
riprovevolezza della condotta e di pericolosità del suo autore, avuto riguardo alla natura d reati, al tipo di devianza di cui essi sono il segno, alla qualità e al grado di offensi comportamenti, alla distanza temporale tra i fatti e al livello di omogeneità esistente tra all’eventuale occasionalità della ricaduta e a ogni altro parametro individualizzante significa della personalità del reo e del grado di colpevolezza, al di là del mero e indifferenziato risco formale dell’esistenza di precedenti penali.
Proprio con richiamo ai precedenti penali specifici e alla circostanza che il fatto era s commesso durante la sottoposizione alla misura degli arresti domiciliari i giudici del mer hanno ancorato il giudizio di maggiore pericolosità, sicché, contrariamente all’assunt difensivo, hanno positivamente individuato e dato atto delle ragioni per operare l’aumento d pena previsto dalla menzionata aggravante.
Tenuto conto della sentenza 13 giugno 2000, n. 186, della Corte costituzionale e rilevato che, nella fattispecie, non sussistono elementi per ritenere che «la parte ab proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità» alla declaratoria dell’inammissibilità medesima consegue, a norma dell’art. 616 cod. proc. l’onere delle spese del procedimento nonché quello del versamento della somma, in favore della Cassa delle ammende, equitativamente fissata C 3.000,00.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché al versamento alla cassa delle ammende della somma di euro 3.000,00.
Così deciso in Roma il 30 gennaio 2026
Il Consi
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Il Presidente