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Reato istantaneo: la Cassazione sulla sorveglianza

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per multiple violazioni della sorveglianza speciale. La Corte ha confermato che il mancato rientro a casa all’orario prescritto costituisce un reato istantaneo che si consuma ogni volta, non un unico reato permanente, rigettando la tesi del ne bis in idem.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Reato istantaneo: La Cassazione sulla Pluralità di Violazioni della Sorveglianza Speciale

Con l’ordinanza n. 24638 del 2024, la Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sulla natura del reato istantaneo in relazione alle violazioni degli obblighi derivanti dalla sorveglianza speciale. La decisione chiarisce in modo definitivo che ogni mancato rispetto della prescrizione di rientrare a casa entro un determinato orario costituisce un reato autonomo, escludendo la configurabilità di un’unica condotta permanente.

I Fatti del Caso

Il caso trae origine dal ricorso presentato da un individuo sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale. Il Tribunale di Taranto, in funzione di giudice dell’esecuzione, aveva rigettato la sua richiesta di unificazione di sei diverse sentenze di condanna per la violazione dell’art. 75 del D.Lgs. 159/2011. L’imputato sosteneva che le plurime inosservanze dell’obbligo di rientrare a casa entro le ore 21:00 costituissero un’unica condotta illecita con effetti permanenti e che, pertanto, dovesse trovare applicazione il principio del ne bis in idem (divieto di essere processati due volte per lo stesso fatto). Secondo la difesa, non essendo stato provato il suo rientro a casa tra una violazione e l’altra, la condotta doveva considerarsi unitaria.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando integralmente la decisione del Tribunale di Taranto. I giudici di legittimità hanno respinto la tesi difensiva, ribadendo che il ricorso era fondato su motivi non consentiti, in quanto mirava a una rivalutazione degli elementi di fatto, attività preclusa in sede di Cassazione. La Corte ha ritenuto la motivazione del giudice dell’esecuzione completa, logica e priva di contraddizioni.

La Natura del Reato Istantaneo nella Sorveglianza Speciale

Il punto centrale della decisione riguarda la qualificazione del reato di violazione degli obblighi della sorveglianza speciale come reato istantaneo. La Corte ha spiegato che il reato si consuma nel preciso momento in cui il soggetto viola la prescrizione, ovvero quando non si trova a casa all’orario stabilito. Di conseguenza, ogni volta che un controllo accerta l’assenza del soggetto, si configura un nuovo e autonomo reato istantaneo. Non rileva, ai fini della configurazione di un reato unico, la mancata prova del rientro a casa tra un controllo e l’altro.

Distinzione con il Reato di Evasione

La Corte ha inoltre tracciato una chiara distinzione tra il reato in esame e quello di evasione. Sebbene anche l’evasione sia un reato istantaneo, essa produce effetti permanenti che si protraggono per tutto il tempo in cui il soggetto rimane assente dal domicilio. La differenza risiede nella natura della condotta doverosa: nel caso della sorveglianza speciale, l’obbligo è di compiere un’azione puntuale (rientrare a casa), mentre nell’evasione l’obbligo è di mantenere una condizione di durata (la permanenza al domicilio). Questa distinzione è cruciale per comprendere perché una pluralità di controlli negativi dia luogo a una pluralità di reati nel primo caso, ma non necessariamente nel secondo.

Le Motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano su una rigorosa interpretazione della struttura del reato previsto dall’art. 75 del D.Lgs. 159/2011. La condotta doverosa imposta al sorvegliato speciale è quella di “rientrare” entro un orario, un’azione che ha natura istantanea e puntuale. L’illecito si perfeziona con la semplice omissione di tale azione. Ogni successiva violazione, accertata tramite controllo, rappresenta una nuova manifestazione di volontà contraria al precetto normativo, dando così vita a un nuovo reato. La tesi difensiva, che vorrebbe unificare le condotte in un unico reato permanente, snaturerebbe la tipicità della fattispecie, assimilando erroneamente il mancato rientro orario alla più grave e differente fattispecie di evasione.

Le Conclusioni

In conclusione, l’ordinanza della Corte di Cassazione consolida un principio giuridico di notevole importanza pratica. La violazione della prescrizione di permanenza domiciliare notturna configura un reato istantaneo per ogni singolo accertamento di assenza. Questo implica che un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale può essere processato e condannato più volte se viola ripetutamente l’obbligo, senza poter invocare il principio del ne bis in idem. La decisione rafforza l’efficacia delle misure di prevenzione, assicurando che ogni singola violazione delle prescrizioni imposte possa essere sanzionata autonomamente, rispecchiando la pluralità delle condotte illecite.

Quando la violazione degli obblighi della sorveglianza speciale costituisce un reato istantaneo?
Secondo la Corte, il reato si perfeziona istantaneamente ogni volta che il soggetto viola una delle prescrizioni, come quella di non rientrare a casa all’orario stabilito. Ogni controllo che accerta l’assenza costituisce un nuovo reato istantaneo.

Qual è la differenza tra il reato di violazione della sorveglianza speciale e il reato di evasione?
Entrambi sono reati istantanei, ma il reato di evasione ha effetti permanenti che durano per tutto il tempo dell’assenza. La violazione della sorveglianza, invece, si consuma in un’azione puntuale (il mancato rientro), e ogni violazione successiva è un reato distinto.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché si basava su motivi non consentiti in sede di Cassazione, come la richiesta di una nuova valutazione dei fatti. La Corte ha ritenuto che il giudice dell’esecuzione avesse già fornito una motivazione completa, logica e corretta.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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