Reato Impossibile: Anche un Bene Obsoleto può Essere Oggetto di Furto
Quando un furto può essere considerato un reato impossibile? La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, offre un importante chiarimento su questo tema. La vicenda riguarda il furto di materiale informatico da un istituto scolastico, che l’imputato riteneva essere composto da beni dismessi e privi di valore. La Suprema Corte ha però rigettato questa tesi, confermando la condanna e delineando i confini tra una legittima difesa e un inammissibile tentativo di rimettere in discussione i fatti in sede di legittimità.
I Fatti del Caso: Il Furto di Materiale Informatico
Un giovane veniva condannato nei primi due gradi di giudizio per furto aggravato. L’accusa era quella di essersi introdotto in un istituto scolastico, dopo aver danneggiato la recinzione, e di aver sottratto diverso materiale informatico. La difesa dell’imputato ha presentato ricorso in Cassazione, basando la propria strategia su un punto fondamentale: l’inoffensività della condotta.
La Tesi Difensiva del Reato Impossibile
Secondo il ricorrente, l’azione non avrebbe dovuto essere punita poiché i beni rubati erano stati dismessi dalla scuola, non erano più utilizzabili e, di conseguenza, erano privi di qualsiasi valore. Questa circostanza, a suo dire, rendeva il reato materialmente impossibile. Si contestava, inoltre, la logicità e la coerenza della motivazione delle sentenze precedenti, che avevano invece affermato la responsabilità penale.
Le Motivazioni della Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, fornendo una motivazione chiara e lineare. I giudici hanno innanzitutto ricordato che il giudizio di cassazione è un giudizio di legittimità, non di merito. Ciò significa che la Suprema Corte non può riesaminare i fatti del processo o valutare nuovamente le prove, compiti che spettano esclusivamente alla Corte d’Appello. Il ricorso, invece, mirava proprio a ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio.
Nel merito delle argomentazioni, la Corte ha sottolineato come i giudici dei gradi precedenti avessero fornito una motivazione “congrua e adeguata”, priva di vizi logici. In particolare, era stato accertato un fatto decisivo: il materiale informatico sottratto, sebbene obsoleto, risultava ancora regolarmente inventariato dall’istituto scolastico. Non era stato ancora ufficialmente dismesso e, soprattutto, non era privo di valore economico. Questa circostanza fa cadere il presupposto stesso della tesi del reato impossibile, che richiede l’inesistenza dell’oggetto del reato o la totale inidoneità dell’azione a lederlo. Poiché i beni avevano ancora un valore, per quanto residuale, il furto era tutt’altro che impossibile.
Conclusioni: I Limiti tra Giudizio di Fatto e di Diritto
La decisione riafferma un principio cardine del nostro sistema processuale: la netta separazione tra il giudizio di merito e quello di legittimità. I ricorsi in Cassazione non possono trasformarsi in un terzo grado di giudizio sui fatti. La Corte ha inoltre chiarito che la qualifica di un bene come “rifiuto” o “privo di valore” non può essere decisa soggettivamente dall’autore del furto, ma deve basarsi su dati oggettivi, come lo status giuridico-amministrativo del bene (in questo caso, la sua presenza negli inventari). La condanna dell’imputato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende sancisce la definitività della decisione e l’inammissibilità del suo tentativo di rimettere in discussione l’accertamento dei fatti.
Quando un furto può essere considerato un reato impossibile?
Secondo questa ordinanza, un furto non costituisce un reato impossibile se i beni sottratti, pur essendo vecchi, possiedono ancora un valore economico e non sono stati formalmente dismessi dal legittimo proprietario (ad esempio, risultano ancora a inventario).
Perché la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché le argomentazioni della difesa non contestavano la violazione di norme di diritto, ma miravano a una nuova valutazione dei fatti e delle prove (come la determinazione del valore dei beni rubati), un’attività che è di esclusiva competenza dei giudici di merito (Tribunale e Corte d’Appello).
Cosa comporta la dichiarazione di inammissibilità del ricorso?
La dichiarazione di inammissibilità rende definitiva la sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Appello. Inoltre, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, che in questo caso ammontava a tremila euro.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 38099 Anno 2025
Penale Ord. Sez. 7 Num. 38099 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 28/10/2025
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a PALERMO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 31/03/2025 della CORTE APPELLO di PALERMO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Motivi della decisione
Visti gli atti e la sentenza impugnata;
esamiNOME il ricorso proposto a mezzo del difensore da COGNOME NOME, ritenuto responsabile nelle conformi sentenze di merito del reato di furto aggravato, per avere sottratto vario materiale informatico da un istituto scolastico nel quale si era introdotto dopo avere danneggiato la recinzione di protezione.
Rilevato che l’esponente lamenta contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione, sostenendo l’inoffensività della condotta serbata dal ricorrente per inidoneità dell’azione, avendo questa riguardato beni dismessi dall’istituto scolastico, non più utilizzabili, con conseguente ricorrenza dell’ipotesi del reato impossibile.
Considerato che le deduzioni sviluppate nel motivo di ricorso, concernendo la ricostruzione e la valutazione del fatto, nonché l’apprezzamento del materiale probatorio, investono profili del giudizio rimessi alla esclusiva competenza della Corte di appello;
considerato che i giudici di merito hanno fornito una congrua e adeguata motivazione a sostegno dell’affermazione di penale responsabilità dell’imputato, esente da vizi logici, perché basata su corretti criteri di inferenza, espressi in un ragionamento fondato su condivisibili massime di esperienza e coerente con le emergenze probatorie richiamate in motivazione (si veda quanto argomentato a pagina 5 della motivazione, in cui si evidenzia come il materiale informatico sottratto risultasse inventariato, non ancora dismesso dall’istituto scolastico e non privo di valore economico);
ritenuto che, in tema di giudizio di cassazione, sono precluse al giudice di legittimità la rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione impugnata;
considerato che le lagnanze difensive sono connotate da argomentazioni puramente avversative.
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 28 ottobre 2025
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Il Consigliere estensore