Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 51280 Anno 2023
Penale Sent. Sez. 2 Num. 51280 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 16/11/2023
SENTENZA
Sul ricorso proposto da: COGNOME NOME, nato a Agropoli il DATA_NASCITA, avverso l’ordinanza del 20/07/2023 del Tribunale di Salerno; visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso; udita la relazione della causa svolta dal consigliere NOME COGNOME; lette le conclusioni scritte del Pubblico ministero, nella persona del Sostituto procuratore generale NOME COGNOME, che ha chiesto il rigetto del ricorso;
RITENUTO IN FATTO
1.Con il provvedimento in epigrafe, il Tribunale di Salerno, in sede cautelare, ha rigettato l’appello proposto avverso l’ordinanza con la quale, a sua volta, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania aveva respinto l’istanza di sostituzione della misura degli arresti domiciliari applicata al ricorrente in relazione al reato di usura.
2.. Ricorre per cassazione NOME AVV_NOTAIO,. deducendo, con unico motivo, violazione di legge e vizio di motivazione in punto di attualità e concretezza delle esigenze cautelari, non essendo stato valutato l’elemento nuovo costituito dal fatto che il ricorrente aveva offerto alla vittima e costei aveva accettato, la somma simbolica di 500 euro che teneva conto della definitiva perdita del capitale.
CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è manifestamente infondato.
Il Tribunale ha richiamato la motivazione di un precedente provvedimento di rigetto di altro appello, ritenendola ancora valida rispetto all’elemento nuovo sottoposto al suo esame, rilevando che il pericolo di reiterazione del reato era reso ancora attuale e concreto dal fatto che il ricorrente aveva sostanzialmente eletto a modello di vita e di sostentamento l’attività delittuosa contestata, come indirettamente confermato anche dai precedenti penali per reati contro il patrimonio.
Il pericolo di recidiva, pertanto, è stato evidenziato come del tutto sganciato dalla condotta tenuta dal ricorrente nei confronti del singolo debitore interessato dallo specifico reato di usura.
La motivazione, esente da censure logico-giuridiche, non è intaccata dalla generiche affermazioni contenute in ricorso.
Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila alla RAGIONE_SOCIALE delle Ammende, commisurata all’effettivo grado di colpa dello stesso ricorrente nella determinazione della causa di inammissibilità.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della RAGIONE_SOCIALE delle Ammende.
Così deliberato in Roma, udienza in camera di consiglio del 16,11.2023.