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Reato di rissa: i limiti della legittima difesa

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due individui coinvolti in uno scontro violento, ribadendo che il reato di rissa non permette di invocare la legittima difesa se la partecipazione è attiva. Gli imputati sostenevano di aver agito solo per difendersi, ma le prove testimoniali hanno dimostrato una partecipazione armata e aggressiva. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi erano generici e non contrastavano efficacemente la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito.

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Pubblicato il 1 aprile 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Reato di rissa: quando non vale la legittima difesa

Il reato di rissa rappresenta una delle fattispecie più complesse del diritto penale italiano, specialmente quando si tratta di distinguere tra chi aggredisce e chi si difende. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito i confini invalicabili tra la partecipazione a una colluttazione e l’esimente della legittima difesa.

I fatti della causa

La vicenda trae origine da uno scontro violento avvenuto in un contesto urbano, che ha visto coinvolti due gruppi contrapposti. Gli imputati erano stati condannati nei primi due gradi di giudizio per il reato di rissa, aggravato dalla partecipazione armata. Uno dei ricorrenti era stato inoltre ritenuto colpevole di resistenza a pubblico ufficiale.

Secondo la difesa, i due soggetti non avrebbero preso parte attiva al delitto, limitandosi a una difesa passiva contro un’aggressione subita da un gruppo di persone poi fuggite. A sostegno di questa tesi, venivano citate le lesioni riportate da uno degli imputati, tra cui un trauma facciale e ferite al braccio.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I giudici hanno rilevato come i motivi presentati fossero aspecifici e meramente riproduttivi di quanto già sostenuto in appello. La ricostruzione dei fatti, basata sulle testimonianze degli ufficiali di Polizia Giudiziaria intervenuti sul posto, ha confermato una partecipazione attiva e armata dei ricorrenti alla colluttazione.

Inoltre, la Corte ha respinto la richiesta di prescrizione per un reato contravvenzionale (porto di oggetti atti a offendere), evidenziando che gli imputati erano già stati assolti per tale capo d’accusa nel primo grado di giudizio, rendendo l’istanza manifestamente infondata.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano su un principio giurisprudenziale consolidato: nel reato di rissa, la legittima difesa è configurabile solo in casi eccezionali. Nello specifico, chi partecipa a uno scontro tra gruppi contrapposti può invocare la scriminante solo se mantiene una posizione puramente passiva, limitandosi a parare i colpi o cercando la fuga per far venir meno l’intento aggressivo.

Nel caso in esame, la condotta degli imputati è stata descritta come una partecipazione attiva alla rissa, caratterizzata dall’uso di strumenti atti a offendere (cocci di bottiglia). Tale comportamento esclude automaticamente la possibilità di considerare l’azione come una mera difesa, poiché l’intento dei partecipanti era reciprocamente offensivo. La genericità del ricorso, che non ha saputo scalfire la ricostruzione probatoria dei giudici di merito, ha portato alla condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.

Le conclusioni

Le conclusioni della Corte sottolineano l’importanza di una difesa tecnica puntuale e specifica. In presenza di una ricostruzione dei fatti coerente e basata su prove dirette, come il verbale di arresto in flagranza, non è sufficiente proporre una versione alternativa dei fatti senza contestare analiticamente i punti della sentenza impugnata. La partecipazione attiva a uno scontro violento, specialmente se armata, consolida la responsabilità penale per il reato di rissa, rendendo inapplicabili le tutele previste per chi subisce un’aggressione ingiusta senza avervi contribuito.

Si può invocare la legittima difesa durante una rissa?
La legittima difesa è applicabile solo se il soggetto mantiene una condotta puramente passiva, limitandosi a parare i colpi o a fuggire per evitare lo scontro.

Cosa succede se il ricorso in Cassazione è considerato aspecifico?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile, la condanna diventa definitiva e il ricorrente può essere obbligato a pagare una sanzione alla Cassa delle Ammende.

La presenza di lesioni fisiche scagiona dal reato di rissa?
No, riportare ferite non prova automaticamente la legittima difesa se viene accertato che il soggetto ha partecipato attivamente e con intento offensivo allo scontro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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