Reato di Evasione: Quando l’Urgenza Medica non Basta come Giustificazione
Il reato di evasione, che punisce chi si sottrae a una misura restrittiva della libertà personale come gli arresti domiciliari, è spesso al centro di dibattiti giuridici. Un recente caso esaminato dalla Corte di Cassazione offre spunti cruciali su una delle più comuni cause di giustificazione invocate: lo stato di necessità per motivi di salute. Con l’ordinanza in commento, la Suprema Corte ha stabilito che non basta affermare un’urgenza medica per evitare la condanna, ma è necessario che le circostanze di fatto supportino tale tesi in modo credibile e coerente. Analizziamo insieme la vicenda e le conclusioni dei giudici.
I Fatti del Caso: L’Allontanamento dagli Arresti Domiciliari
Un individuo, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, si era allontanato dalla propria abitazione. A seguito del controllo delle forze dell’ordine, veniva accertata la sua assenza, configurando così il reato di evasione. In sua difesa, l’imputato aveva sostenuto di essersi allontanato per recarsi al Pronto Soccorso a causa di un’emergenza sanitaria.
Tuttavia, dalle indagini era emerso un dettaglio temporale determinante: il controllo dei militari che accertava l’assenza era avvenuto intorno alle ore 18:40, mentre l’accesso al Pronto Soccorso era stato registrato solo alle 20:14. Questo intervallo di tempo, pari a oltre un’ora e mezza, è diventato il fulcro del ragionamento dei giudici, sia in Appello che in Cassazione.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell’imputato inammissibile. Questa decisione non entra nel merito della vicenda, ma si ferma a un gradino prima, sancendo che il ricorso non aveva i requisiti per essere esaminato. La Corte ha ritenuto il motivo del ricorso generico, manifestamente infondato e meramente ripetitivo delle argomentazioni già respinte dalla Corte d’Appello, senza un reale confronto critico con la motivazione di quest’ultima.
Di conseguenza, la condanna per il reato di evasione è diventata definitiva, e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Le Motivazioni: Perché il Reato di Evasione è stato Confermato?
La decisione della Suprema Corte si fonda su due pilastri argomentativi principali che hanno demolito la linea difensiva dell’imputato.
Genericità e Reiterazione del Ricorso
In primo luogo, la Corte ha sottolineato un vizio procedurale. Il ricorso presentato si limitava a riproporre le stesse censure già formulate in appello, senza contestare specificamente le ragioni per cui la Corte territoriale le aveva respinte. Questo modo di agire rende il ricorso generico e, quindi, inammissibile, poiché non stimola un vero e proprio dibattito giuridico sulle motivazioni della sentenza impugnata.
L’Insussistenza dello Stato di Necessità
Il punto cruciale della decisione riguarda però la valutazione dello stato di necessità (art. 54 c.p.). I giudici hanno ritenuto irrilevanti i motivi e la durata dell’allontanamento ai fini della configurabilità del reato di evasione. Lo stato di necessità, per poter operare come scriminante, richiede un pericolo attuale e imminente di un danno grave alla persona. Nel caso di specie, il considerevole lasso di tempo trascorso tra il controllo e l’arrivo in ospedale (oltre 90 minuti) è stato considerato incompatibile con una situazione di urgenza medica indifferibile. Se la necessità fosse stata reale e impellente, l’imputato si sarebbe dovuto recare al Pronto Soccorso immediatamente, non dopo un’ora e mezza. Questa incongruenza temporale ha reso la giustificazione dell’imputato priva di fondamento.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Sentenza sul Reato di Evasione
L’ordinanza della Cassazione ribadisce un principio fondamentale: per invocare con successo la scriminante dello stato di necessità nel reato di evasione, non è sufficiente allegare una generica esigenza di salute. È indispensabile che la condotta sia una risposta proporzionata e immediata a un pericolo grave e attuale, non altrimenti evitabile. La coerenza logica e temporale tra l’allontanamento e la presunta causa di giustificazione è un elemento che il giudice valuterà con estrema attenzione. Chi si trova agli arresti domiciliari e ha una reale emergenza medica deve agire in modo da dimostrare l’urgenza, ad esempio contattando immediatamente le forze dell’ordine o i servizi di emergenza, e recandosi senza indugio presso la struttura sanitaria.
È sufficiente addurre un’emergenza medica per giustificare il reato di evasione?
No, secondo l’ordinanza non è sufficiente. La Corte ha ritenuto insussistente lo stato di necessità perché l’imputato è giunto al Pronto Soccorso oltre un’ora e mezza dopo il controllo delle forze dell’ordine, un lasso di tempo considerato troppo lungo per essere compatibile con una reale e imminente emergenza.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per genericità e manifesta infondatezza, in quanto si limitava a ripetere le stesse argomentazioni già presentate e respinte in appello, senza confrontarsi specificamente con le motivazioni della sentenza impugnata.
Quali sono le conseguenze per il ricorrente dopo la decisione della Cassazione?
Oltre alla conferma della condanna per evasione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39315 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 39315 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: NOME COGNOME
Data Udienza: 07/06/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: NOME COGNOME nato a GROTTAGLIE il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 09/11/2023 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Visti gli atti e la sentenza impugnata;
esaminato l’unico motivo di ricorso sul vizio di motivazione in ordine alla sussistenza della scriminante di cui all’art. 54 cod. pen.
Il ricorso è inammissibile per genericità e manifesta infondatezza del motivo, meramente reiterativo delle censure formulate in appello, disattese con motivazione congrua ed esaustiva con la quale il ricorso non si confronta.
I giudici hanno correttamente ritenuto irrilevanti ai fini della configurabilità del reato di evasione i motivi e la durata dell’allontanamento (Sez. 6, n. 28118 del 09/06/2015, Rapino, Rv. 263977) e insussistente lo stato di necessità poichè l’ingresso al Pronto Soccorso era segnalato alle ore 20.14, ovvero più di un’ora e mezza dopo rispetto al controllo dei militari operato almeno alle ore 18.40 (vedi pag. 3).
Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 7 giugno 2024
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Il Co wi spr. e estensore
Il Presidente