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Reato di evasione: la deviazione non autorizzata

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il **reato di evasione** a carico di un soggetto che, pur essendo autorizzato a recarsi presso uno studio dentistico, ha effettuato una deviazione non consentita. Il ricorrente è stato sorpreso in un supermercato mentre interloquiva con un soggetto pregiudicato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, escludendo l’applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della condotta e della personalità negativa del soggetto.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Reato di evasione: la deviazione non autorizzata

Il reato di evasione non si configura esclusivamente con la fuga da un istituto penitenziario, ma comprende ogni violazione delle prescrizioni spaziali imposte dall’autorità giudiziaria. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito che anche una deviazione dal percorso autorizzato, se finalizzata a scopi non consentiti, integra la fattispecie criminosa. Il caso riguarda un soggetto che, autorizzato a lasciare il domicilio per cure mediche, ha scelto di sostare in un luogo pubblico per incontrare persone non autorizzate.

I fatti: la sosta non autorizzata al supermercato

Il ricorrente godeva di un’autorizzazione specifica per recarsi presso uno studio dentistico. Durante il tragitto, le forze dell’ordine lo hanno individuato all’interno di un supermercato gestito dalla famiglia. In tale luogo, il soggetto non solo si trovava fuori dal percorso più breve per raggiungere la destinazione medica, ma è stato sorpreso a conversare con un individuo gravato da precedenti penali. Questa condotta ha fatto scattare l’imputazione per la violazione degli obblighi restrittivi.

La decisione della Cassazione sul reato di evasione

La Suprema Corte ha analizzato i motivi del ricorso, i quali insistevano sulla presunta insussistenza del delitto a causa della natura della deviazione. La difesa sosteneva che un semplice allungamento del percorso non potesse costituire un illecito così grave. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno confermato la decisione dei gradi precedenti, sottolineando che la sosta in un luogo non autorizzato e l’interazione con soggetti pregiudicati rendono la condotta pienamente rilevante sotto il profilo penale.

Perché la deviazione configura il reato di evasione

La giurisprudenza è costante nel ritenere che la libertà di movimento concessa per motivi specifici, come le cure mediche, debba essere esercitata nel rispetto rigoroso del tragitto e dei tempi necessari. Ogni sosta intermedia non autorizzata o ogni deviazione ingiustificata trasforma la permanenza fuori dal domicilio in una violazione della misura cautelare. Nel caso di specie, la presenza nel supermercato di famiglia ha dimostrato una volontà deliberata di eludere il controllo e di utilizzare il permesso per scopi personali e sociali non consentiti.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla non scarsa offensività del fatto. I giudici hanno respinto la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall’articolo 131-bis del codice penale. Tale esclusione deriva dalla valutazione negativa della personalità del ricorrente, già gravato da precedenti, e dalle modalità della condotta. Il fatto di aver utilizzato un permesso medico per incontrare un pregiudicato indica una pericolosità sociale che impedisce il riconoscimento di una sanzione attenuata. Inoltre, la pena applicata era già stata determinata in misura inferiore al minimo edittale, rendendo impossibile ogni ulteriore riduzione.

Le conclusioni

Le conclusioni della Corte portano alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende. Questa sentenza conferma che il rispetto delle prescrizioni giudiziarie deve essere assoluto. Qualsiasi variazione non concordata con il giudice competente espone il soggetto al rischio di nuove condanne e all’aggravamento delle misure restrittive in corso. La chiarezza del percorso autorizzato è un limite invalicabile per chiunque usufruisca di permessi di uscita.

Quando una deviazione dal percorso autorizzato diventa evasione?
Il reato si configura quando il soggetto si reca in luoghi non autorizzati o effettua soste non previste, violando i limiti della propria libertà vigilata.

Si può applicare la tenuità del fatto al reato di evasione?
La tenuità è esclusa se la condotta rivela pericolosità sociale o se il soggetto interagisce con pregiudicati durante la violazione delle prescrizioni.

Cosa rischia chi viola le prescrizioni del giudice durante un permesso?
Oltre alla condanna penale, il ricorrente subisce il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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