Reato di Evasione: Anche un Allontanamento Breve è Punibile
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale in materia di reato di evasione dagli arresti domiciliari: qualsiasi allontanamento non autorizzato, indipendentemente dalla sua durata o dalla distanza percorsa, costituisce reato. La decisione chiarisce inoltre che eventuali cause di giustificazione, come lo stato di necessità per un malore, devono essere rigorosamente provate dall’imputato.
I Fatti del Caso
Il caso trae origine dal ricorso presentato da una donna condannata dalla Corte di Appello di Napoli per il reato previsto dall’art. 385 del codice penale. La ricorrente, sottoposta alla misura degli arresti domiciliari, si era allontanata dalla propria abitazione senza autorizzazione. La difesa aveva basato il ricorso per Cassazione su presunte carenze motivazionali della sentenza d’appello, sostenendo l’insussistenza degli elementi costitutivi del reato e invocando, in subordine, lo stato di necessità a causa di un presunto malore improvviso. Veniva inoltre lamentato il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.
La Tesi Difensiva e la sua Reiezione
La difesa dell’imputata ha tentato di scardinare la condanna sostenendo che la Corte di Appello non avesse motivato adeguatamente né sulla sussistenza del reato di evasione né sul rigetto delle sue istanze. In particolare, si asseriva che l’allontanamento fosse stato causato da una situazione di pericolo per la salute, configurando così uno stato di necessità. Tuttavia, come evidenziato dalla Suprema Corte, questa tesi è rimasta una mera affermazione, priva di qualsiasi riscontro probatorio che potesse dimostrare l’esistenza di un pericolo grave e imminente per la sua incolumità fisica.
L’Analisi della Corte sul Reato di Evasione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, giudicando i motivi presentati come generici e ripetitivi. Gli Ermellini hanno sottolineato come la Corte di Appello avesse, al contrario, fornito una motivazione puntuale e congrua, allineandosi pienamente all’orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità.
Il principio cardine ribadito è che il reato di evasione si perfeziona con qualsiasi allontanamento volontario dal luogo degli arresti domiciliari senza la prescritta autorizzazione. Ai fini della configurazione del delitto, non assumono alcun rilievo:
* La durata dell’allontanamento;
* La distanza percorsa;
* I motivi personali che hanno spinto il soggetto a violare la misura.
L’essenza del reato risiede nella violazione dell’obbligo di permanere in un determinato luogo, eludendo così la vigilanza dell’autorità sullo stato custodiale.
Le Motivazioni della Decisione
La Suprema Corte ha ritenuto la decisione della Corte di Appello di Napoli immune da vizi. La motivazione della sentenza impugnata è stata giudicata adeguata su tutti i fronti. Innanzitutto, è stata correttamente affermata la sussistenza di tutti gli elementi del reato di evasione. In secondo luogo, è stata esclusa con motivazione logica la tesi dello stato di necessità, poiché l’imputata non ha fornito alcun elemento di prova a sostegno del malore asseritamente avvertito. Infine, anche la decisione di non concedere le circostanze attenuanti generiche è stata ritenuta ben motivata, in continuità con la valutazione del giudice di primo grado che non aveva riscontrato elementi favorevoli meritevoli di una riduzione di pena.
L’inammissibilità del ricorso ha comportato, come previsto dall’art. 616 del codice di procedura penale, la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro in favore della cassa delle ammende.
Conclusioni
Questa ordinanza consolida un’interpretazione rigorosa del reato di evasione. La decisione serve da monito: la misura degli arresti domiciliari impone un obbligo di permanenza assoluto, la cui violazione, anche se minima, ha conseguenze penali. Chi intende invocare una causa di giustificazione, come un’emergenza sanitaria, ha l’onere di dimostrarla concretamente, non potendosi limitare a semplici affermazioni. La sentenza riafferma l’importanza del rispetto delle misure cautelari e la necessità che le impugnazioni siano fondate su critiche specifiche e pertinenti alla motivazione del giudice, e non su generiche lamentele.
Quando si configura il reato di evasione dagli arresti domiciliari?
Il reato di evasione si configura con qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo stabilito per gli arresti domiciliari, a prescindere dalla sua durata, dalla distanza percorsa o dai motivi personali dell’agente.
La breve durata dell’allontanamento esclude il reato di evasione?
No, secondo la giurisprudenza consolidata richiamata nella decisione, la durata dell’allontanamento è irrilevante. Anche un’assenza di pochi minuti integra il reato, poiché ciò che conta è la violazione dell’obbligo di permanere nel luogo di detenzione.
Un malore improvviso può giustificare l’allontanamento dagli arresti domiciliari?
Sì, un malore improvviso può teoricamente configurare uno stato di necessità, ma solo se l’imputato fornisce la prova di una situazione di pericolo attuale e grave per la propria salute, non altrimenti evitabile. In assenza di prove concrete, la semplice affermazione di aver avuto un malore non è sufficiente a escludere la punibilità.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 46291 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 46291 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: NOME COGNOME
Data Udienza: 02/11/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a NAPOLI il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 15/05/2023 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Ritenuto che i motivi dedotti dalla ricorrente sono tutti affetti da genericità rispet puntuale motivazione della Corte di appello di Napoli, che, contrariamente a quanto dedotto nel ricorso, ha congruamente motivato sulla sussistenza di tutti gli elementi richiesti l’integrazione della fattispecie delittuosa prevista dall’art. 385 cod. pen., non facendo altr uniformarsi al consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità secondo cui integr il reato di evasione qualsiasi allontanamento dal luogo degli arresti domiciliari sen autorizzazione, non assumendo alcun rilievo la sua durata, la distanza dello spostamento, ovvero i motivi che inducono il soggetto ad eludere la vigilanza sullo stato custodiale;
rilevato che con congrua motivazione la Corte di appello ha anche escluso la fondatezza della tesi difensiva dello stato di necessità in assenza di elementi di prova di una situazione pericolo per un malore asseritamente avvertito dall’imputata;
ritenuto che la Corte di appello ha adeguatamente motivato anche in merito alla determinazione della pena condividendo il giudizio di primo grado che aveva escluso la sussistenza di elementi di valutazione favorevoli per il riconoscimento delle circostan attenuanti generiche;
ritenuto che la memoria difensiva depositata in data 25 ottobre 2023 appare riproduttiva delle medesime censure già dedotte nei motivi di ricorso di cui va ribadita l’inammissibilità;
rilevato che dall’inammissibilità del ricorso deriva ex art. 616 c.p.p. la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende che, in ragione delle questioni dedotte, si stima equo determinare in euro 3000.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3000 in favore della cassa delle ammende.
Così de iso il 2 novembre 2023
Il Consulire estensore
COGNOME
Il Pr lidente
Ric COGNOME Amoroso COGNOME
NOME COGNOME