Reato Continuato: La Cassazione e il Corretto Calcolo della Pena
La corretta determinazione della pena è uno dei cardini del diritto penale, soprattutto in casi complessi come quelli che coinvolgono un reato continuato. Quando più violazioni della legge penale sono legate da un unico disegno criminoso ma vengono giudicate in procedimenti diversi, sorge la questione della ‘continuazione esterna’. Una recente sentenza della Corte di Cassazione (Sent. n. 28671/2024) fa luce su un aspetto cruciale: come calcolare l’aumento di pena per il reato ‘satellite’, tenendo conto di tutte le circostanze, incluse le attenuanti.
I Fatti del Processo
Un imprenditore, già condannato con sentenza definitiva per indebita compensazione di crediti fiscali (art. 10-quater d.lgs. 74/2000), veniva successivamente processato e condannato per un diverso reato tributario: l’omessa dichiarazione (art. 5 d.lgs. 74/2000). La Corte di Appello, riconoscendo il vincolo della continuazione tra i reati dei due processi, aveva rideterminato la pena complessiva in due anni di reclusione.
Tuttavia, l’imputato ricorreva in Cassazione lamentando, tra le altre cose, un errore nel calcolo della pena. In particolare, sosteneva che la Corte territoriale avesse applicato un aumento eccessivo per il nuovo reato e, soprattutto, che avesse omesso di applicare le dovute riduzioni.
La Questione del Calcolo Pena nel Reato Continuato
Il fulcro della questione giuridica risiede nel meccanismo di calcolo della sanzione nel reato continuato esterno. La legge prevede che si parta dalla pena stabilita per il reato più grave (in questo caso, quello definito con la prima sentenza irrevocabile) e la si aumenti per i reati ‘satelliti’.
L’errore contestato alla Corte di Appello era di natura tecnica ma di grande impatto pratico. Dopo aver individuato la pena base (1 anno e 6 mesi di reclusione, già comprensiva di aumenti per la continuazione interna al primo processo e ridotta per il rito abbreviato), i giudici di secondo grado avevano calcolato un aumento di nove mesi per il nuovo reato di omessa dichiarazione. Nel fare ciò, però, avevano ‘dimenticato’ di applicare su questo specifico aumento due importanti riduzioni già riconosciute nel merito: quella per le attenuanti generiche e quella per la scelta del rito abbreviato anche in questo secondo procedimento.
Le Motivazioni della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha ritenuto fondato il ricorso proprio su questo punto. I giudici di legittimità hanno chiarito che, quando si determina l’aumento di pena per un reato satellite in continuazione, tale aumento deve essere a sua volta modulato tenendo conto di tutte le circostanze (aggravanti e attenuanti) e delle riduzioni di pena legate a riti speciali.
Nel caso di specie, le attenuanti generiche erano state concesse dal giudice di primo grado e non potevano essere ignorate dalla Corte d’Appello. Allo stesso modo, la riduzione di un terzo per il rito abbreviato doveva essere applicata non solo alla pena base del nuovo reato, ma all’aumento stesso.
L’errore dei giudici d’appello ha quindi portato a una pena finale ingiustamente più elevata. Ritenendo di non necessitare di ulteriori accertamenti di fatto, la Cassazione ha esercitato il potere conferitole dall’art. 620, lett. l), c.p.p., procedendo all’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata e rideterminando essa stessa la pena.
Le Conclusioni
La Corte ha stabilito che l’aumento corretto, tenuto conto della riduzione per le attenuanti generiche e per il rito abbreviato, non era di nove mesi, bensì di soli quattro mesi. Di conseguenza, partendo dalla pena base di un anno e sei mesi, la pena finale complessiva è stata fissata in un anno e dieci mesi di reclusione.
Questa pronuncia ribadisce un principio fondamentale di garanzia: il calcolo della pena deve essere un processo matematico e giuridico rigoroso, che non può trascurare nessun elemento favorevole all’imputato, come le attenuanti o le riduzioni per i riti alternativi, anche quando si opera un aumento per il reato continuato.
Come si calcola la pena in caso di reato continuato tra reati giudicati in processi diversi?
Si parte dalla pena inflitta per il reato più grave, già definita con sentenza irrevocabile, e si applica un aumento per il reato o i reati ‘satellite’ giudicati nel nuovo processo.
Le attenuanti generiche e la riduzione per il rito abbreviato si applicano anche sull’aumento di pena per il reato satellite?
Sì. La Corte di Cassazione ha chiarito che l’aumento di pena per il reato satellite deve essere calcolato tenendo conto di tutte le circostanze, incluse le attenuanti generiche e la riduzione per il rito abbreviato, se riconosciute nel procedimento relativo a tale reato.
Cosa succede se una Corte d’Appello commette un errore di calcolo della pena?
Se l’errore è puramente matematico o di diritto e non sono necessari ulteriori accertamenti sui fatti, la Corte di Cassazione può annullare la sentenza senza rinviarla a un altro giudice e rideterminare direttamente la pena corretta, come avvenuto nel caso di specie.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 28671 Anno 2024
Penale Sent. Sez. 3 Num. 28671 Anno 2024
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 19/01/2024
Oggi,
17 LUG, 2624
SENTENZA
sul ricorso di NOME COGNOME, nato a Calatabiano il DATA_NASCITA, Th FUNZIO GLYPH Ltta avverso la sentenza in data 03/04/2023 della Corte di appello di Brescia, visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere NOME COGNOME; letta la requisitoria del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale, NOME COGNOME, che ha concluso chiedendo l’annullamento con rinvio della sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio; letta per l’imputato la memoria dell’AVV_NOTAIO, che ha concluso chiedendo l’accoglimento del ricorso
RITENUTO IN FATTO
1.Con sentenza in data 3 aprile 2023 la Corte di appello di Brescia, in parziale riforma della sentenza in data 6 ottobre 2022 del GUP del Tribunale di Bergamo, ha rideterminato la pena inflitta a NOME COGNOME in anni 2 di reclusione, calcolando in mesi sei di reclusione l’aumento per la continuazione esterna.
L’imputato, che in questo processo è stato condannato per il reato dell’art. 5 d.lgs. n. 74 del 2000 e nell’altro processo per il reato dell’art. 5 e
plurime violazioni dell’art. 10-quater d.lgs. n. 74 del 2000, ecc:episce con il primo motivo la violazione di legge e il vizio di motivazione in ordine all’applicazione del reato continuato perché non era stato individuato il reato più grave; con il secondo motivo il vizio di motivazione per l’eccessivo aumento di pena rispetto agli aumenti della continuazione interna dell’altro processo; con il terzo motivo la violazione di legge e di norme processuali per la soppressione delle generiche.
CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è fondato limitatamente all’individuazione della pena finale.
Infatti, come ha già spiegato la Corte territoriale, non è possibile la modifica della pena legale in relazione a fatti di reato per i quali è intervenuta una sentenza irrevocabile di condanna (sentenza del GUP del Tribunale di Bergamo del 10/09/2020, confermata dalla Corte di appello di Brescia con sentenza del 24/06/2021, irrevocabile il 09/10/2021), dove, a differenza di quanto dedotto dal difensore, è stato individuato in modo corretto, come reato più grave, uno degli episodi di indebita compensazione.
Pertanto, partendo dalla pena ivi irrogata di anni 1, mesi 6 di reclusione, già aumentata per la continuazione interna e ridotta per il rito abbreviato, si pone il problema dell’aumento della continuazione esterna con il reato oggetto del presente procedimento – violazione dell’art. 5 d.lgs. n. 74 del 2000 – che la Corte territoriale ha calcolato in mesi 9 di reclusione – pena motivata non illogicamente con l’entità dell’evasione IVA e dell’evasione IRES e con il danno all’Erario – da ridurre sia per le generiche, riconosciute d& Giudice di primo grado in questo procedimento ma dimenticate dalla Corte territoriale, sia per il rito.
In definitiva, l’aumento da applicare alla pena di anni 1 e mesi 6 di reclusione è di mesi 4 di reclusione, tenuto conto della riduzione delle generiche e del rito. Ai sensi dell’art. 620 lett. I) cod. proc. pen., si ridetermina la p complessiva in anni 1, mesi 10 di reclusione.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata, limitatamente al trattamento sanzionatorio, rideterminando la pena in un anno e dieci mesi di reclusione Così deciso, il 19 gennaio 2024
Il Consigliere estensore