LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Reato 633 cod. pen.: appello inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un’imputata condannata per il reato 633 cod. pen. (invasione di terreni). Il motivo è stato giudicato manifestamente infondato, in quanto contestava genericamente la sussistenza del delitto senza individuare vizi logici specifici nella sentenza d’appello. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 21 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Reato 633 cod. pen.: Quando il Ricorso in Cassazione è Inammissibile

Presentare un ricorso in Cassazione richiede la formulazione di motivi specifici e giuridicamente pertinenti. Una contestazione generica della sentenza impugnata, senza l’indicazione di precisi vizi logici o errori di diritto, è destinata a fallire. Un’ordinanza recente della Suprema Corte sul reato 633 cod. pen. (Invasione di terreni o edifici) ci offre un chiaro esempio di questo principio, sottolineando l’importanza della specificità nei motivi di gravame.

I Fatti del Processo

Il caso trae origine da una sentenza della Corte d’Appello di Messina, che aveva confermato la responsabilità penale di un’imputata per il delitto di invasione di terreni. Non accettando la decisione, l’imputata decideva di proporre ricorso per Cassazione, affidando le sue speranze di riforma della sentenza a un unico motivo di impugnazione.

Il Motivo di Ricorso e la contestazione del Reato 633 cod. pen.

L’atto di impugnazione presentato alla Suprema Corte si basava su un unico motivo: una contestazione generica della sussistenza del reato 633 cod. pen. ascrittole. In sostanza, la ricorrente si limitava a negare la propria colpevolezza senza, tuttavia, articolare una critica puntuale e argomentata contro la motivazione della sentenza della Corte d’Appello. Non venivano evidenziati specifici vizi logici nel ragionamento del giudice di merito né errori nell’applicazione delle norme giuridiche.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questa decisione non entra nel merito della colpevolezza o innocenza dell’imputata, ma si ferma a un livello precedente, quello procedurale. I giudici hanno stabilito che il ricorso non possedeva i requisiti minimi per poter essere esaminato. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

Le Motivazioni: la Manifesta Infondatezza del Ricorso

La Suprema Corte ha ritenuto il motivo di ricorso ‘manifestamente infondato’. Questa espressione indica che la censura mossa alla sentenza era talmente priva di pregio da risultare palesemente inidonea a scalfire la decisione impugnata. I giudici hanno osservato che la Corte d’Appello aveva esplicitato in modo chiaro e logico le ragioni del proprio convincimento, come emergeva dalla lettura della sentenza (in particolare, pagina 3). Il giudice di merito aveva correttamente applicato gli argomenti giuridici necessari per ritenere provato il reato 633 cod. pen., anche sotto il profilo oggettivo. Di fronte a una motivazione immune da vizi logici e corretta in punto di diritto, una contestazione generica come quella proposta non può trovare accoglimento in sede di legittimità. Il compito della Cassazione non è, infatti, quello di riesaminare i fatti come un terzo grado di giudizio, ma di verificare la corretta applicazione della legge e la coerenza logica della motivazione delle sentenze precedenti.

Le Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche della Pronuncia

Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale del processo penale: i motivi di ricorso in Cassazione devono essere specifici. Non è sufficiente manifestare il proprio dissenso rispetto a una condanna; è necessario individuare con precisione i punti della motivazione che si ritengono errati e spiegare perché, sulla base di argomenti giuridici o vizi logici. Un ricorso generico non solo non ha alcuna possibilità di successo, ma comporta anche l’addebito delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, aggravando la posizione del ricorrente. La decisione serve quindi da monito sull’importanza di affidarsi a una difesa tecnica che sappia articolare le censure in modo puntuale e pertinente, unico modo per poter sperare in una riforma della decisione sfavorevole.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Perché l’unico motivo di ricorso, con cui si contestava genericamente la sussistenza del delitto, è stato ritenuto manifestamente infondato.

Quali sono state le conseguenze economiche per la ricorrente?
La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

Come ha valutato la Corte di Cassazione la sentenza della Corte d’appello?
La Corte ha ritenuto che la sentenza impugnata avesse una motivazione esente da vizi logici e che il giudice di merito avesse esplicitato le ragioni del suo convincimento applicando corretti argomenti giuridici.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati